ANCORA UNA STRAGE NEGLI USA. MA… NON TUTTO IL MONDO E’ PARIGI

giovedì 03rd, dicembre 2015 / 12:24
ANCORA UNA STRAGE NEGLI USA. MA… NON TUTTO IL MONDO E’ PARIGI
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Ieri a San Bernardino, California, c’è stata una strage molto simile nelle modalità a quella del Bataclan a Parigi. Due persone in tuta militare e armate fino ai denti sono entrate in un centro per disabili durante una festa natalizia e hanno cominciato a sparare: 14 morti, 17 feriti. I due sparatori sono stati rintracciati e uccisi. Nell’auto, ancora armi ed esplosivi. Erano marito e moglie, non ancora 30enni, americani di origini arabo-pakistane e religione islamica. Si cerca di capire se  il gesto sia una azione terroristica di matrice jihadista oppure una vendetta maturata nel posto di lavoro del giovane, contro alcuni colleghi… La quantità e il tipo di armi ed esplosivo e l’abbigliamento dei due coniugi fa pensare comunque ad una azione premeditata e pianificata e non ad un gesto “estemporaneo”,  d’impulso. Le indagini sono in corso.

Qualche giorno fa ancora negli Usa, a Colorado Springs, un uomo, estremista cattolico, probabilmente legato al Ku Klux Klan, ha sparato all’interno di una clinica in cui si praticavano aborti: 3 morti e diversi feriti, per “vendicare”  quei “bambini mai nati”.

Due stragi in pochi giorni, a tre settimane soltanto dalla serie di attentati che hanno sconvolto Parigi e poi Bamako in Mali. Due stragi in casa del gendarme del mondo.

Ma a differenze di quanto successe dopo Parigi, non c’è gran battage intorno a questi due fatti. Anche su Facebook sono pochi i commenti, i post di indignazione o di solidiarietà con le vittime… C’è uno strano silenzio nell’aria.

Se, come ha scritto qualche autorevole commentatore, non c’è da stupirsi per la scarsa attenzione-considerazione verso i morti africani (quelli del Mali o del Kenia, per esempio), perché percepiti come lontani anche se lontani non sono, gli americani, come i francesi, sono “dei nostri”. Fanno parte del nostro mondo. Los Angeles o Colorado Springs sono geograficamente più lontane di Bamako, ma Los Angeles  e Colorado Springs sono casa nostra, come Parigi, come Londra, come Barcellona o Berlino o Montreal… Così ci dicono continuamente i nostri media e i nostri governanti, sempre pronti a difendere il nostro sistema, il nostro modo di vivere, il nostro mondo.

Ma allora come mai nessuno in queste ore accende candele o scrive “je suis americain”? Forse perché c’è in giro un senso di colpa circa la facilità con cui una persona normale può acquistare un fucile da assalto, un mitragliatore, o delle bombe a mano e poi scaricare quelle armi addosso a chi gli pare? Forse perché queste ennesime stragi (negli usa sono 335 le sparatorie dall’inizio dell’anno) dimostrano la fragilità del nostro mondo e la pericolosità delle logiche da far west che molti invocano anche da noi?

m.l.

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