CHIUSI: IL COMUNE SFRATTA LA SOCIETA’ DEL PATTO TERRITORIALE. MA E’ L’ENNESIMO AUTOGOL

CHIUSI: IL COMUNE SFRATTA LA SOCIETA’ DEL PATTO TERRITORIALE. MA E’ L’ENNESIMO AUTOGOL
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CHIUSI – “Alla fine di un lungo tira e molla e di tanti scambi di comunicazioni anche pesanti, il Comune di Chiusi guidato da Juri Bettollini ha deciso di porre fine a una querelle che stava andando troppo per le lunghe e ha deciso, con una delibera presa all’unanimità dalla Giunta, di ‘sfrattare’ la società consortile a responsabilità limitata denominata Patto 2000 dagli uffici siti in via Paolozzi 6“. Così si legge in un articolo pubblicato oggi da  Centritalianews.com. Insomma la giunta del “reggente” Bettollini ha deciso di dare esecuzione alla delibera dell’8 maggio 2015, con cui il sindaco Scaramelli richiedeva l’immediato rilascio dei locali occupati da Patto 2000 per la “sopravvenuta esigenza per il Comune di disporre con urgenza dei locali”. Che per la precisione dovranno ospitare la “Casa della Musica” che, una volta espletate tutte le formalità del caso, accoglierà in primo luogo la Filarmonica Città di Chiusi, la Corale Arcadelt e il gruppo delle Majorettes.

Quindi la società Presieduta dall’ex sindaco di Chiusi Ciarini che si occupa della gestione di fondi del Patto territoriale,  dovrà trovarsi un’altra sede. E’ una querelle antica, che ha il sapore di una faida interna al Pd e alle sue correnti. Ciarini non è allineato al pensiero unico renziano (e il suo collaboratore Fabio Di Meo, nemmeno) e allora via da Chiusi la società del Patto. Per ragioni di pubblica utilità e d’urgenza.

Francamente, però non si capisce l’urgenza se i locali dovranno ospitare la Corale, la banda e le Majorettes… Sarebbe stata motivata se ci fosse stato un terremoto, un’alluvione e ci fosse stato bisogno di trovare un tetto agli sfollati, se fossero arrivati a Chiusi 50 profughi… Ma le majorettes… Ognuno ha le sue priorità. La giunta di Chiusi, orfana del sindaco, ha quella di trovare, con urgenza una sede alla Filarmonica, alle Majorettes e ad una corale. Ne prendiamo atto.

Ma il c’è anche un altro aspetto. I locali in questione erano stati concessi alla Società Patto 2000, in “comodato gratuito” fino al 2018, con delibera n.105 dell’11.04.2013. Concessione dei locali “come contributo del Comune di Chiusi all’attività del Patto nel periodo 2013-2018”. Insomma il comodato della sede a scomputo della quota sociale del Comune di Chiusi, così come previsto dall’Assemblea dei Soci di patto 2000 del 30 marzo 2012.

Alla scadenza del 2018 mancano ancora 3 anni. L’urgenza appare quantomeno dubbia. Evidente che la questione assume i toni di una mera battaglia politica, anche in vista delle prossime elezioni comunali.

Con una “forzatura” del genere,  il Comune di Chiusi si pone oggettivamente fuori dall’area del Patto e in rotta di collisione non solo con la Società Patto 2000, ma con tutti i soggetti che la sostengono e che ne hanno recentemente rinnovato gli organismi, confermando lo stesso presidente Ciarini. Quindi non solo “contro Ciarini”, ma anche contro i comuni toscani e umbri, le banche, i soggetti privati, che hanno rinnovato la fiducia ai vertici del Patto sottolinendone i risultati ottenuti in termini di investimenti, di progettualità e di ricerca fondi… Insomma, diciamolo: l’ennesimo autogol da parte dell’amministrazione chiusina, che a forza di dire “#noinonsiamocomeloro” si sta facendo terra bruciata intorno, isolandosi sempre di più. Agli epigoni di Scaramelli piace giocare da soli, evidentemente. Ma è un gioco pericoloso. E i risultati si vedono. Basta guardarsi intorno.

m.l.

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