TAVERNELLE, IL SOTTOSEGRETARIO BOCCI (PD) RILANCIA L’IDEA DELLA PERUGIA-CHIUSI

TAVERNELLE, IL SOTTOSEGRETARIO BOCCI (PD) RILANCIA L’IDEA DELLA PERUGIA-CHIUSI
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TAVERNELLE – Una decina di giorni fa, in occasione dell’inaugurazione nuova Caserma dei Carabinieri, in via Togliatti, di fronte al sindaco di Panicale  Giulio Cherubini e a tutta la giunta, alle autorità militari,  l’Onorevole Giampiero Bocci, esponente di primissimo piano del Pd a livello regionale e nazionale, nel suo discorso è tornato, quasi a sorpresa, sul tema della viabilità, dei trasporti, dei collegamenti della Valnestore con Perugia con la vicina Toscana e con gli snodi ferroviari e autostradali. E ne ha parlato come di una emergenza. Di una priorità, come è una priorità quella di dotare il territorio di strutture importanti per dare risposte ai cittadini su temi caldi e sentiti, quali la sicurezza, il contrasto alla criminalità e all’illegalità.

Bocci ha parlato, per esempio, della rilevanza della Variante alla Pievaiola, che però a suo dire deve considerarsi “solo un primo intervento di quella che dovrà essere una infrastruttura che dovrà collegare il capoluogo Perugia con il nodo ferroviario e stradale di Chiusi”.  “E’ quella la sola e unica soluzione percorribile, se vogliamo togliere dall’isolamento la città di Perugia”, ha detto l’onorevole umbro. Musica per le orecchie di chi, nella Valnestore, per anni, anzi decenni, si è battuto per quella soluzione che è stata invece osteggiata e aggirata, da coloro che avevano il potere decisionale, senza però trovare una alternativa. E se lo dice Giampiero Bocci che viene dalla Valnerina e non dalla Valnestore, il richiamo è ancora più forte. Anche perché Bocci non è un deputato qualsiasi, ma è sottosegretario al Ministero degli Interni.

In molti, non senza stupore, hanno ravvisato nelle sue parole un rilancio della vecchia idea della Perugia-Chiusi, a questo punto però solo stradale. Perché il collegamento ferroviario, che sarebbe potuto essere adattato allo scopo e di cui pure si discusse molto negli anni ’60 e ’70, è stato smantellato. Fino alla metà degli anni ’60 infatti c’era una ferrovia che collegava Perugia (Ellera, per la precisione) alla centrale di Pietrafitta e arrivava fino a Tavernelle. C’era anche la stazione a Tavernelle, era l’edificio in cui adesso ci sono gli ambulatori della Asl. Venti chilometri di ferrovia, percorribili in poco più 15 minuti…

Da Tavernelle si sarebbe dovuto costruire un tratto per raggiungere la linea Firenze-Roma all’altezza della vecchia stazione di Panicale o appena dopo Moiano, per raggiungere Chiusi. Altri 15 km al massimo. Altri 10-12 minuti. Insomma con quella ferrovia sarebbe stato possibile andare da Perugia a Chiusi e viceversa in meno di mezz’ora. Per evitare che a qualcuno venisse in mente di realizzarla davvero, la linea Ellera-Tavernelle non solo fu dismessa e abbandonata, ma addirittura smantellata. Il percorso è ancora visibile, ma i binari non ci sono più, da 50 anni.  ellera-tavernelle

Nel tempo, a più riprese, l’ipotesi è riaffiorata, in Valnestore ci fu chi ne fece un cavallo di battaglia. Ma la battaglia la perse. La Regione Umbria (ma anche la regione Toscana), i governi centrali che si sono succeduti, le Fs hanno volutamente e scientificamente gettato al macero una soluzione che sarebbe stata fattibile, rapida, e a costo limitato. Ma in Italia le cose buone devono spesso cedere il passo a soluzioni più farraginose, più costose, meno efficaci… Quello dello smantellamento della Ellera-Tavernelle non è stato solo un errore politico e strategico, ma  un esempio tipico e lampante di pervicace perseguimento del contrario del bene comune. Ora Bocci, all’improvviso e in una circostanza forse casuale (la sua presenza all’inaugurazione di una caserma dei carabinieri) torna a parlare della necessità, inderogabile, per Perugia di un collegamento diretto con il nodo di Chiusi.

Certo ora si dovrà parlare di strada e non di ferrovia. Per la Valnestore che fino a qualche anno fa era il territorio più industrializzato di tutta l’area a cavallo tra Umbria e Toscana e ora vive come tutta l’Italia una crisi profonda, potrebbe rappresentare una nuova ancora di salvataggio, l’unica in grado di rendere la zona appetibile per eventuali investitori. Per Chiusi sarebbe il collegamento rapido con il capoluogo umbro e da lì verso l’Adriatico.

I sindaci della Valnestore, il vicesindaco reggente di Chiusi, il neo consigliere regionale Scaramelli prendano la palla la balzo e usino il richiamo di Bocci per rilanciare la questione anche con il premier Matteo Renzi.  E’ vero che prima di pensare a realizzare una strada nuova bisognerebbe mettere a posto quelle esistenti, che versano in condizioni pietose, ma è anche vero che in tempi di crisi la ripresa può avvenire solo sulla spinta di interventi pubblici sostanziosi. Questo sarebbe sostanzioso e anche utile a due territori che sono contigui, si guardano con un certo interesse, ma fanno fatica a raggiungersi…

Renato Casaioli

Marco Lorenzoni

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