CHIUSI, POLEMICHE SUI CAMPI SOLARI COMUNALI. TROPPO SOLE! E I GENITORI RITIRANO I FIGLI E LI MANDANO DALLE SUORE

martedì 28th, luglio 2015 / 18:39
CHIUSI, POLEMICHE SUI CAMPI SOLARI COMUNALI. TROPPO SOLE! E I GENITORI RITIRANO I FIGLI E LI MANDANO DALLE SUORE
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CHIUSI – “Mi chiedo perché i campi solari vengano fatti alle scuole elementari di Chiusi scalo, che non è un posto bellissimo!”.  La domanda se la pone Daria Lottarini su facebook. E non è la prima persona a porsela. Sono stati più d’uno infatti i genitori e pure gli operatori che avevano chiesto una location diversa, meno assolata, magari con servizi più vicini e accessibili, magari con qualche “attrezzatura per il gioco” dei bambini. C’è chi aveva proposto di utilizzare la scuola materna di Chiusi Scalo, più ombreggiata e attrezzata, ma la proposta è stata bocciata – pare – per non far stare i bambini in un luogo conosciuto e frequentato tutto l’anno. Insomma se i campi solari sono campi di vacanza, che i giovanissimi iscritti si sentano almeno un po’ esploratori. E’ vero che si chiamano campi solari e non  campi piovosi, ma purtroppo il prato delle scuole elementari dello Scalo è “allo scoppio del sole” (come si dice da queste parti) e un paio di ombrelloni o gazebo non risolvono il problema, con le temperature di quest’estate, poi… Alla fine, quindi, alcuni genitori, preoccupati per possibili insolazioni, hanno ritirato i figli, che ai campi solari ci andavano pure volentieri. Ma tornavano a casa un po’ troppo accaldati.

Anche qualche operatore, ingaggiato da Comune e Pro-Loco, per gestire la mattinata, ha gettato la spugna e se n’è andato, prima della scadenza del contratto. Il bello è che alcuni bambini che hanno lasciati i campi del Comune sono stati poi iscritti a quelli organizzati dalla parrocchia e dall’Asilo delle suore, presso la Contrada delle Biffe (dove l’anno scorso si tennero i campi del Comune e della Pro loco).  Una buona iniziativa, come quella de campi solari per bambini, importante anche per le famiglie, non solo per i piccoli, si è trasformata in un boomerang e in una sconfitta cocente dell’istituzione pubblica e della Pro-Loco, a tutto vantaggio dell’iniziativa “privata” con il timbro parrocchiale. Per carità, non è mica la fine del mondo… Però la vicenda poteva e doveva essere gestita meglio. Ascoltando le posizioni e le perplessità dei genitori e degli operatori. In certi casi, e soprattutto  con questo sole e queste temperature non è vero che un luogo vale l’altro. E scegliere il meno adatto di tutti è un bello scivolone…

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