PRIME PIOGGE E ANCORA UN’ALLUVIONE. STAVOLTA E’ TOCCATO ALLE CRETE SENESI

martedì 25th, agosto 2015 / 17:55
PRIME PIOGGE E ANCORA UN’ALLUVIONE. STAVOLTA E’ TOCCATO ALLE CRETE SENESI
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SIENA – Il 25 agosto del 2006, esattamente 9 anni fa, fu Chiusi Scalo a finire sott’acqua. Due ore di pioggia torrenziale e una vera e propria alluvione mise in ginocchio tutto l’abitato: strade, cantine e negozi allagati e invasi dal fango, fognature e tombini esplosi per la pressione dell’acqua. Danni ingenti alle attività produttive e commerciali, circolazione in tilt per giorni.

Ieri è toccato all’hinterland senese. In particolare a Monteroni d’Arbia, Buonconvento, Asciano, Rapolano… Ancora un’alluvione. Ancora danni, disagi, allagamenti. Strade bloccate. Immediata la mobilitazione della Protezione civile, dei Vigili del fuoco e delle amministrazioni locali e non è mancato il contributo ai paesi alluvionati da parte dei Comuni non colpiti che hanno inviato mezzi e uomini. Il vicesindaco reggente di Chiusi, Bettollini ha dato una mano di persona  ad Asciano.

Tra l’alluvione del 2006 a Chiusi Scalo e quella di ieri nelle “Crete senesi”, ce ne sono state altre: a Sinalunga, ad Orvieto e Fabro, a Ponticelli di Città della Pieve, nel Grossetano, ad Albinia nel 2012…

Il territorio a sud di Siena si conferma territorio delicato e fortemente a rischio dal punto di vista idrogeologico. E basta una pioggia più forte del normale per causare situazioni come quella di ieri, nonostante l’impegno e i lavori dei consorzi di bonifica e delle amministrazioni locali, per la regimazione delle acque e la salvaguardia delle sponde di fiumi e torrenti.

E’ vero che il clima si sta tropicalizzando, che le “bombe d’acqua” sono sempre più frequenti e quelle è difficile arginarle… ma quello della tutela del territorio dal rischio di alluvioni è ormai una priorità. Al pari della manutenzione delle strade, che sta diventando un’emergenza vera e propria, tale da mettere a repentaglio la circolazione dei veicoli. Naturalmente non basta disseminare le strade di autovelox e cartelli con il limite di 30 km orari a risolvere il problema.

Ecco, con un territorio in queste condizioni, con le strade in queste condizioni leggere gli interventi di questi giorni dei vari sindaci (dal citato Bettollini, al presidente dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Landi, dal chiancianese Marchetti ad altri sia sul versante toscano che su quello umbro) sulla Stazione in Linea per l’alta velocità, indicandola come una priorità assoluta, fanno non solo sorridere, ma anche incazzare. Che stazione si vuol costruire in un territorio che si allaga sistematicamente dopo un temporale e con le strade che ci ritroviamo, ormai al limite della praticabilità? Di cosa parlano gli amministratori locali? Sembra che vivano nel paese dei balocchi. E non basta  infilarsi gli stivali e rimboccarsi le maniche per dare una mano agli alluvionati. Quello è un gesto di solidarietà apprezzabile. Ma alla fine è pure propaganda. Lo faceva anche Mussolini quando di denudava il petto e si metteva a mietere il grano insieme ai contadini. E all’epoca non c’era facebook per immortalarne l’impresa…  Oggi invece c’è. E circolano più foto degli amministratori in tenuta da protezione civile, che quelle dei danni….

Il territorio ha bisogno di altro, non solo di gesti solidali. Ha bisogno di una cura diversa, di piani regolatori (o come si chiamano adesso) che tengano conto del rischio idraulico e minimizzino il consumo di suolo e la cementificazione, di reti fognarie e di regimazione delle acque che siano efficienti… Altrimenti ogni volta che piove un po’ più forte dovremo incrociare le dita e sperare che l’alluvione tocchi a qualcun altro…

 

 

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