ACQUA PUBBLICA: PD E GOVERNO TRADISCONO L’ESITO DEL REFERENDUM 2011 E “RIAPRONO” AI PRIVATI

mercoledì 16th, marzo 2016 / 12:40
ACQUA PUBBLICA: PD E GOVERNO TRADISCONO L’ESITO DEL REFERENDUM 2011 E “RIAPRONO” AI PRIVATI
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ROMA – Vi ricordate il referendum del 2011 per la ripubblicizzazione dell’acqua? 27 milioni di italiani dissero di sì.

Anche Matteo Renzi, all’epoca solo sindaco di Firenze annunciò il suo sì, nella consultazione popolare. E propose addirittura che l Comune di Firenze riacquistasse una quota pari al 40% di Publiacqua, la società che gestisce il servizio idrico cittadino. Ora che è presidente del consiglio ha cambiato idea. Lui e il Pd.  Il Governo ha dato parere favorevole ad un emendamento Pd che stralcia 2 articoli dalla proposta di legge del M5s. Proprio quelli che avrebbero consentito l’applicazione dell’esito del referendum. Un vero colpo di mano, a maggioranza, in Commissione Ambiente della Camera. Adesso la gestione del servizio idrico non dovrà essere obbligatoriamente pubblica, ma solo “in via prioritaria”. AcquaBeneComune

Pd e governo, in barba al parere degli italiani, stravolge il risultato del referendum e riconsegna il bene pubblico principale a chi vuole lucrarci sopra.Restando in vigore la possibilità per i privati di entrare nella gestione del servizio. Salvati quindi i profitti e le mire delle aziende private e delle multinazionali che da anni sono entrate nel business dell’acqua erogata dagli acquedotti (nella realtà della Valdichiana senese e aretina furono i francesi della Lyonnaise des Eaux ad entrare nella gestione del ciclo idrico, era il 1999).

Indignati i 5 Stelle, ma anche i deputati di Sinistra Italiana e Sel: “Il Pd ha tradito la volontà popolare”. Per Renzi l’ennesimo testa coda rispetto a posizioni precedentemente assunte. E ancora una accelerazione verso posizioni sempre più subalterne alle lobby e sempre meno orientate alla salvaguardia dei diritti dei cittadini e dei beni comuni. Un’altra sterzata a destra insomma. Eppure il Pd, dopo un iniziale scetticismo, aveva cavalcato la battaglia dei comitati invitando gli elettori a votare sì al referendum di 5 anni fa. Fece manifestazioni e concerti a favore del Sì… E in prima fila, ad esporsi anche in Tv, non c’erano solo alcuni che poi se ne sono andati come Civati, ma pure Orfini e la Serracchiani…Cos’è che ha fatto cambiare idea al partito di maggioranza? Non solo l’obbedienza… anche la coerenza non è più una virtù”.

 

Nelle foto: la campagna referendaria del 2011

 

 

 

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