CHIUSI SCALO, ECCO I RUZZI NUMERO 35. DA STASERA VIA ALLA FESTA E ALLA SFIDA DEL BRACCIALE

venerdì 28th, agosto 2015 / 15:53
CHIUSI SCALO, ECCO I RUZZI NUMERO 35. DA STASERA VIA ALLA FESTA E ALLA SFIDA DEL BRACCIALE
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CHIUSI SCALO –  Comincia questa sera con la presentazione delle “conche” per le vie dello Scalo, l’edizione 2015 dei Ruzzi della Conca. La numero 35. E per una festa nata quasi per caso, per scommessa e – diciamolo pure – per rompere un po’ i coglioni alle straripanti (all’epoca) Feste de l’Unità  e quindi all’egemonia culturale e festaiola del Pci, non è un traguardo da poco. Trentasei anni sono un tempo già lungo.

E se si considera che Chiusi Scalo, come “location” non è poi così suggestiva come i centri storici di Montepulciano, Città della Pieve o Sarteano, il traguardo assume ancora maggiore prestigio. Tanto più che quell’alone di “contraltare” alle feste del partito di maggioranza (partito che all’inizio storceva il naso)  via via si è perso ed ora i Ruzzi della Conca non hanno praticamente più detrattori, in paese. Anzi nel 2011 andarono pure direttamente al potere, con il sindaco Scaramelli,  cresciuto in contrada e per anni giocatore e poi capitano della Fornace, con gli assessori Micheletti, anche lui ex giocatore e poi presidente delle Biffe, e Sonnini, esponente del Sottogrottone…

Ora Scaramelli ha lasciato il Comune per la Regione, ma il suo legame con la Fornace e con i Ruzzi resta. Come resta la vicinanza alle contrade di Micheletti e Sonnini e dell’altro assessore Chiara Lanari. Il vicesindaco reggente e sindaco in pectore, Bettollini è di Montallese, quindi al momento è figura super partes nella sfida dello Scalo.

Trentacinque anni, dicevamo. Trentaquattro conche assegnate, di cui 18, maggioranza assoluta, alla contrada del Granocchiaio,  che dal 2002 al 2014 ne ha perse solo 2.  Per il resto 7 volte ha vinto la Fornace, 6 volte le Biffe, 2 volte (1981 e 2009) il Sottogrottone, una sola volta (nel 1982) il Mar Nero.

Vedremo se anche quest’anno il Granocchiaio detterà legge o se dovrà cedere le armi agli avversari. Vedremo se la “cenerentola” Mar Nero, la contrada più piccola, riuscirà a togliersi dal capo la scomoda cuffia di “nonna” dei Ruzzi. I ragazzi nerazzurri sembrano molto agguerriti e determinati. Come tutti gli altri. Ma come sempre sarà il campo a decidere. Rispetto ad altri “palii”, dove conta anche la fortuna, il caso, la “giornata particolare” di un giostratore o di un cavallo, nel gioco della Palla al Bracciale, conta la tecnica acquisita negli anni, l’esperienza, la forza fisica e la capacità di dosarla. perché le partite sono lunghe e a a volte estenuanti…

La sfida dei Ruzzi di Chiusi Scalo, è tra tutte le “stracittadine” quella in cui il fattore sportivo conta di più ed è più determinante. Per questo è forse la più spettacolare.

A Città della Pieve per esempio la gara degli arcieri è il momento clou, l’apice della sfida, è lì che si esprime tutto il pathos dei contradaioli, lo spirito paliesco, ma lo spettacolo in sé è limitato…  e rapido. Lo spettacolo al palio pievese è altrove, nel corteo storico, curato fin nei minimi particolari, nelle taverne, nella bravura di sbandieratori e tamburini…

A Chiusi Scalo lo spettacolo è tutto nel gioco. Il resto è davvero contorno. Più ‘festa de noantri‘ che Palio. Del resto il luogo è quello che è e una sfilata in costumi fin de siecle (spesso approssimativi e rimediati), in un contesto urbano anni 60-’70, non può neanche avvicinarsi al Corteo dei ceri di Montepulciano o al corteo storico del Palio dei Terzieri. Così come il “quartier generale” con ristorante, pub e bar allestito nel posteggio della stazione non può competere, come appeal, con le taverne poliziane o pievesi ricavate magistralmente in ambienti del quattro-cinquecento…

Però i Ruzzi resistono da 36 anni. Centinaia sono le persone che si danno da fare. I ragazzi, soprattutto quelli nati intorno o dopo il 1981 sentono la festa e la vivono con intensità. Il programma prevede, come sempre, l’ormai tradizionale Corsa del maiale, Bracciale femminile, Ruzzini per i bambini e, tutte le sere, intrattenimento e buona cucina, sia nell’area festa che allo Speluzzico, apposito stand allestito nel cuore dello Scalo in piazza Garibaldi.

Non mancheranno i tre giorni di Sbottegando con le bancarelle dei commercianti dello Scalo (3-4-5 settembre). E quella è forse l’iniziatica che più richiama pubblico da fuori. Una buona occasione per fare un po’ di shopping a prezzi vantaggiosi. Per il resto la festa è sempre uguale a se stessa. Molto festa di ragazzi (la musica dal vivo è giovanilistica) e festa paesana, senza troppe pretese. E anche il tradizionale spettacolo in piazza con i comici di Zelig (quest’anno Beppe Braida e Fabrizio Casalino) non è che alzi di molto il livello. Però, nel panorama piuttosto desertico dell’estate di Chiusi Scalo, i Ruzzi sono una discreta “botta di vita”, e allora ben vengano i Ruzzi. Da questa sera alla solenne processione dell’8 settembre, Chiusi Scalo vive i suoi giorni di gloria e le sue serate di “movida”, altrimenti impensabili.

E quanto al bracciale, vinca il migliore (anche se – lo sappiamo –  sono in molti a pensare, come diceva il vecchio paron Rocco,  “meglio di no”).

 

 

 

 

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