RUZZI DELLA CONCA: TRIONFO FORNACE. E PER IL GRANOCCHIAIO E’ LA FINE DI UN’ERA

lunedì 07th, settembre 2015 / 13:30
RUZZI DELLA CONCA: TRIONFO FORNACE. E PER IL GRANOCCHIAIO E’ LA FINE DI UN’ERA
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CHIUSI SCALO – Ha vinto la Fornace. La 35esima “Conca” è giallorossa. E questa è la notizia principale sui Ruzzi della Conca edizione 2015. Ma la vittoria di Scattoni & C. non è la sola notizia. La sfida della palla al bracciale ne ha registrate altre. Eccole nell’ordine:fornace vittoria

1) il magic team del Granocchiaio, dominatore assoluto dal 2002 ad oggi, non c’è più. Il ciclo vincente dei biancoverdi è finito. Succede. Successe alla grande Inter di Herrera, all’Olanda di Crujiff e Neeskens, al Milan di Sacchi, all’Italvolley di Velasco… Succederà anche alla Juve prima o poi. Ieri si è verificata la caduta degli dei della Palla al Bracciale dell’ultimo decennio. Bittoni e Gobbini ormai giocatori normali, non più i supermen del passato; Forzoni neanche nel sestetto. I giovani (Guarino, Minetti, Cappuccini…) si faranno. Adesso soffrono. E per la contrada abituata ai trionfi l’ultimo posto è una ferita che brucia.

2) La “Cenerentola” Mar Nero per poco non si trasformava in una principessa. I ragazzi nerazzurri  hanno addirittura tenuto testa alla Fornace nella prima partita, crollando solo nel finale. Ma ora sono una squadra, non un materasso. E se Federico Ferretti, da poco diventato papà, avesse potuto allenarsi un po’ di più… Non solo, la vittoria nel “Braccialino” fa ben sperare anche per il futuro. Verrà, probabilmente anche l’ora del Mar Nero.

3) Il Sottogrottone e Le Biffe  sono tornate anche loro a recitare una parte importante, non più solo di comparsa. I verdearancio hanno sperato di bissare il successo della Selva (stessi colori) al palio dell’Assunta e ci sono arrivati vicino. Ma solo vicino. E ai Ruzzi vicino non conta. Conta solo vincere e ha vinto la Fornace.

4) Con la fine dell’epoca d’oro del Granocchiaio, i Ruzzi non hanno più un padrone. Ora la sfida sembra più equilibrata. E quindi più combattuta e affascinante. Il prossimo anno le 5 contrade partiranno più o meno alla pari. Non ce ne è più una – e sempre quella –  abbonata alla pole position.

Per il resto la festa di Chiusi Scalo, nonostante la location non proprio suggestiva, ha registrato un buon successo. Il ristorante ha sfornato una media di 600 pasti per sera… Il pub ha tenuto i più giovani fino alle ore piccole… E, forse per la prima volta in 35 anni, si è vista anche una buona percentuale di gente non di Chiusi…

La sfilata in costume dedicata quest’anno al centenario della Grande guerra (magari viene da domandarsi se sia giusto e opportuno celebrare l’entrata in guerra dell’Italia, nel 1915, quindi l’inizio di quella che fu una vera e propria carneficina programmata, piuttosto che la fine del conflitto, avvenuta invece nel ’18), ha visto la partecipazione di tanti figuranti, giovani e meno giovani, uomini e donne, anziani e bambini e un certo sforzo nella ricerca dei costumi e delle “scene di vita” da rappresentare, con qualche piccola approsimazione che potrebbe essere evitata (scarpe inappropriate e giacchette improbabili)…

Insomma i Ruzzi della Conca restano una festa paesana, una festa soprattutto di giovani (chi ha meno di 35 anni è nato e cresciuto con i Ruzzi), senza troppe pretese dal punto di vista storico e “documentale”, ma nei giorni dei Ruzzi Chiusi Scalo si anima, pulsa e vive come come viveva fino a non molti anni fa, cioè in un clima da cittadina vera, vivace, accesa, uscendo dall’atmosfera cupa e desolata da mining town in dismissione… Peccato che i Ruzzi vengano solo una volta all’anno e durino una decina di giorni non di più…

 

 

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