STASERA BALLARO’ A CASTIGLION D’ORCIA. PARLANO I SINDACI ANTIFUSIONE

martedì 08th, marzo 2016 / 12:48
STASERA BALLARO’ A CASTIGLION D’ORCIA. PARLANO I SINDACI ANTIFUSIONE
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Ha deciso di andare a piedi dal suo paese sull’Appennino tosco emiliano alla Capitale. Si chiama Marco Mastacci ed è il sindaco di Monzuno, provincia di Bologna. Un viaggio di protesta contro i tagli ai piccoli comuni e le fusioni d’ufficio. Lo accompagna nell’impresa un podista di lungo corso, Alessandro Belliere, anziano recordman, famoso per le sue imprese, che si allenerà per la prossima: 6000 km a piedi…

Oggi, 8 marzo, la coppia Mastacci-Belliere farà tappa in Valdorcia, precisamente a Pienza e Castiglion d’Orcia. E a Castiglion d’Orcia, ci saranno anche le telecamere di Ballarò. E tutti i 13 sindaci della provincia di Siena che qualche settimana fa hanno firmato u documento comune contro le fusioni d’ufficio o d’imperio. Anzi, 13 più uno, perché anche il sindaco di Asciano che non figura tra i firmaari, ha fatto sapere di essere d’accordo. Gli altri sono Piero Pii, Sindaco di Casole d’Elsa, Claudio Galletti, di Castiglione d’Orcia, Eva Barbanera di Cetona, Andrea Marchetti di Chianciano Terme, Luciana Bartaletti di Chiusdino, Raffaella Senesi di Monteriggioni, Luigi Vagaggini di Piancastagnaio, Fabrizio Fè di Pienza, Francesco Fabbrizzi di Radicofani, Emiliano Bravi di Radicondoli, Paolo Morelli di San Casciano dei Bagni, Giacomo Bassi di San Gimignano, Roberto Machetti di Trequanda. ballarò

Tutti a Castiglion d’Orcia e a Ballarò per dire no ai tagli e per difendere l’identità e la storia dei piccoli comuni contro la politica della stessa regione Toscaa che invece sembra voler tirare diritto sulla strada degli accorpamenti e delle fusioni a freddo, anche contro la volontà delle amministrazioni locali e dei cittadini. Naturalmente il problema non è solo toscano.

Il 12 marzo ci sarà una iniziativa nazionale a Volterra, intitolata “Orgoglio Comune” promossa dal sindaco della città Marco Buselli e dal comitato “Fusioni no grazie” insieme ad altre associazioni e dall’ANPCI, l’associazione nazionale dei piccoli comuni, quelli cioè sotto ai 5.000 abitanti.

 

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