CITTA’ DELLA PIEVE, L’AMBASCIATRICE DI CUBA: “LE NUOVE RELAZIONI CON GLI USA NON CI CAMBIERANNO!”

sabato 29th, agosto 2015 / 18:47
CITTA’ DELLA PIEVE, L’AMBASCIATRICE DI CUBA: “LE NUOVE RELAZIONI CON GLI USA NON CI CAMBIERANNO!”
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CITTA’ DELLA PIEVE – Nel chiostro di Palazzo Corgna, la chitarra di Luca Camerota diffonde le note di Besame mucho, sotto a una bandiera  bianca, rossa e blu. C’è una bella folla. E un buffet con sangrìa, riso e altri “stuzzichini”…Sembra una festa in famiglia. Atmosfera conviviale, tranquilla, camice fuori dai pantaloni, shorts e minigonne, bermuda e qualche cappello stile Panama. fa caldo e le cravatte si contano sulle dita di una mano. Anzi le dita di una mano avanzano. Niente “etichetta”. Eppure lì tra la folla c’è un ambasciatore straniero. Venuto apposta per inaugurare una mostra di pittura. Non capita tutti i giorni di avere un ambasciatore straniero all’inaugurazione di una mostra a Città della Pieve. E se poi, quell’ambasciatore è il rappresentante in Italia di uno Stato che nell’immaginario collettivo ha rappresentato un punto di rottura, una grande speranza, un anelito di libertà e d riscatto rispetto al colonialismo, alla sopraffazione.L’occasione appare ancora più singolare e… ghiotta. L’ambasciatore in questione è per la verità un’ambasciatrice. Si chiama Alba Beatriz Soto Pimentel ed è la rappresentante della Repubblica di Cuba in Italia. Con lei c’è Jesus Caballero, responsabile culturale dell’ambasciata cubana a Roma. Sono a Città della Pieve per la mostra “Que linda es Cuba” organizzata dalla Pro Loco pievese. E in serata, dopo l’inaugurazione della mostra e il vernissage a Palazzo Corgna, l’ambasciatrice di Cuba assiste al Teatro degli Avvaloranti all’Opera lirica “Errori” e saluta sul palco la regista americana Karen Saillant e gli artisti arrivati da Filafelfia. Un altro piccolo, significativo messaggio di disgelo e di apertura, nel segno della cultura.

La signora Pimentel si mostra molto alla mano, sia nel discorso che pronuncia, a braccio in uno spagnolo comprensibilissimo, sia nell’accettare di rispondere a qualche domanda. Non tanto sulla mostra, che comunque vale una visita, quanto sulla situazione di Cuba, a poche settimane dalla riapertura delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, preludio, forse, alla fine del “bloqueo”, cioè dell’embargo con il quale dal 1961 gli Usa hanno cercato di strangolare l’economia cubana. Ecco il testo della conversazione.

Signora Pimentel, tutti salutano la ripresa del dialogo Cuba-Usa… cosa significa questa “apertura”?

Significa che anche con gli Stati Uniti, Cuba avrà  rapporti normali, così come li ha sempre avuti con altri paesi che non hanno il sistema economico-politico di Cuba e sono pure alleati degli Usa… Uno di questi è l’Italia per esempio… Noi abbiamo sempre rispettato gli Stati Uniti, ma esigiamo uguale rispetto della nostra sovranità, della nostra dignità e chiediamo che non ci siano ingerenze negli affari interni di Cuba…  E’ dalla metà degli anni ’80 che Cuba ha avviato un processo di modernizzazione, e il nuovo clima con gli Usa è anche frutto di quel percorso… Per noi gli Usa sono un Paese vicino e l’anomalia era ed è il “bloqueo”, non l’apertura o e nrmali relazioni diplomatiche ed economiche… Noi cubani non siamo mai stati ostili al popolo americano. Sono stati i governi Usa a creare un clima di ostilità verso Cuba… Ma il mondo sta cambiando e dovranno cambiare anche i rapporti Usa-Cuba..

Il presidente Usa Obama tra poco dovrà lasciare, arriverà un altro presidente. C’è la possibilità che gli Usa cambino idea e strategia nei confronti di Cuba e si rimangino le recenti aperture?

Si tratta di vedere quale politica sarà più conveniente per l’amministrazione Usa, cioè se al nuovo presidente converrà di più avere buoni rapporti con Cuba o mantenere la vecchia linea di ostilità… Io la mia idea ce l’ho…

Signora Pimentel, per Cuba e i cubani c’è invece il rischio con l’apertura agli Usa, la fine dell’embargo e l’arrivo di un flusso di dollari, che tutto torni come era prima della revoluciòn?

No, perché “nosotros somos cubanos”. Siamo Cubani, abbiamo le nostra identità, le nostre convinzioni e resteremo cubani… Cuba non cesserà di essere Cuba. Noi cubani non siamo mai stati ostili al popolo americano. Sono stati i governi Usa a creare un clima di ostilità verso Cuba…

Il papa sudamericano, può aiutare il “disgelo”?

Il papa dice cose importanti… di grande effetto. Conosce la realtà latino americana… Può aiutare, sì… claro que sì…

Grazie, signora Pimentel, in bocca al lupo, a Lei e a Cuba.  Anzi, Hasta la victoria! come le ha detto stringedole la mano un anziano “companero” sulla sedia a rotelle presente  al vernissage pievese.

 

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