GLI ATTENTATI DI BRUXELLES: DOLORE, CORDOGLIO E QUALCHE RIFLESSIONE A MARGINE

mercoledì 23rd, marzo 2016 / 16:09
GLI ATTENTATI DI BRUXELLES:  DOLORE, CORDOGLIO E QUALCHE RIFLESSIONE A MARGINE
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Il sangue e l’orrore degli attentati di Bruxelles consigliano di riflettere. Di starsene anche in silenzio a pensare. A quei poveracci che ci hanno lasciato la pelle o hanno riportato ferite e anche alle cause di questa situazione. Magari  a pensare a come uscirne. Perché i “Je suis belge”, come i ‘Je suis Charlie’, lasciano alla fine il tempo che trovano, come i profili facebook colorati con la bandiera del Belgio o, qualche mese fa, della Francia (e purtroppo non ne abbiamo visti con la bandiera del Mali, del Kenia o della Nigeria…)

Giusto il cordoglio, giusta la vicinanza ai belgi, alle famiglie delle vittime. Giuste le bandiere a mezz’asta. Un po’ meno le dichiarazioni di circostanza e le lacrime di coccodrillo. Meno ancora le dichiarazioni di guerra tipo “mandiamoli tutti a casa loro”… riferito agli islamici, o “alla guerra si risponde con atti di guerra”. Come se la guerra non ci fosse già. Come se la guerra l’avessero dichiarata solo quelli dell’Isis che sono dei macellai, creati e armati però dall’Occidente. Lo hanno detto Tony Blair e Hillary Clinton…

Dopo ogni attentato noi diciamo che l’Europa si deve difendere, che deve difendere il proprio stile di vita, che  l’Europa non può piegarsi alla logica della paura, non può e non deve farsi chiudere in casa. Che noi, cittadini italiani, belgi, francesi, spagnoli, inglesi, tedeschi ecc. quindi cittadini europei, abbiamo diritto alla nostra sicurezza, alla nostra libertà di movimento… Ma è bene ricordarci che ci sono Paesi in cui questo diritto e questa libertà non sono garantiti non solo dai governi di quei paesi, spesso dittatoriali, autoproclamati o inesistenti,  ma dai bombardamenti  quotidiani dei bombardieri europei e americani. Dalla depredazione di risorse perpetrata dalle potenze occidentali. L’Europa sta facendo la guerra in Siria, in Afghanistan in Libia, sostiene le violenze di Israele in Palestina. E non solo… Con le bombe e le distruzioni noi europei stiamo spingendo e regalando migliaia di persone verso lo Stato Islamico che è armato da paesi amici e alleati delle potenze europee. Con armi di fabbricazione europea…

Ma ci sono anche altre riflessioni da fare in queste ore di dolore: 1) perché dichiarare ai 4 venti in mondovisione che il terrorista Salah, uno degli attentatori di Parigi,  appena catturato in Belgio stava collaborando con la polizia? Non è stato questo un errore madornale che ha scatenato l’immediata reazione? Chi aveva interesse a divulgare la notizia?

2) Ci dicono che i servizi segreti belgi sono un colabrodo… che le 5 o 6 polizie del Belgio non comunicano tra loro e che si fanno la guerra… E questo in un Paese nel mirino perché ad alta concentrazione di immigrati islamici non è certo un fattore di sicurezza. Ma al di là di tutto, come è possibile entrare in aeroporto  nella metropolitana, in una città tra le più controllate del mondo, con armi ed esplosivo in quantità industriale?

3) E allora si può ridurre tutto all’attacco del terrorismo “di matrice islamica”? E si può fare l’equazione islamici uguale terroristi, o comunque contigui e non ostili ai terroristi, come molti fanno?

Gli attentati di Bruxelles sono la prosecuzione di quelli di Parigi (prima Charlie Hebdo, poi il Bataclan e lo Stade de France…) di Ankara, contro i tedeschi. Sono la prosecuzione delle violenze di gruppo a Colonia per Carnevale,  sono lo strascico del fiume di profughi che arriva dal mare e da terra… Ma sono attentati contro la gente, non contro i poteri dell’Europa. Servono in primo luogo a  limitare le libertà, a sospendere la democrazia, a introdurre leggi speciali… Servono per “immobilizzare” le popolazioni e dare carta bianca ai governi. Sospensione di tutte le garanzie democratiche. E’ già così in Francia, ora sarà la volta del Belgio. Poi, dopo qualche altro attentato, sarà la volta dell’Italia o della Spagna…

In Italia dovremo essere vaccinati, ma siamo un popolo di memoria corta. Noi italiani abbiamo già vissuto la stessa cosa con la strategia della tensione negli anni ’70-80. Ve lo ricordate? Quindi, se ci dicono che gli attentati di Bruxelles e di Parigi sono opera dell’Isis, diffidiamo. Guardiamo più a fondo. Probabilmente sono “anche” opera dell’Isis. I fanatici kamikaze dello stato islamico sono lo strumento, la mano armata. Come Al Queida per l’11 settembre 2001… Ma i servizi segreti europei che non scoprono mai niente, che arrivano sempre dopo le esplosioni, che tengono sotto controllo i presunti terroristi ma non li fermano, che diffondono notizie che sarebbe meglio tenere coperte, puzzano di bruciato come le lamiere contorte dell’aeroporto di Zaventem…

Il terrorismo è funzionale ad una strategia che chiede ai popoli di Europa di cedere sovranità in cambio di sicurezza. Poi, c’è anche il problema dello Stato Islamico. E di gente che  in nome di un Dio  si fa saltare in aria per seminare terrore. A questo proposito inutile ripetere che un esercito fatto di irregolari che non hanno alcuna paura della cattura o della morte è difficilmente battibile. Oggettivamente. I brigatisti rossi e gli stragisti neri sono stati battuti, ma loro avevano timore di essere presi o uccisi. Loro sparavano e piazzavano bombe, ma non si facevano esplodere… La differenza non è da poco.

m.l.

 

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