CHIUSI: E’ MORTO EVANDRO LANZANI, UNO DEGLI IDEATORI DELLA STAFFETTA MILANO-BRESCIA-BOLOGNA PER NON DIMENTICARE LE STRAGI

lunedì 18th, gennaio 2016 / 15:44
CHIUSI: E’ MORTO EVANDRO LANZANI, UNO DEGLI IDEATORI DELLA STAFFETTA MILANO-BRESCIA-BOLOGNA PER NON DIMENTICARE LE STRAGI
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CHIUSI –  Ieri a Milano è morto Evandro Lanzani. A molti lettori, il nome dirà poco o nulla. Ma era un amico. Padre di un amico e collaboratore di primapagina. E anche un personaggio che in questo territorio non era del tutto sconosciuto. Iscritto al Pci dal 1946, poi al Pds, ai Ds e al Pd, negli anni ’80 e ’90 partecipò attivamente a molte feste de l’Unità e portò il podismo nelle feste del suo partito. Aveva una passione forte per  il ciclismo, poi per il podismo e organizzò raduni, gare, meeting a Chiusi, a Villastrada a Moiano… Ma Evandro Lanzani insieme ai figli Alessandro e Edoardo e  ad un piccolo manipolo di appassionati è stato soprattutto l’ideatore della staffetta Milano-Brescia-Bologna, con partenza da Piazza Fontana, tappa in Piazza della Loggia e arrivo in Piazza della stazione a Bologna. Una staffetta per non dimenticare le stragi che fecero decine e decine di morti tra il 1969 e il 1980. La prima edizione si tenne nell’84, quarto anniversario della strage di Bologna. Da allora ogni anno l’evento si è ripetuto e si ripeterà, con arrivo il 2 agosto alle 10,25 (ora precisa in cui scoppiò la bomba assassina) a Bologna alla presenza di autorità e parenti delle vittime. Evandro Lanzani ha partecipato, correndo, finché la salute glielo ha consentito. Poi come organizzatore-spettatore. Solo all’ultima, quella del 2015, non ha voluto partecipare, neanche da spettatore. Non ce la faceva più. Da podista non poteva presentarsi prostrato dalla malattia… A Chiusi e dintorni aveva molti amici, per decenni vi ha passato le ferie estive e spesso le festività natalizie. Il caffè al Bar del Bersagliere e l’acquisto de l’Unità all’edicola di via Leonardo da Vinci erano le prime cose che faceva. Che ha sempre fatto da buon milanese metodico e preciso. Ci mancherà il compagno Lanzani.  Ci mancherà quella flemma, quella sua faccia pallida, tipica di chi è cresciuto e vissuto nella nebbia più che al sole, che però, quando si metteva a correre diventava energia pura, volto e forza di leone. E ha lottato come un leone contro la malattia implacabile che alla fine lo ha battuto… Ma se n’è andato sereno a 84 anni. Ora corre lassù, su altre praterie.

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