IL 27 A ROMA, PROVE DI RIPARTENZA. A SINISTRA

giovedì 18th, giugno 2015 / 12:31
IL 27 A ROMA, PROVE DI RIPARTENZA. A SINISTRA
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ROMA – Eppur si muove! Qualcosa prova a ripartire. Da sinistra. E a sinistra. Qualche segnale si era già avuto alle elezioni regionali. in Toscana per esempio, con il buon risultato della Lista SI… Il 27 giugno a Roma si terrà un convegno, promosso da alcune associazioni di base (Act!, Campagna per l’Agricoltura Contadine, Esse Blog, Fusolab, Net Left, Rose Rosse e Tilt)per lanciare l’idea di una “transizione possibile”. L’appuntamento è in via Assisi 33 presso l’ex Fonderia e servirà a metter sul tavolo idee e proposte “per uscire dalla crisi”ma anche per riprogettare la modalità di produrre, di consumare, di vivere. Secondo i promotori infatti “non sono utili le ricette che puntano alla semplice ripartenza di un ciclo economico qualunque”.

Nel comunicato di presentazione dell’iniziativa che sarà lanciata oggi con una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati si legge:  “La sinistra di questo secolo ha compiti vecchi e nuovi: non solo uguaglianza e diritti, ma anche la
costruzione di pratiche di vita nuove rispetto al presente come i processi di de-mercificazione della vita, di costruzione di nuovi nessi tra il fare, le risorse disponibili, i cicli di sostenibilità e un nuovo approccio di relazione con il resto delle cose viventi del pianeta. Questo, oggi, è alla nostra portata! E possiamo iniziare a praticarlo da subito, anche senza delegare la costruzione del mondo di domani a dopo una vittoria elettorale. Anzi, questo garantirà stabilità al progetto di cambiamento quando sconfiggeremo elettoralmente il vecchio potere esistente, che si ammanta di nuovo per ingannarci tutti”.
L’evento e la comunità sono presenti sui social network ed è presente un sito www.latransizionepossibile.it.

Se son rose (possibilmente rosse) fioriranno. Certo, se una transizione è possibile e se anche una sinistra, nuova, è possibile e necessaria, questa non potrà riproporsi con le facce dei vari Vendola o Ferrero che hanno già dato e chi per un verso chi per l’altro hanno contribuito pesantemente alla distruzione e alla desertificazione di ciò che c’era a sinistra del Pd. E pure i transfughi dal Pd tipo Civati non è che possano essere loro i portabandiera del nuovo soggetto solo perché hanno avuto il coraggio, dopo mille titubanze, di venir via dal regno di Renzi.  Ben vanga il loro contributo, come il contributo di tutti, ma sarà bene che certe figure restino quantomeno in seconda fila.

Se una sinistra oggi è possibile non potrà che essere quella che si muove nei territori, nelle città, a fianco dei lavoratori delle fabbriche in crisi, a fianco dei precari, quella che si batte per la scuola pubblica, per la difesa dell’ambiente e dei i beni comuni come l’acqua da speculazioni e privatizzazioni, quella dei mille comitati che denunciano l’inquinamento o la cementificazione inutile e selvaggia o gli intrecci malavitosi tra politica e affari, tra poteri pubblici e mafie. Al sud, al centro e al nord. Quella che tiene aperti i teatri lasciati senza fondi e senza risorse; quella che aiuta gli immigrati ammassati nelle stazioni o si oppone agli slogan beceri e razzisti e alla politica delle ruspe per risolvere il problema dei campi nomadi; quella dei giornali locali indipendenti, delle riviste on line e dei blog che fanno informazione libera e non asservita… Ce n’è tanta di Italia così. Aspetta solo di trovare un minimo comun denominatore, un luogo comune e aperto di confronto.

Insomma qualcosa che somigli più a Podemos, che all’Arcobaleno del 2008 e che , anzi faccia tesoro delle esperienze fallimentari di questi ultimi anni, per non ripetere gli stessi errori .

m.l.

 

 

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