BANCA VALDICHIANA, 4000 SOCI IN ASSEMBLEA. L’ECONOMIA DEL TERRITORIO SOFFRE ANCORA

BANCA VALDICHIANA, 4000 SOCI IN ASSEMBLEA. L’ECONOMIA DEL TERRITORIO SOFFRE ANCORA
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CHIUSI – Domani, domenica 17 maggio dalle ore 9.30 presso il Palazzetto dello sport di Chiusi Scalo si svolgerà l’annuale Assemblea dei Soci di Banca Valdichiana.

All’ordine del giorno, l’approvazione il Bilancio 2014 che ha visto la Banca chiudere con un utile positivo e un patrimonio accresciuto ma anche riversare sul territorio oltre un milione di euro di risorse.

Nel corso della mattinata verrà nominata la Commissione elettorale e presentato l’aggiornamento del Rapporto sulla Valdichiana che contiene tra l’altro un’indagine campionaria sugli imprenditori locali da cui emergono segnali positivi sia in termini di fatturato che di occupazione che di previsioni per il futuro.

Sono oltre 4.000 i soci di Banca Valdichiana, chiamati a partecipare. BENICCHI-MORETTI
Il Bilancio relativo all’esercizio 2014 ha visto la BCC rafforzare il proprio Patrimonio grazie ad un’attenta e prudente gestione e a significativi risultati conseguiti nell’intermediazione finanziaria, attestandosi a fine 2014 su 71,2 milioni di euro con una crescita del 6,10%: un dato molto importante in quanto il Patrimonio è l’indicatore principale di solvibilità di un Banca ed è determinante per la sua crescita dimensionale futura. L’attento controllo sui rischi ed il buon Risultato economico pari a 4,7 milioni di euro ha determinato inoltre un Indice di solvibilità “Total Capital Ratio” pari al 15,16% in crescita rispetto al precedente esercizio e ben al di sopra dei requisiti minimi imposti da Basilea 3. In questo anno ancora difficile per l’economica locale la Banca inoltre ha perseguito una politica fortemente prudenziale dal lato degli impieghi, incrementando il tasso di copertura sui crediti deteriorati attraverso importanti rettifiche di valore, ponendo attenzione al settore immobiliare, con l’intento di diminuire eventuali rischi potenziali futuri. Il “coverage ratio” si attesta al 42,72% a fronte del 35,55% dell’anno precedente, collocandosi nella fascia alta rispetto alla media di sistema. Dati importanti giungono anche dall’incremento dei volumi con la Raccolta diretta che è cresciuta di circa 32 milioni di euro, pur in una fase di tassi storicamente bassi, premiando la validità dell’offerta commerciale e gli Impieghi lordi di 12 milioni di euro. L’importo dei nuovi finanziamenti pari a 54,42 milioni di euro comprensivi dei capitali di rientro (rimborsi, estinzioni anticipate e pagamento delle rate in scadenza), confermano per il 2014, insieme ai 406 mutui rinegoziati a fronte di concessioni di moratorie, il supporto finanziario locale della Banca a sostegno del tessuto imprenditoriale e delle famiglie.
In linea con i principi cooperativi della mutualità inoltre, a cui, da sempre Banca Valdichiana si ispira, e perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche delle persone che vivono e lavorano sul proprio territorio, nel 2014 Banca Valdichiana ha sostenuto costi per finalità sociali per 736 mila euro ed elargito 350 mila euro come beneficenza per un totale complessivo destinato alla collettività di oltre 1 milione di euro.

L’assemblea annuale della Bcc Valdichiana è da sempre un’occasione per fare il punto sullo stato dell’economia del territorio. E quest’anno il rapporto  in sintesi evidenzia quanto segue:

1) dal punto di vista demografico un andamento positivo, con una popolazione in crescita negli ultimi dieci anni ma un tasso naturale negativo per tutto il periodo (2001-2013). Ciò significa che gli aumenti della popolazione registrati nei Comuni di influenza della Banca, sono da attribuire ai movimenti in entrata.

2) Per quanto riguarda la nati-mortalità delle imprese, negli ultimi anni è stata evidenziata una sostanziale stabilità del numero di unità locali, ma una contrazione delle imprese artigiane.

3) Per quanto riguarda il mercato del lavoro, la fase recessiva, accompagnata da un periodo di bassa crescita e graduale perdita di competitività, ha avuto un impatto negativo sul fronte sociale e dell’occupazione.

Naturalmente il territorio in questione soffre una situazione che è generale e non solo locale. In questi anni la politica di spending review ha contribuito a penalizzare le dinamiche di mercato favorendo la fase recessiva. Come sottolineato da IRPET, molte sono le conseguenze di questa lunga fase di recessione: calo del PIL, dell’occupazione e quindi dei redditi delle famiglie, crollo degli investimenti, aumento della disoccupazione e del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni. Non mancano alcuni comportamenti in controtendenza come le performance dell’export, non sufficienti a innescare un meccanismo di crescita.

Uno degli effetti di maggiore evidenza è legato alla perdita di investimenti, sia di natura pubblica che privata registrato a partire dal 2008. La Toscana appare reagire meglio di altre regioni. I dati relativi alla situazione Umbria evidenziano una situazione di maggiore preoccupazione.

Tuttavia in questi ultimi anni le imprese toscane hanno manifestato una notevole capacità di adattamento alle difficoltà incontrate, accettando una minore produttività del lavoro e attingendo agli ammortizzatori sociali e alla diminuzione involontaria delle ore di lavoro, consentendo di ridurre l’impatto della crisi sull’occupazione. E’ il fenomeno sottolineato dall’ultimo da IRPET con la parola ‘resilienza’. Rimangono più colpite alcuni target, quali i giovani e i disoccupati di lungo periodo, mentre i nuovi posti di lavoro che si creano sono in buona parte con contratti non strutturati e atipici. Cresce inoltre la quota dei NEET e cioè dei giovani che non lavorano e non studiano.

Il quadro relativo alla operatività della banca registra una leggera contrazione del numero di sportelli. L’analisi delle principali variabili creditizie, depositi e impieghi, registra una crescita dei depositi soprattutto nel Comune di Arezzo e di Castiglion Fiorentino. Per quanto riguarda il valore degli impieghi si assiste a una sostanziale stabilità rispetto al precedente anno. L’andamento recessivo dell’economia ha influito, come atteso, sulla qualità e sulla rischiosità del credito; sia per quanto riguarda il dato sulle sofferenze, che sul numero di affidati con prestiti in sofferenza.

Come ogni anno infine è stata compiuta una indagine campionaria sulle imprese del territorio per registrare le percezioni degli imprenditori. Essa mette in evidenza alcuni segnali di stabilità/ripresa rispetto alle passate edizioni. Rimane stabile il numero di imprese che dichiarano di aver risentito in maniera negativa degli effetti della crisi ma confrontando le dinamiche del fatturato, degli occupati e degli investimenti tra gli ultimi tre esercizi (2014,2013,2012) si rilevano performance in miglioramento: risultano in crescita le imprese che hanno riscontrato un aumento di fatturato e in diminuzione quelle che hanno contratto il fatturato; le previsioni per il fatturato al 2015 risultano meno pessimistiche; diminuisce il numero di imprese che ha dovuto contrarre gli occupati e sono sensibilmente in crescita le imprese che hanno fatto degli investimenti e assunto del personale.

Insomma segnali di ripresa, timidi. Ma positivi…

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