CENERI DI FABRO: NON SOLO RADIOATTIVITA’, ANCHE METALLI PESANTI. E IL NICHEL NELLA FALDA DI FONDOVALLE?

lunedì 11th, gennaio 2016 / 16:32
CENERI DI FABRO: NON SOLO RADIOATTIVITA’, ANCHE METALLI PESANTI. E IL NICHEL NELLA FALDA DI FONDOVALLE?
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FABRO – Cosa c’era sotto e in mezzo a quelle ceneri che arrivarono a migliaia di tonnellate e servirono a creare l’area su cui sorge la zona industriale di Fabro? Sono più di 30 anni che la domanda aleggia nell’aria. E anche sulla stampa. Ora qualcosa comincia a trapelare. Oltre alla radioattività dalle prime indagini seguite alla riapertura dell’inchiesta avvenuta  per iniziativa dei 5 Stelle, emerge anche una contaminazione da solfati, boro, manganese e tetracloroetilene. Metalli pesanti.

Lo dice l’Arpa Umbria che ha effettuato prelievi in quattro pozzi presenti nella zona e non utilizzati a fini idropotabili. «Il dettaglio informativo delle conoscenze non consente di correlare con sufficiente certezza tali caratteristiche alla presenza delle ceneri derivanti da combustione del carbone e necessita quindi di essere completato», scrive Arpa nella sua relazione. Quindi si rende necessario un supplemento di indagine. Che sarà espletato entro gennaio: “un nuovo piano di indagine allargato che porterà all’estensione dell’area d’investigazione e al reperimento di ulteriori punti di monitoraggio”.

Come è noto l’area interessata è quella della zona industriale di Fabro Scalo, oltre 11 ettari di terreno che fu “rialzata” all’epoca,  fino a 6 metri, colmandola appunto con le ceneri della centrale a carbone di La Spezia.

I 5 Stelle chiedono la bonifica immediata del sito. Intanto anche i Comuni di Panicale e Piegaro, a suo tempo destinatari, come Fabro e Città della Pieve, di una ingente quantità dei ceneri, utilizzate come rilevato per aree industriali , campi sportivi e aree verdi, chiedono una verifica sulle zone interessate.

Insomma a distanza di 30 anni il caso-ceneri, su cui primapagina scrisse abbondantemente dal 1990 al 1995, torna di stringente attualità. E forse anche la contaminazione da nichel della falda acquifera di Fondovalle tra Chiusi Scalo e Ponticelli, di cui si è parlato a lungo nel 2013-2014 e su cui il Comune di Chiusi ha esposto denuncia penale per uno sversamento di materiale contaminato (deposito Agea nell’ex capannone Nigi Agricoltura Srl), potrebbe non essere del tutto estranea alla questione ceneri. E’ vero che l’acqua corre verso sud, cioè da Chiusi verso Ponticelli e Fabro e non viceversa, ma la falda non è uniforme, non è un fiume sotterraneo, è costituita da “bolle” a vari e diversi livelli e non è detto che non possa essersi contaminata in senso inverso, rispetto al flusso naturale dei corsi d’acqua.

Tra l’altro in una iniziativa promossa proprio dalla nostra testata, un anno fa, a Chiusi, vennero forniti dati piuttosto inquietanti sul numero e la percentuale di tumori e malattie rare nell’area compresa tra il quartiere Biffe-Zona industriale di Chiusi e Ponticelli. Ad oggi non si sa nulla circa l’iter della denuncia depositata dal Comune di Chiusi. Sarebbe interessante sapere qualcosa in proposito. Così come sulle ceneri utilizzate a Fabro, Piegaro, Panicale e Città della Pieve.

 

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