CHIUSI: LA POLITICA DEI SELFIE, LE ELEZIONI FANTASMA E IL RITORNO DEL “NOTABILATO”

martedì 08th, marzo 2016 / 17:40
CHIUSI: LA POLITICA DEI SELFIE, LE ELEZIONI FANTASMA E IL RITORNO DEL “NOTABILATO”
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CHIUSI –  Sono passati 11 giorni dall’iniziativa pubblica promossa da primapagina (26 febbraio) e continua il silenzio assordante di partiti e movimenti sulle elezioni comunali chiusine.  Quella sera c’era un’unica certezza: la lista del centro destra e la candidatura Martinozzi. Ora non c’è più nemmeno quella. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno deciso di cambiare cavallo. Senza specificare quale sceglieranno. Sempre che riescano a trovarne uno.

Per il resto niente di niente La silenziosa segretaria del Pd Pamela Fatighenti diffonde in rete i suoi selfie con #bobogiac, alias Roberto Giachetti, vincitore delle primarie flop di Roma, ma ancora non ha trovato il modo e il tempo di farne uno (di selfie) con il candidato chiusino Juri Bettollini. Sempre che sia lui, il candidato sindaco.

La consultazione interna al Pd dovrebbe essere in corso, ma non si sa quali siano gli esiti. E Bettollini aspetta e spera. Con una certa impazienza, crediamo, perché il tempo passa. E se è vero che il tempo gioca a suo favore, mandarla troppo per le lunghe potrebbe anche non essere una buona idea.

La segretaria del Pd Fatighenti pensa forse che la politica sia esibire le fotografie con amicizie altolocate (sempre che Giachetti sia una figura altolocata) e che siano i selfie a fare … curriculum. Ne fa la collezione… Ma a Chiusi il Pd dovrà prima o poi dire qualcosa sulle elezioni e sulla città. Soprattutto qualcosa che non sia una cazzata colossale come quella frase sullo “sviluppo esponenziale sotto molteplici punti di vista”, che ha fatto ridere anche i gatti… E Bettollini di sicuro non ha gradito.

E’ strano, per esempio, che mentre in provincia sale il grido di protesta dei sindaci dei piccoli comuni contro le fusioni a freddo, Chiusi se ne tenga alla larga, evitando anche le telecamere di Ballarò. Poteva essere una buona occasione per qualche selfie della segretaria. Probabilmente a Chiusi il Pd e l’amministrazione non hanno le idee chiare nemmeno su questo tema. E stanno zitti e defilati.

D’altra parte, però, se il Pd latita, non è che gli altri competitors brillino per iniziativa e presenza sulla piazza.

Della destra abbiamo detto.

I 5 Stelle, che alcuni accreditano come unica presenza organizzata e alternativa al Pd, ancora non hanno ufficializzato neanche la presenza alla corsa elettorale. Finora hanno parlato di tutto meno che delle elezioni. E se una lista grillina ci sarà o no,  è ancora un mistero. E ancora più misterioso è il nome del candidato o candidata sindaco. Strano atteggiamento per chi vuole accreditarsi come alternativa più credibile al potere costituito.

E nella nebbia che invece di diradarsi diventa sempre più fitta, non vi è certezza, né sentore di altre possibili presenze sulla scheda elettorale. A sinistra il Pd e i 5 stelle hanno lasciato una prateria sconfinata, ma non sembra esservi nessuno all’orizzonte pronto a salire a cavallo per provare a conquistarla. O quantomeno a rimettere in gioco qualche idea su cui chiamare gli altri al confronto. Da sinistra appunto…

Le esperienze precedenti non sono state esaltanti, è vero. E quindi c”è una sorta di assuefazione al nulla, con il nulla visto come deriva ineluttabile. E questo clima è oggettivamente una festa per chi da sempre opera affinché la politica sia solo un gioco sotterraneo tra poteri, tra pesi e contrappesi nell’ambito di una cerchia sempre più ristretta di soggetti…

A Chiusi, ma non solo a Chiusi, questa situazione di assenza totale della politica intesa come partecipazione, come confronto, come dialettica tra idee e posizioni diverse, sta di fatto favorendo un ritorno all’antico “notabilato” con pochi eletti a comandare o a eseguire gli ordini e gli altri che osservano e applaudono. O al massimo mugugnano sottovoce o a denti stretti…

E a questa logica sembrano tutti piegati e assuefatti. Nessuno escluso. Questo è il problema principale, al di là degli schieramenti e delle diverse bandiere.

M.L.

 

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