LUTTO CITTADINO: CHIUSI SALUTA DON MOSE’, IL PRETE DEL CONCILIO

lunedì 23rd, novembre 2015 / 10:36
LUTTO CITTADINO: CHIUSI SALUTA DON MOSE’, IL PRETE DEL CONCILIO
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CHIUSI – Oggi a Chiusi è lutto cittadino. E la giornata grigia e piovosa favorisce la tristezza. Perché oggi è un giorno triste. Alle 15 si terranno i funerali di Don Mosè Mannelli, parroco emerito della Cattedrale,  figura importante dell’ambiente cattolico chiusino, ma soprattutto una persona carismatica, un amico di tutti. Se ne è andato, Don Mosè ad 87 anni dopo un periodo di declino fisico. Da tempo non stava bene e da una ventina d’anni non aveva più incarichi precisi nella chiesa locale. Ma la sua presenza, la sua azione resteranno nella memoria collettiva della città, anche si chi non ha mai frequentato o ha spesso di frequentare da tempo parrocchia e sacrestia.  Perché Don Mosè non è stato un prete qualsiasi. Ha incarnato più di qualsiasi altro parroco locale la Chiesa del Concilio, quella chiesa che Papa Bergoglio evoca e invoca tutti i giorni.

Intorno a lui si sono formate e sono cresciute generazioni di ragazzi. Sono certamente poche a  Chiusi, soprattutto a Chiusi città, le famiglia in cui non ci sia almeno uno che non sia passato per l’Associazione Sacro Cuore o per i campeggi che Don Mosé organizzava nell’estate. Intorno a Don Mosè è nata la storica squadra di pallavolo della Vitt Chiusi, la Rassegna Ragazzi in Gamba e anche la comunità neocatecumenale… Era un tipo vulcanico Don Mosè e negli anni della divisione ideologica tra cattolici e comunisti, in una città a maggioranza comunista, lui non ha mai chiuso la porta in faccia  a nessuno, ha sempre dialogato con tutti, dispensando battute e sorrisi. E’ stato un animatore sociale instancabile, esponente di una chiesa più attenta alle coscienze che ai quattrini.

Fu lui, dopo il Concilio, a far rimuovere l’altare barocco e “ricco” del Duomo per sostituirlo con la “mensa” di pietra in stile romanico, più spartana e soprattutto posta in modo che il parroco potesse guardare in faccia i fedeli e non voltar loro le spalle… Non amatissimo delle gerarchie, anche per quel suo modo di accogliere e aiutare tutti, senza badare troppo al portafoglio, alla fine degli anni ’80 – Vescovo Monsignor Alberto Giglioli – fu allontanato e mandato a meditare in un convento, all’insaputa della sua stessa famiglia… Finì lì il suo lavoro di parroco. Non il suo essere prete. Oggi Chiusi lo saluta. Il vicesindaco reggente Bettolini ha decretato il lutto cittadino, in segno di rispetto e di amicizia per una figura che ha dato molto alla città e alla comunità dei chiusini.

Buon viaggio Don Mosè…

m.l.

 

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