LE CENERI DI FABRO ERANO RADIOATTIVE. LE RILEVAZIONI CONFERMANO CIO’ CHE SI TEMEVA. I 5 STELLE: “SERVE CHIAREZZA!”

mercoledì 23rd, dicembre 2015 / 15:13
LE CENERI DI FABRO ERANO RADIOATTIVE. LE RILEVAZIONI CONFERMANO CIO’ CHE SI TEMEVA. I 5 STELLE: “SERVE CHIAREZZA!”
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E ORA I GRILLINI CHIEDONO DI ALLARGARE L’INDAGINE ANCHE A PANICALE, PIEGARO E CITTA’ DELLA PIEVE…

FABRO –  Sì.quelle ceneri arrivate a centinaia di migliaia di tonnellate erano radioattive. A distanza di 30 anni il dubbio sta diventando qualcosa di più. Quasi una certezza. I consiglieri del Movimento 5 Stelle che qualche mese fa hanno riaperto il caso di quel traffico che fece piovere su Fabro 45 miliardi di vecchie lire, hanno reso noti i risultati delle rilevazioni effettuate nel settembre di quest’annoda Arpa Umbra: la radioattività riscontrata nella zona dove furono depositate le ceneri è tra lo 0,1 e 0,4 microsievert/ora. Quindi è presente. E il valore è tale da aver consigliato ulteriori accertamenti. Il fato infatti è preoccupante se si pensa che una radiografia sviluppa 1 microsievert/ora, che a Roma si registrano 0,04 microsv/h e che a Tokyo, dopo Fukushima, il livello medio era 0,25 microsv/h”. Quindi, meglio indagare ancora… Quelle ceneri arrivate con migliaia di camion dalla centrale Enel di La Spezia, a carbone, no erano, evidentemente semplici “inerti”… E, come hanno giustamente fatto notare i consiglieri regionali 5 Stelle Liberati e Carbonari, “l’indagine andrò allargata a anche ad altre zone nei comuni di Piegaro e Panicale, dove le arrivarono altre tonnellate di ceneri”. E anche a Città della Pieve, aggiungiamo noi, visto che le ceneri di La Spezia servirono anche lì per realizzare campi sportivi e aree artigianali (nei pressi del centro storico e a Ponticelli).

Grazie al Movimento 5 Stelle la cosa sta tornando sotto i riflettori. I grillini umbri stanno facendo un lavoro meritorio su questa questione, ma da come ne parlano, sembra che siano stati loro i primi  a scoprire la questione. Non è così. Non sono stati i primi a parlarne, a sollevare dubbi sulla pericolosità di quelle ceneri e sull’impatto che possono aver avuto sulla salute delle persone nell’area interessata. Non sono stati neanche i primi a portare la vicenda all’attenzione del Parlamento. Lo fecero già nell’86 – come abbiano già scritto in altri articoli – i parlamentari Ronchi e Tamino dei Verdi. Primapagina ne ha parlato per anni. A Fabro – e non solo a Fabro – si tennero iniziative, nacquero comitati cittadini. Furono fatti carotaggi, ci furono pure controversie giudiziarie… La vicenda orientò anche scelte politiche dei partiti, cambiò gli scenari e le maggioranze di governo locale… Ma sui rischi, sulla radioattività e altro, non si arrivò a nulla. Forse le indagini non furono fatte bene. Forse non si volle farle bene. Forse il rischio emerge solo adesso, dopo 30 anni di “incubazione”…  Ma già allora si parlava di radioattività, di inquinamento possibile delle falde acquifere, di spolvero pericoloso…

Bene hanno fatto comunque i 5 stelle a rimettere quella storia nel mirino. Bene fanno a raccogliere segnalazioni e denunce e a chiedere ulteriori verifiche, anche alla Regione Umbria. Ma la storia delle ceneri di Fabro (e anche di Città della Pieve, Panicale, Piegaro…)  è una storia vecchia, ampiamente dibattuta, che mise in evidenza, già all’epoca, un intreccio strettissimo tra affari e politica, tra l’Enel che doveva smaltire quelle ceneri, un partito che ne gestiva direttamente lo smaltimento (il Psi) e le amministrazioni locali che in cambio di una pioggia di miliardi mai vista, acconsentivano di buon grado ad “utilizzarle” come materiale inerte per fare opere pubbliche.

Probabilmente quella delle ceneri è stata una della “partite” più sostanziose del finanziamento ai partiti, certi partiti almeno, negli ultimi anni della prima repubblica… Non a caso la grande operazione “Borgo Sole”, la grande area produttiva di Fabro costruita sulle ceneri (non metaforicamente), finì anche sulle pagine di grandi quotidiani e sugli schermi televisivi (chi si ricorda di Pia Luisa Bianco?) come esempio virtuoso… Non era così, naturalmente. Ma serviva darlo ad intendere…

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