SCARAMELLI, BUONA LA PRIMA. MA LA PROPAGANDA E’ UNA COSA, LA REALTA’ UN’ALTRA

lunedì 20th, aprile 2015 / 16:51
SCARAMELLI, BUONA LA PRIMA. MA LA PROPAGANDA E’ UNA COSA, LA REALTA’ UN’ALTRA
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CHIUSI – Cinquecento persone (800 per gli organizzatori), la sala grande del Clev quasi gremita alle 11 di mattina. Stefano Scaramelli comincia bene, diciamo pure col botto, la sua campagna elettorale per un seggio al Consiglio regionale. Non era scontata una partecipazione del genere. Ma non è nemmeno la certezza di un successo alle elezioni. Di voti veri, Scaramelli, il 31 maggio, dovrà prenderne parecchi di più. Comunque chi ben comincia è a metà dell’opera, si dice. E per il sindaco di Chiusi, ormai praticamente ex sindaco, e candidato Scaramelli, l’inizio è buono. Sarà pure capolista della lista Pd nella circoscrizione di Siena. Un punto a favore in più.

C’era tutto il popolo renziano, c’erano i sindaci renziani e pure qualcuno della parte avversa (sindaci eletti con il centro destra, per esempio) pronti a sostenere il collega chiusino che è sì del Pd, ma in fondo mica tanto. C’erano gli ex Sel passati al Pd per non perdere lo strapuntino, c’era qualche socialista di vecchia data, c’era molta ex Dc (più che ex Pci), un po’ di società civile intesa come associazioni volontaristiche, sportive, sociali. Soprattutto quelle beneficiate e sostenute con contributi e investimenti importanti. Non c’erano invece quelli della “minoranza Pd”. E il “popolo Pd” sarà rimasto anche un po’ frastornato. Perché le parole d’ordine lanciate dal “candidato Scaramelli” sono lontane dalla tradizione della sinistra: non più uguaglianza, redistribuzione, lavoro… ma “sincerità”, “merito”, “qualità”… Più Confindustria che sindacato, per intenderci. Più Marchionne che Landini, più Azione Cattolica che Fgci.

Non solo, a sentire Scaramelli, e soprattutto i suoi supporters che hanno inondato la rete con le foto della kermesse di ieri al Clev di Querce al Pino, il principale “nemico” del capolista Pd nel senese, è proprio il… Pd. “#noinonsiamocomeloro, scrive sparando a zero sul “sistema-Siena” che è stato (parole sue) “un meccanismo di potere costruito sulla prepotenza e sull’arroganza, sistema che ha distrutto una Banca come quella del ‪Mps e un territorio“. Ecco, qualcuno dei giovani leoni renziani che si stanno buttando anima e corpo nella campagna elettorale, dovrebbe spiegare a Stefano Scaramelli che lui non è un candidato dei 5 Stelle o della Lega di Salvini, è un candidato del Pd. E il “sistema-Siena” di cui parla è stato costruito all’ombra del Pd. E il Pd non è certo senza peccato per la fine del Mps e di un territorio…

Non solo: in una recente intervista lo stesso Scaramelli ha criticato aspramente le scelte regionali in materia di urbanistica, quelle in materia di sanità, quelle sulla caccia… E ha preso le distanze da come il livello provinciale del Pd ha gestito la fase preparatoria delle candidature. Il segretario senese Guicciardini, seduto in prima fila al Clev, avrà gradito?

Scaramelli parla come se venisse dalla luna. Come se lui fosse appena arrivato. Come se fosse uno dell’opposizione. Ma non è uno dell’opposizione. Prima di fare il sindaco per 4 anni a Chiusi, è stato assessore per altri 8… E’ in sella dal 2002, sempre da quella parte lì. Che ora si presenti come il volto “vergine” e nuovo, fa sorridere, e non gli giova.

E anche dai commenti apparsi sui social network, tra tanti peana e osanna per Scaramelli, traspare qua e là qualche segnale di insofferenza per questo uso disinvolto del Pd: criticarlo aspramente, ma starci dentro e candidarsi con esso, mica coi 5 Stelle… Certo, è più facile essere eletto con il Pd che coi 5 Stelle o con Forza Italia o con i Comunisti. Ma non tutti sono disposti a fare a claque a prescindere.

Scaramelli si esprime come fosse un corpo estraneo, come un marziano rispetto al suo partito. Per questo forse piace anche a chi del Pd non e magari è stato eletto con una lista alternativa, appoggiata dalla destra, come il sindaco Marchetti di Chianciano.

E nel Pd si sente, ad orecchio, anche un certo “stormir di fronde” dopo il ricorso presentato dal candidato escluso Piero Ricci e rigettato dal regionale Pd. Che faranno i sostenitori di Ricci alle elezioni? Siena città non ha candidati… Uno smacco poco digeribile in un contesto campanilista come è la città del Palio… E poi il recupero in extremis da parte della direzione regionale della candidata sinalunghese Rosa Cottone, inizialmente esclusa e ripescata al posto di Ricci (e vicina a Scaramelli) sembra essere stato poco gradito dai sostenitori della poliziana Alice Raspanti, che pare stiano meditando azioni di… disturbo… I civatiani se ne stanno alla larga, ma chissà nel segreto dell’urna come si comporteranno…

Certo, la concorrenza, sia nella lista del Pd che fuori, nelle altre liste, sembra abbastanza modesta. Scaramelli non dovrebbe avere grossi problemi ad essere eletto. Ma i voti li dovrà comunque prendere, e li dovrà prendere non solo a Chiusi o a Torrita, ma anche ad Abbadia San Salvatore, a Rapolano, a Siena, a Radda e a Radicondoli…

E anche a Chiusi, la sua roccaforte, il fatto che lasci il comune senza sindaco, per la sua carriera personale, potrebbe anche giocare qualche brutto scherzo. Molti dicono che avere un chiusino in regione sarà una manna per Chiusi e per il territorio. La risposta è nelle cose. Il territorio ha avuto per 10 anni in Regione Sirio Bussolotti (di Cetona), per altri 10 Rosanna Pugnalini (di Sarteano) e per tre anni Ceccobao (di Chiusi) addirittura nella stanza dei bottoni come assessore ai Trasporti… Tutti dello stesso partito. Qualcuno se n’è accorto?

Quali sono stati i risultati tangibili della loro presenza a Firenze? In che modo il territorio ne ha beneficiato?

In bocca al lupo, dunque, a Stefano Scaramelli. Ci auguriamo che faccia meglio. E non abbiamo motivo per dubitare che ce la metterà tutta… Ma la propaganda è una cosa, la realtà un’altra.

m.l.

 

 

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