CHIUSI: IL VULCANICO ANDREA CIGNI PARLA DI ORIZZONTI, FESTIVAL CORAGGIOSO E DI QUALITA’

giovedì 23rd, luglio 2015 / 17:33
CHIUSI: IL VULCANICO ANDREA CIGNI PARLA DI ORIZZONTI, FESTIVAL CORAGGIOSO E DI QUALITA’
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CHIUSI – Fa caldo a Chiusi. Come dappertutto. Ma l’orizzonte è ampio. Anzi, gli “Orizzonti” sono ampi, aperti, hanno odore di mare e di… Mediterraneo.  Sì, perché quest’anno il tema di ORIZZONTI FESTIVAL che si terrà dal 31 luglio al 9 agosto sarà proprio “Mediterranea”. Ovvero la cultura meticcia e trasversale, un po’ araba e un po’ celtica, un po’ latina e un po’ zingara… E la macchina festivaliera è già in moto. Non siamo ancora all’invasione della città da parte di decine e decine di artisti, tecnici, accompagnatori, ma le prime avanguardie sono già arrivate. Altri arriveranno in questo week end. Qualcuno è già al pezzo da giorni…  In tutto saranno più di 200 persone tra cantanti, attori, musicisti, ballerini, scenografi, registi, aiutanti di campo, elettricisti, fonici, tecnici delle luci, che per una quindicina di giorni resteranno a Chiusi “in residenza” occupando non soo idealmente, ma anche fisicamente la città, i suoi luoghi, le sue strutture  (alberghi, affittacamere, agriturismi, B&B e affolleranno bar, ristoranti e pizzerie…). Non solo, ma quest’anno è stata allestita anche una mensa del festival, presso la Foresteria del Comune (l’ex collegio Paolozzi in via Arunte), che alla fine della manifestazione avrà distribuito qualche migliaio di pasti, tutti rigorosamnte tipici e locali come le “maestranze” in buona parte volontarie.

Il direttore artistico di Orizzonti, il vulcanico Andrea Cigni, livornese trapiantato a Cremona, ma ormai di casa anche nella cittadina di Porsenna, è già operativo e un po’ in fibrillazione. Normale. La macchina organizzativa del festival è complessa e ogni ingranaggio deve funzionare alla perfezione. Anche perché, da quest’anno c’è un esame in più da superare. Il festival chiusino, infatti, ha appena ottenuto un importante riconoscimento dal Ministero dei Beni Culturali che ha inserito la rassegna tra i più importanti festival a livello nazionale. Ed ha anche concesso un contributo statale importante. “E ora dobbiamo lavorare per far crescere il riconoscimento e il contributo“. Che non è una cifra folle, ed è lontanissima da quelle che ottiene per esempio il Festival dei Due Mondi di Spoleto… ma coprirà, comunque più della metà del bilancio della manifestazione. Non è poco.

Ma Andrea Cigni sembra soddisfatto soprattutto dell’accoglienza da parte della città e della qualità del festival: “Io qui mi sento a casa. E’ un piacere per me chiacchierare con i signori delle panchine, con i baristi, i negozianti…  con i ragazzi che danno una mano come attività volontaria…” Quanto alla proposta culturale non nasconde la soddisfazione di avere a Chiusi figure come Pippo Delbono, uno dei mostri sacri del teatro italiano, oppure Tiziana Fabbricini, soprano di fama internazionale, famosissima “Traviata” di Riccardo Muti, o Paolo Fresu insieme al pianista Roberto Cipelli, o ancora Roberto Latini che ha vinto il premio Ubu…  “Averli tutti qui, in un paese di 8.000 abitanti, nel giro di 10 giorni, è una cosa straordinaria…”

Quando gli chiedo se l’appuntamento clou del festival sarà la Cavalleria Rusticana, di Mascagni, nel giorno del settantesimo anniversario della morte del compositore livornese, il direttore Cigni precisa: “Non c’è un appuntamento clou, ma molti appuntamenti clou. Orizzonti è un festival multipolare, multilinguistico, multiculturale…  ogni spettacolo, ogni appuntamento ha una sua cifra di validità e di eccellenza… Diciamo che Cavalleria Rusticana può essere considerato, per l’anniversario, per la presenza  a Chiusi del “Comitato Mascagni”, per l’allestimento e la versione musicale un po’ sperimentale che presenteremo, e soprattutto per il legame di Chiusi con Mascagni (fu lui ad inaugurare il teatro, proprio con Cavalleria Rusticana, nel ’38) l’appuntamento più popolare, quello per un pubblico più ampio… E mi piace l’idea che il regista sia un giovane non ancora 30 enne, francese, di Marsiglia… Vedi? il Mediterraneo che ritorna…”

Orizzonti Festival versione Cigni è anche un festival “coraggioso”. Che non ha paura di presentare in un piccolo centro di 8.000 abitanti, scettico e un po’ chiuso (lo dice il nome stesso) Schoemberg insieme a Puccini (come successe un anno fa), a riproporre quest’anno un’opera contemporanea come La voix humaine di Poulenc… E nemmeno a proporre spettacoli sugli sbarchi a Lampedusa o testi che sono stati considerati o possono essere considerati “scandalosi” come L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi di Andrea Adriatico con Eva Robbins, o Therese et Isabelle di Valter Malosti, tratto dal romanzo di Violet Leduc che  fu addirittura censurato in Francia nel ’66. Due testi sul tema dell’omosessualità, piuttosto scabrosi, ma di grande effetto. Vedremo l’effetto che faranno.

Certo, Orizzonti non è un festival omofobico, anzi si può tranquillamente dire che è un festival “gay friendly”. E di questi tempi, in cui certi temi come quello delle unioni civili tengono banco in Italia e in Europa, Chiusi, una volta tanto si presenta come città aperta e “avanti”…  E anche questa è crescita culturale e civile. Come abituarsi alle musica atonale o dodecafonica che non è proprio facilmente digeribile.

Quindi, opera lirica, classica e contemporanea, teatro di prosa e teatro sperimentale, jazz e musica barocca, danza e “visitazioni”… Una città che diventa per 10 giorni un palcoscenico a cielo aperto. In più punti, in varie ore del giorno e della notte… Grandi figure del teatro e della scena culturale nazionale (Delbono, Fresu, Fabbricini…), capitani coraggiosi di navi in tempesta, come è in tempesta il teatro italiano tra tagli e chiusure (Malosti, Latini, Adriatico, Soavi, Toni…), ma anche voci, volti ed esperienze del teatro locale che in qualche caso hanno spiccato il volo, come Silvia Frasson, Gabriele Valentini, Laura Fatini, Mascia Massarelli, Claudia Morganti…

E mentre Andrea Cigni spiega che stanno già arrivando prenotazioni via internet, da parte di spettatori interessati e già “fidelizzati” al festival (cosa importantissima anche questa), ecco la telefonata di un notissimo critico che chiede informazioni e date. Altro segnale importante. E nello stesso momento: da una finestra escono le note un po’ sgraziate di un violoncello… E’ uno dei musicisti che scalda le dita e lo strumento, prima di una prova. Anche questo è festival.

m.l.

 

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