ORIZZONTI FESTIVAL: LA POTENZA DELLA LIRICA E LE FATICHE DI UNA STAR. INTERVISTA A TIZIANA FABBRICINI

domenica 02nd, agosto 2015 / 17:07
ORIZZONTI FESTIVAL: LA POTENZA DELLA LIRICA E LE FATICHE DI UNA STAR. INTERVISTA A TIZIANA FABBRICINI
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CHIUSI – E’ una bella signora, in perfetta forma, molto giovanile, Tiziana Fabbricini. Ed è anche molto gentile, affabile, alla mano. Eppure è una star di livello mondiale. Chi ama e segue la lirica lo sa. Da qualche tempo però se non ha smesso di cantare ha sicuramente diradato le sue uscite sul palcoscenico. Per una questione di fatica, non di età. “Il mestiere del Soprano, se hai un fisico minuto e una voce non ‘leggera’ è un mestiere difficile, duro, faticoso…” dice, sotto l’ombra del cedro maestoso che sta al centro del giardino di fronte al teatro Mascagni di Chiusi, nel mezzo di una conversazione piacevolissima tra le pieghe del festival Orizzonti.

Ecco, la presenza di Tiziana Fabbricini, proprio perché le sue apparizioni ormai sono rare, è una vera e propria “chicca”, un regalo che il direttore artistico Andrea Cigni ha fatto al pubblico del festival, alla città di Chiusi.

E lei, la  “Traviata” di Riccardo Muti ricambia la cortesia con un elogio a Cigni, ad Orizzonti, a Chiusi e alla Toscana: “Ho avuto modo di conoscere Andrea Cigni nel 2008, cantando ne La Medium di Menotti, di cui Andrea curava la regia, ne fece un capolavoro assoluto! E questo festival mi sembra un piccolo capolavoro, per la qualità della proposta artistica e per l’organizzazione praticamente perfetta e curata, anche nei dettagli… Poi, è sempre un piacere lavorare in luoghi che sono luoghi di bellezza assoluta. Mi sembra di stare in paradiso…”

Tiziana Fabbricini è a Chiusi perché il 7 e l’8 agosto canterà ne “La Voix humaine” di Poulenc al Chiostro di San Francesco.

Non è facile per un cronista di provincia, che di solito si occupa di tutt’altre storie, fare un’intervista ad una star della lirica. Ma in questo caso la star, per fortuna, non è Lady Gaga (ogni riferimento ad Umbria Jazz è puramente causale) e la conversazione prende il via.

Che effetto le fa, a lei che ha cantato alla Scala, al Metropolitan di New York, al Regio di Parma, allo Staatsoper di Berlino, pensare di ritrovarsi a cantare in un chiostro del ‘200, in un paese di 8.000 abitanti,  davanti a 100 persone?

Sono sempre contenta di cantare in luoghi immersi nella bellezza. Indipendentemente dal numero di spettatori. Poi io ho un debole per la Toscana, ho vissuto alcuni anni ad Arezzo, il mio maestro di canto, a cui devo molto, era di Montevarchi… Il festival Orizzonti mi sembra un evento di pregio, sono venuta molto volentieri, per amicizia con Andrea Cigni, ma non solo…

La Voix Humaine è un’opera contemporanea, ha poco più di 50 anni, ma, anche se in francese, non è “ostica” per un pubblico normale, come poteva essere il ‘Pierrot Lunaire’ di Schoenberg dello scorso anno…

No, la Voix Humaine è musica contemporanea, ma tradizionale. Considero Poulenc un grandissimo, uno dei grandi genii della musica del ‘900…

Un’opera molto… teatrale…

Sì, ne la Voix humaine, Poulenc raggiunge vette altissime del “recitar cantando”…

Nella lirica, molti cantanti non amano recitare, invece qui…

Qui lo devi fare. Vero, i cantanti-attori non sono molti, ci sono cantanti che si esprimono ‘con il suono’, cioè con l’esecuzione delle note musicali, e altri che invece  ‘attraverso il suono’ , ‘per mezzo del suono’, aggiungendo all’esecuzione delle note anche l’espressività della recitazione…

La Voix humaine è un monologo… al telefono…

Direi che è piuttosto un dialogo, ma con una voce sola, che deve far percepire l’altra …  E’ un dialogo fatto di risposte che devono lasciar capire o intuire le domande…  Cinquanta minuti molto impegnativi anche sotto l’aspetto fisico… Una faticaccia, le assicuro…

Anche la storia è una storia di tensioni, di sofferenza…

Beh, sì, è l’ultima telefonata di una donna  ancora giovane, bella, all’uomo che ama, ma che sta per lasciarla. Una telefonata d’addio. La fine tormentata di una storia d’amore…

Una donna sola, al telefono… così di primo acchitto mi fa venire in mente Franca Valeri…

Vero. E per me è un filo che si riannoda… Io ho cominciato con Franca Valeri, vincendo un concorso che lei organizzava insieme al suo compagno di allora… ero giovanissima…  Siamo sempre rimaste in contatto. Sapere che anche Franca sarà qui ad Orizzonti per ricevere un riconoscimento è stata una bella sorpresa, rimarrò anche il 9 agosto, proprio per salutarla…

La Voix Humaine viene eseguita con orchestra o con pianoforte solo. Qui a Chiusi sarà eseguita con il solo pianoforte…

Sì… Il piano è lo strumento che sostituisce l’orchestra, per antonomasia…  Qui a Chiusi, canterò con Andrea Dindo al piano e la direzione di Sergio Alapont… Il piano solo si adatta benissimo ad un luogo raccolto come il Chiostro di San Francesco…

Lei ha cantato alla Scala e non solo con il maestro Riccardo Muti. E’ stata una delle sue “Traviate” preferite… E’  difficile lavorare con Muti?

Il maestro Muti è un grandissimo. A lavorare con lui hai sempre da imparare. E io mi considero un’allieva di Muti… Se è difficile lavorare con lui? Se hai qualità e talento no… Stima molto i cantanti e riesce sempre a tirar fuori il meglio delle loro caratteristiche…

Signora Fabbricini, detto de La Voix Humaine e del Festival Orizzonti, di Muti, guardiamo un po’ oltre… che ne pensa della situazione generale della lirica e del teatro italiano?

E’ una situazione che fa male al cuore. La crisi sta falcidiando teatri e istituzioni musicali… L’Italia sta perdendo terreno, purtroppo, e sta perdendo piano piano una delle sue eccellenze. La cultura, la musica, l’arte, potrebbero essere uno dei motori per uscire dalla crisi, invece i finanziamenti dello Stato sono sempre meno e qui da noi non c’è l’abitudine dei privati ad investire in questi settori, come succede in altri paesi. Questo stato di cose deprime anche la domanda… nei conservatori italiani sono più gli allievi stranieri che quelli italiani… Ci vorranno anni, forse decenni, per invertire a tendenza. Per fortuna ci sono tante iniziative, anche di piccole dimensioni come budget, ma di grande qualità, come questo festival di Chiusi e tanti altri che tengono viva la fiamma e la speranza… Speriamo in tempi migliori…

Intanto, nell’attesa, godiamoci questa “chicca” di Orizzonti. L’appuntamento con Tiziana Fabbricini (7 e 8 agosto alle ore 21,00) è di quelli da segnare in agenda come “imperdibile”. Quindi, cari lettori, segnatevelo. E non ve lo perdete!.

m.l.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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