FABBRICINI E FRESU, LE STELLE NON TRADISCONO. NOTE MAGICHE A CHIUSI …

sabato 08th, agosto 2015 / 10:45
FABBRICINI E FRESU, LE STELLE NON TRADISCONO. NOTE MAGICHE A CHIUSI …
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CHIUSI – Le stelle d’agosto cadono, di solito. Ma le stelle non tradiscono, mai. Raccontano storie. Popolano sogni, accompagnano pensieri. E passioni. E se le “stelle” sono stelle della musica e si chiamano Tiziana Fabbricini e Paolo Fresu, le premesse per una notte di emozioni e brividi ci sono tutte. Le aspettative sono state tutte rispettate. Anzi forse la notte delle stelle del festival Orizzonti è andata anche un po’ oltre le normali aspettative. Perché la Voix Humaine non è un’opera lirica popolarissima, ha poco, pochissimo a che fare con il melodramma, se mai più con il cinema e il teatro, forse con la musica leggera, che di addii al telefono ne ha raccontati a iosa, ma è lirica, lirica vera, contemporanea, quindi meno nota al pubblico profano. Ebbene Tiziana Fabbricini, con il maestro Andrea Dindo al pianoforte l’ha resa ascoltabilissima, piacevole, intensa. Ha stregato la platea che non si è persa nemmeno mezza battuta,  restando 45 minuti praticamente in apnea, sebbene lei cantasse in francese. Utilissimi i sottotitoli che scorrevano sullo sfondo nero… Dieci minuti di applausi. Meritatissimi. E sarebbero stati anche di più se la stessa Fabbricini non avesse invitato tutti a smettere di applaudire per correre a sentire Paolo Fresu in piazza Duomo.

Già… di lì a qualche minuto infatti ci sarebbe stato il concerto del trombettista di Berchidda con Roberto Cipelli, suo amico e antico sodale, al pianoforte. E anche il concerto del duo Cipelli-Fresu non ha certo tradito le attese. Un’ora e mezzo abbondante di magia pure, con i due che si sono  appoggiati l’uno sull’altro, si sono rincorsi, inseguiti sul pentagramma come in un gioco che giocano da sempre, come fanno i jazzisti e come solo i grandi jazzisti sanno fare. E’ jazz la musica che esce dalla tromba e dal flicorno di Paolo Fresu e dal piano di Cipelli, ma quasi per magia è jazz che spazia anche in altri mondi, da Almeno tu nell’Universo di Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio (resa famosa da Mia Martini) a Haendel (Lascia c’hio pianga) a Puccini… Insomma roba da brivido. E la serata di brividi ne ha riservati parecchi. Nonostante il caldo.

Il festival Orizzonti ha vissuto finalmente la sua notte di gloria. Anche il pubblico è sembrato più numeroso, più caldo del solito. Si è vista, finalmente, anche gente dei dintorni: di Città della Pieve e di Chianciano, di Montepuciano e di Castiglione del Lago… E si son visti anche un bel po’ di chiusini. Nelle serate precedenti, meno. Buon segno? In un certo senso sì. Vuol dire che il festival Orizzonti i numeri ce li ha e i numeri alti li può fare. Ma il grande successo del concerto di Fresu-Cipelli in piazza (quello della Fabbricini, nell’atmosfera più soft e più raccolta del Chiostro di San Francesco, è rimasto più “di nicchia”, ma stasera si replica e chi non lo ha visto non lo perda…) dice che i numeri alti li fai solo se c’è il nome famoso. Anzi famosissimo. E di un genere non proprio di nicchia. Come Fresu appunto, che è noto in tutto il mondo e, facendo jazz, da queste parti -Siena, Perugia, Sarteano – è capitato spesso.  Questo, cioè il fatto che solo il grande nome richiami grande pubblico, è normale e prevedibile, ma non è buon segno. E’ segno di provincialismo, di una cultura ancora troppo televisiva. E’ il segno che il pubblico locale si muove, esce di casa e percepisce il festival solo se c’è il nome che ha sentito in tv… Ecco un altro spunto di riflessione su cui lavorare in futuro. Intanto però sarebbe doveroso ringraziare Andrea Cigni e il festival Orizzonti per aver portato a Chiusi, in una sola notte, artisti come Tiziana Fabbricini, Paolo Fresu e Roberto Cipelli. Chapeaux.

m.l.

 

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