CHIUSI, FONDAZIONE ORIZZONTI: 123 MILA EURO DI DEFICIT NEL 2014. SILVA POMPILI: “SITUAZIONE CRITICA”

lunedì 12th, ottobre 2015 / 12:53
CHIUSI, FONDAZIONE ORIZZONTI: 123 MILA EURO DI DEFICIT NEL 2014. SILVA POMPILI: “SITUAZIONE CRITICA”
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CHIUSI – Silva Pompili non farà il sindaco di Chiusi. Forse nemmeno il vice o l’assessore, come pure si è ventilato, anche su queste colonne, nelle ultime settimane. Non assumerà, probabilmente, incarichi di giunta perché si è appena assunta un compito importante e gravoso. Quello di risanare il bilancio della Fondazione Orizzonti da qui al 2017. Un impegno triennale, per mantenere in vita la Fondazione e tappare il “buco” prodotto dalla gestione precedente, che lei e il nuovo consiglio eletto in primavera si son trovati di fronte.

Purtroppo a fronte di molte cose positive gli investimenti fatti in termini materiali e immateriali non si sono tradotti tutti in risultati positivi e pertanto come nuova gestione ci troviamo innanzitutto a dover partire da una situazione finanziaria particolarmente critica e da un risultato di bilancio 2014 negativo che inevitabilmente si ripercuoterà sulle modalità e possibilità di sviluppo dell’attività nel triennio 2015-2017“. Così scrive Silva Pompili nella relazione al bilancio 2014. Parole chiare. E chiari sono anche i numeri: 123.000 euro di perdita. Perdita che sarebbe stata addirittura superiore (175.000 euro) se il contributo del Comune non fosse stato aumentato da 158.000 a 210.000 euro. Insomma una piccola voragine, lasciata in eredità dalla gestione precedente, diretta dalla manager poliziana Giovanna Rossi.

Nel 2014 non c’è stata attività della Fondazione che non abbia “rimesso”. Il Lars Rock Fest ha registrato una perdita di 18.000 euro, Chiusi nella Danza di 40.000, il Festival Orizzonti di 139.000 mentre la stagione teatrale invernale ha “perso” per 15.000 euro.

Va detto che il 2014 è stato un anno nero anche dal punto di vista metereologico e sia il Lars Rock fest, spostato all”ultimo momento da Piazza XXVI Giugno al teatro Mascagni, sia il festival di Danza ne uscirono fortemente penalizzati. Il primo è andato meglio quest’anno, mentre il festival di danza diretto da Samuel Peròn, dopo il flop de 2014 è stato “tagliato” già quest’anno e non sarà più riproposto.

Come verrà risanato il buco? Intanto ricontrattando e cercando di dilazionare i pagamenti ai fornitori (e la cosa, invece che dare “ossigeno” all’economia locale, rischia di creare qualche difficoltà in più alle imprese coinvolte). Così spiega la presidente Pompili che prevede anche di destinare al “risanamento del debito pregresso” anche una quota di finanziamenti che arriveranno da Regione e Ministero a partire dalla gestione 2015.

Quanto alla programmazione degli eventi sarà mantenuto in piedi il Lars Rock fest, cercando di renderlo più redditizio con una gestione in proprio anche dello street food, e saranno mantenuti anche i laboratori, il Festival Orizzonti e la stagione invernale, con una maggiore attenzione e apertura, però, verso le compagnie e le esperienze presenti nel territorio. Che non è solo una scelta di “austerity”, ma anche di crescita culturale del territorio stesso. Non a caso Silva Pompili nella relazione al bilancio cita a tal proposito il successo dello spettacolo “4 amici al bar” che ha aperto gli eventi estivi e la scelta di aprire la stagione invernale con “Il berretto a sonagli” diretto e interpretato da Gianni Poliziani per la Compagnia degli Arrischianti di Sarteano.

Certo è che il buco c’è. E non è di poco conto. E oltre ai fornitori che rischiano di vedersi decurtato o dilazionati i propri crediti, c’è anche la possibilità che a pagarlo siano i cittadini che si troveranno prossimamente una programmazione e un’offerta culturale più ristretta e di minor livello.

Crediamo che abbia fatto bene Silva Pompili a mettere in piazza la situazione, e le fa onore l’impegno che si è assunta, quando avrebbe anche potuto dire, “paghi chi ha sbagliato, arrivederci e grazie”. Ma la situazione della Fondazione Orizzonti, alla luce dei numeri, impone una riflessione. Sul ruolo stesso della Fondazione, sulla politica culturale, sulla gestione di soldi che sono in larga misura pubblici… Una riflessione che dovrebbe essere fatta prima di tutto da chi ha voluto la Fondazione. Cioè dall’amministrazione comunale, poi alla politica in generale, dalle Associazioni. Dai giovani che sono stati coinvolti nelle varie iniziative. Da quella parte ancora viva di cittadinanza che si appassiona al teatro, alla musica, all’arte…  Di fronte ad una situazione debitoria del genere, a un festival estivo che è di qualità, ma non fa spettatori (o ne fa pochi), in una città che arranca in tutti i settori è facile che qualcuno se ne esca con le solita frasi tipo “con la cultura non si magia”, “meglio spendere i soldi in altro modo”, “un giochino per pochi, che pagano tutti…” e via di questo passo.  E allora meglio ragioniamoci su. Parliamone, come si diceva un tempo.

Non a caso, da queste colonne, nel 2012, proponemmo gli “stati generali della cultura“, proprio per ragionare su questi temi. I più fecero orecchi da mercante e la cosa sfumò, come tante altre… Adesso, con i numeri alla mano, ci sembra opportuno riproporre quell’idea. Li vogliamo fare?

 

 

 

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