CHIUSI, IL VOTO SI AVVICINA MA… “QUI NON SI PARLA DI POLITICA!”

lunedì 08th, febbraio 2016 / 18:26
CHIUSI, IL VOTO SI AVVICINA MA… “QUI NON SI PARLA DI POLITICA!”
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QUANTO E’ DIFFICILE TROVARE UNA SALA PER UNA INIZIATIVA PUBBLICA SULLE ELEZIONI…

CHIUSI – Strano paese Chiusi. Tra 90 giorni circa ci saranno le elezioni comunali e ancora nessuno ne parla. Solo il centro destra ha annunciato la presenza e la candidatura di Niccolò Martinozzi. Per ora è l’unico nome iscritto alla corsa. Il Pd deve ancora “individuare il percorso” per deciderlo, il candidato. I 5 Stelle lavorano in silenzio.

Come spesso ha fatto, dal 1990 al 2011, Primapagina voleva organizzare anche questa volta una iniziativa pubblica, per fare il quadro della situazione, offrire delle chiavi di lettura e mettere a confronto le diverse posizioni.  Una iniziativa aperta, per ascoltare e magari anche tirar fuori qualche idea ad uso e consumo dei partecipanti alla sfida elettorale.

Naturalmente avrebbe invitato tutti, dagli amministratori uscenti ai partiti di maggioranza e di opposizione. Quelli presenti in Consiglio e quelli (partiti o movimenti) che ne sono fuori. E oltre ai partiti anche le associazioni di categoria, i sindacati ecc. Una iniziativa non di parte. Per informare, per capire, per cominciare una discussione e un confronto, alla luce del sole.

Ci siamo rivolti alla Cgil, chiedendo di poter utilizzare la saletta di via Mameli a Chiusi Scalo. Non per “vicinanza politica” con la Cgil, ma per la comodità di quella location: sala centrale, servita da parcheggio, dotata di impianto audio e video… Saletta già utilizzata in altre occasioni (l’assemblea pubblica sull’inquinamento da nichel di un anno fa, per esempio).

Ma niente da fare. La Cgil ha gentilmente risposto che preferisce non concedere la sala per iniziative politiche. Non vuole correre il rischio di essere etichettata o di prestare il fianco a visioni di parte. Anche se l’iniziativa non sarebbe stata di parte. Ma di cosa si occupa la Cgil, di funghi? Possibile che abbia timore che si parli di politica?

Dopo il no della Cgil, volendo tenere l’assemblea a Chiusi Scalo, abbiamo bussato alla porta della contrada del Sottogrottone che una saletta, recentemente ristrutturata con soldi pubblici, ce l’ha. Ma anche la contrada giallonera ha gentilmente risposto che “la sede viene concessa solo per feste private, ma non per iniziative pubbliche se non quelle realizzate o patrocinate dalla contrada”. E due.

La contrada delle Biffe usa lo stesso identico metro. E pure la Banca Valdichiana per la propria saletta soci in via Mameli (a 30 metri dalla sala Cgil). Quindi non abbiamo nemmeno chiesto.

Abbiamo infine ripiegato sulla soluzione più classica: la saletta del teatro (che però è a Chiusi Città ma è di proprietà del Comune, anche se sotto la gestione della Fondazione Orizzonti).   Qui il problema è di altro genere. Costa circa 250 euro (150 euro di quota fissa, più 5 euro l’ora per il riscaldamento, più 30 euro per pulizie, più 40 euro per assistenza tecnica). Una bella cifretta per fare quattro chiacchiere in compagnia.

Conclusione: a Chiusi è molto complicato, quasi impossibile, fare informazione “dal vivo” ed è complicato anche parlare delle imminenti elezioni, come se la cosa non riguardasse i cittadini, compresi i lavoratori iscritti alla Cgil o i contradaioli.

L’amministrazione comunale, nei suoi comunicati, dipinge spesso Chiusi come un paese vivace, all’avanguardia, pieno di iniziative. E qua e là, ogni tanto qualche iniziativa c’è…  A patto che non disturbino il manovratore però. Anzi a patto che non ci sia nemmeno il sentore o la possibilità che qualcuno possa disturbare o mettere una pulce nell’orecchio ai presenti.E la cosa singolare è che a porsi il problema non è tanto l’amministrazione (che in questo caso aveva pure accettato l’invito) quanto altri sodalizi, evidentemente sempre più realisti del re.

Chiusi si avvia al voto, ma a Chiusi non si parla di politica. E’ sconveniente. Vietato, di fatto. Come c’era scritto nei bar durante il ventennio.vetata la politica

E se anche la Cgil lo ritiene sconveniente. I problema è serio.

Qualcuno dirà: dov’è il problema? a Chiusi Scalo c’è pur sempre l’ex cinema Eden… Vero. Ma… al di là del fatto che quella sala è ormai un po’ deprimente, perché se si parla di questioni che riguardano tutti i cittadini chi organizza deve chiedere ospitalità alla parrocchia, invece che ad un sindacato o alle contrade, che pure sopravvivono e le loro sedi le hanno realizzate con i soldi di tutti?

 

 

 

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