CHIUSI, AFFIDATO IL PROGETTO PER IL NUOVO PALASPORT. A CHI SERVIRA’?

mercoledì 13th, maggio 2015 / 17:38
CHIUSI, AFFIDATO IL PROGETTO PER IL NUOVO PALASPORT. A CHI SERVIRA’?
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CHIUSI – “Corro in comune a firmare la delibera per affidare l’incarico per il progetto del nuovo palasport”. L’aveva detto qualche giorno fa,esattamente il 7 maggio,  Stefano Scaramelli, appena dopo l’annuncio della Emma Villas sul trasferimento a Siena per il campionato di A2… Detto fatto. Come se niente fosse. Come se Chiusi potesse vivere la sua stagione di gloria ai piani alti del volley nazionale. D’altra parte un sindaco del fare non si perde mica d’animo se la squadra della città decide di emigrare perché non ha un palasport all’altezza. E che vuoi che sia? E quindi ecco che, nonostante la partenza di Emma Villas verso il capoluogo di provincia, Scaramelli rilancia affidando l’incarico di redigere il progetto per un nuovo palasport. Sempre a Pania in luogo dello stadio incompiuto. La delibera, immediatamente eseguibile, in realtà è del 30 aprile. E’ una delibera di giunta, la n. 101. Presenti il sindaco Scaramelli e gli assessori Bettollini e Lanari. Assenti Micheletti e Sonnini.

L’incarico è stato affidato all’Architetto Laura Terziani, dello studio tecnico Rocchini-Terziani. Lo stesso che aveva già lavorato al progetto presentato e poi ritirato da Emma Villas.  Il costo della progettazione sarà “inferiore ai 40.000 euro” . Servirà però un atto successivo per approvare la notula e verificare la congruità del costo e le capacità professionali del tecnico, oltre alla relativa copertura economica.

Insomma il Comune sembra intenzionato a procedere sulla realizzazione del nuovo palasport in località Pania. Questa volta in proprio. Senza bandi e senza coinvolgimento di soggetti terzi. La cosa singolare è che dopo le polemiche seguite al passo indietro di Emma Villas, con conseguente trasferimento a Siena della squadra di volley, il sindaco abbia deciso di andare avanti a testa bassa, senza avviare un confronto sulla opportunità o meno di realizzare la nuova struttura (che potrebbe a questo punto non servire a nessuno) e abbia deciso di affidarne la progettazione, senza alcun “piano industriale” circa la gestione e l’utilizzo futuro, senza valutare pro e contro, senza alcun dibattito sulla opportunità o meno di spendere una cifra che sarà comunque superiore al milione di euro. Insomma, una frittata sopra l’altra.

Sembra quasi che Scaramelli voglia a tutti i costi sbandierare il palasport nuovo come “grande opera” messa in cantiere e lasciata a futura memoria del proprio passaggio in Comune. E sembra anche avere una gran fretta di mettere una “toppa” sullo scandalo dello stadio rimasto incompiuto, indipendentemente dalle effettive necessità sportive della città. Necessità oggettivamente mutate con il trasferimento a Siena della squadra Emma Villas.

Come abbiamo già scritto in articoli precedenti, un nuovo palasport che recuperi la tribuna e gli impianti già realizzati per lo stadio, e quindi consenta di non gettare al macero 1 milione e 800 mila euro già spesi, potrebbe non essere uno scandalo, anche senza la Emma Villas e senza la serie A di volley.

Potrebbe essere una struttura in più, per decongestionare il palasport esistente e per garantire spazi per iniziative sportive e non solo sportive, anche di richiamo nazionale, oggi non praticabili a Chiusi.

Scaramelli & C. avrebbero potuto trovare un consenso ampio e una soluzione condivisa se avessero deciso di mettere tutti intorno ad un tavolo per ragionare sul da farsi.

La procedura scelta dalla giunta Comunale invece lascia perplessi. Decisione unilaterale. E a dire il vero nemmeno all’unanimità, visto che due assessori su 4 erano assenti. Una decisione che sembra essere ancora una volta dettata più da esigenze di propaganda che da una effettiva programmazione e valutazione dei bisogni. Non è detto che il palasport veda la luce, ma intanto il Comune spenderà dei soldi per la progettazione, senza sapere a chi servirà la struttura, chi la gestirà, che tipo di eventi sono previsti… Siamo ancora, insomma, all’approssimazione più totale. Con il rischio di avere due palasport e, dopo aver sognato e raggiunto la serie A,  neanche più l’ombra del volley maschile che ha una tradizione più che sessantennale…

E’ vero che la politica ormai è quasi esclusivamente propaganda. Che è più fumo che arrosto, più tweet che idee. Ma i tweet spesso lasciano il tempo che trovano e la propaganda, come le bugie, ha le gambe corte. Le campagne elettorali finiscono. E poi sul campo restano solo gli stracci e qualche calcinaccio. Magari pagato a peso d’oro.

m.l.

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