LE TORRI BECCATI QUESTO E BECCATI QUEST’ALTRO TROVANO COMPAGNIA… MA UN INTERVENTO EDILIZIO DEL GENERE NON POTEVA ESSERE FATTO ALTROVE?

LE TORRI BECCATI QUESTO E BECCATI QUEST’ALTRO TROVANO COMPAGNIA… MA UN INTERVENTO EDILIZIO DEL GENERE NON POTEVA ESSERE FATTO ALTROVE?
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CASTIGLIONE DEL LAGO – Lì, in quel punto ci son sempre state due sole costruzioni. Dal medioevo. Una dirimpetto all’altra. Due torri, una più elegante e più piccola e una più rude e più “squadrata”, ma più imponente. la prima in Toscana e l’altra in Umbria. Si chiamano “Beccati questo” e “Beccati quest’altro”… Furono edificate dai chiusini e dai perugini, appunto nel medioevo, sul confine. Laddove c’era un passaggio obbligato sulla Chiana e dove per passare si doveva pagare la gabella. Come nel film con Benigni e Troisi: “Che volete, dove andate? Un fiorino…”. Ebbene lì,  pochi decine di metri (decine, non di più) da una torre e dall’altra sta sorgendo una nuova costruzione. Ad occhio e croce una palazzina a due piani dalle fattezze di un condominio. In piena campagna, e in una zona sicuramente delicata dal punto di vista idrogeologico e altrettanto sicuramente sottoposta a vari vincoli. L’edificio in costruzione non è un grattacielo. Ma si nota. E cambia fortemente i connotati dell’area. E anche la vista d’insieme delle due torri. Si tratta di una palazzina di pertinenza della azienda florovivaistica Margheriti che si trova proprio lì accanto, ma mentre i vivai e i preesistenti manufatti sono nel Comune di Chiusi, la nuova palazzina viene a trovarsi appena al di là del “confine”, in territorio di Castiglione del Lago.torri 2

Il cartello stradale che indica il comune lacustre è sfiorato dalla recinzione del cantiere. Vedendo quella costruzione viene da chiedersi: ma proprio lì la dovevano fare? Non c’era un posto meno “delicato” dove l’impatto poteva essere minore? Forse sì, ma il Comune di Chiusi, di fronte alla richiesta dell’azienda vivaistica, non avrebbe concesso l’autorizzazione a costruire e così l’azienda ha deciso di spostarsi di qualche decina di metri, appena di là dal fosso. E dal Comune di Castiglione del Lago l’autorizzazione l’ha ottenuta. Previa una serie di opere di tutela idraulica…

La zona infatti è soggetta ad inondazioni in caso di forti piogge e piene dei torrenti che vi passano vicino (il Montelungo e il Tresa) e anche negli anni scorsi è finita un paio di volte sott’acqua.. Ma il problema principale, al di là del rischio idrogeologico, pare essere quello dell’impatto ambientale. Del colpo d’occhio sulle due Torri che ne risulta alterato. Due anni fa, nel 2013, l’allora sindaco di Chiusi, Scaramelli, si oppose duramente e minacciò di alzare barricate e di occupare il municipio castiglionese se fosse andato avanti il progetto di un impianto a biomasse che avrebbe dovuto sorgere in località Le Coste, a poche centinaia di metri dalla palazzina in costruzione, sempre al confine tra Chiusi e Castiglione del Lago…torri 1

Questa volta invece l’intervento edilizio è passato totalmente sotto silenzio. Certo, non ci sono di mezzo fumi ed esalazioni, ma se, come si dice, anche l’occhio vuole la sua parte, il profilo del territorio ne risulta abbastanza compromesso. Si dirà che quella palazzina è solo un recupero di volumi preesistenti (un rudere agricolo in effetti c’era) e serve all’azienda Margheriti e che un’azienda che investe, di questi tempi è cosa rara, quindi non va ostacolata, ma piuttosto incoraggiata e favorita. Vero. Ma qualche dubbio sulla tipologia dell’edificio e sulla scelta dell’ubicazione, rispetto alle caratteristiche dell’area rimane. E, diciamolo pure, rimane anche qualche dubbio sul perché il Comune di Castiglione del Lago scelga sempre aree di confine per interventi discutibili e sul perché questa volta il Comune  di Chiusi sia rimasto totalmente silenzioso, nonostante avesse dato parere negativo ad una costruzione del genere nel proprio territorio (ma a pochi metri di distanza)…

Se qualcuno dall’una e dall’altra parte del fosso ci spiegasse come è andata gliene saremmo grati. Pur rimanendo dell’opinione che la palazzina si poteva fare, ma in un posto diverso.

 

 

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