CHIUSI, DOPO SOLI 5 MESI SI DIMETTE IL PRESIDENTE DELLA PRO-LOCO. ENNESIMA DEBACLE PER UN CERTO MODO DI FARE POLITICA…

venerdì 09th, ottobre 2015 / 12:18
CHIUSI, DOPO SOLI 5 MESI SI DIMETTE IL PRESIDENTE DELLA PRO-LOCO. ENNESIMA DEBACLE PER UN CERTO MODO DI FARE POLITICA…
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CHIUSI – E’ durata poco l’avventura di Luigi Cosi alla guida della Pro-Loco chiusina. Neanche 5 mesi. Eletto infatti alla metà di maggio, lunedì scorso, 5 ottobre, si è dimesso. Alla base della decisione, pare, una scarsa sintonia con il resto del consiglio. E forse la percezione di essere un pesce fuor d’acqua. In effetti, Luigi Cosi, operatore turistico in località Dolciano (e questo aveva già fatto storcere il naso a molti che vedevano nella cosa una sorta di conflitto di interessi, essendo la Pro Loco ente che si occupa della promozione turistica e della “gestione” degli arrivi in città) viene dalla Puglia, realtà molto diversa, ed è sbarcato a Chiusi solo da qualche anno. Trovarsi a dirigere l’ente che per statuto deve “vendere” l’immagine di una città, presuppone una conoscenza del luogo, delle sue particolarità e peculiarità, della sua storia, ma anche del carattere delle persone, dell’humus su cui affonda le sue radici e la sua cultura… Non deve essere stato facile per uno che si è trovato lì, in quel posto, con quell’incarico, quasi per caso. Catapultato in prima linea, senza passare dalle retrovie…

In questi quasi 5 mesi Luigi Cosi non è mai intervenuto, non ha detto una parola, non ha preso posizione su niente. Ha gestito l’associazione, le sue iniziative, le ha presentate. Ma non è andato mai oltre il compitino. E forse non poteva fare diversamente. Le dimissioni appaiono adesso come una resa del personaggio. Ma sono soprattutto, e questo è innegabile, una sconfitta per chi, a maggio lo designò nell’incarico, pensando che una figura “fuori dai giochi”,  un volto mai visto praticamente prima, potesse mettere d’accordo tutti.  E soprattutto non creare problemi. Come avrebbe potuto se era il primo a dover chiedere sostegno e informazioni, non conoscendo nulla (o poco) della città? Probabilmente Cosi non si è trovato a  suo agio nel ruolo di passacarte. Ma poteva, sinceramente, pensare di fare qualcosa di più, date le premesse?

Ecco, la vicenda della Pro Loco è l’ennesima sconfitta della politica, di un certo modo di fare politica, a Chiusi, come lo furono le dimissioni pressoché immediate di Rossella Rosati dalla presidenza della Fondazione Orizzonti… Luigi Cosi avrà fatto sicuramente del suo meglio, ci avrà messo anima e corpo per portare avanti l’impegno, ma dopo pochi mesi ha alzato bandiera bianca. Non ci si inventa segretari di partito, sindaci e neanche presidenti di una pro-loco, se non si ha bene in mente cosa significhi quel ruolo e non si ha in testa, o alle spalle, un disegno ampio, condiviso, una visione d’insieme di ciò che si deve gestire. E di dove si vuole andare.

Il silenzio che ha accompagnato le dimissioni di Cosi, da lunedì ad oggi, l’assenza totale di prese di posizione, di spiegazioni da parte degli altri consiglieri della Pro Loco, da parte dell’amministrazione comunale (solo la Primavera si è posta qualche domanda in proposito, su facebook) sono invece un segnale di imbarazzo nel dover spiegare una scelta che in pochi mesi si è rivelata sbagliata. Solo che le scelte sbagliate sono sempre orfane. Non solo a Chiusi, per la verità.

m.l.

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