PRESENTATO A CASTIGLIONE DEL LAGO IL SISTEMA DI ADDUZIONE DA MONTEDOGLIO GIA’ REALIZZATO

lunedì 13th, aprile 2015 / 16:46
PRESENTATO A CASTIGLIONE DEL LAGO IL SISTEMA DI ADDUZIONE DA MONTEDOGLIO GIA’ REALIZZATO
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UN’OPERA IMPONENTE PER 22 MILIONI DI EURO E 31 KM DI TUBAZIONI…

CASTIGLIONE DEL LAGO – Al momento potrebbe sembrare che non ce ne sia bisogno. Il lago è tornato a crescere ed è un metro sopra lo zero idrometrico. Ma la rete di adduzione di acqua dalla diga di Montedoglio, attesa da anni, non è e non sarà un’opera inutile. Servirà. Anche con il lago non in secca. Servirà perché non è detto che non si ripresentino periodi di “magra”. Ma servirà soprattutto a garantire acqua costante e certa alle colture agricole, senza intaccare il bacino delicato del Trasimeno, come invece è avvenuto fino ad ora. Il sistema di adduzione dal Montedoglio è stato presentato sabato scorso a Castiglione del Lago con la presenza dell’assessore regionale alle politiche agricole Fernanda Cecchini,  di Fabio Lunardi, direttore Ente Irriguo Umbro Toscano, Francesco Grohmann, dirigente servizio foreste economia e territorio montano della Regione Umbria e Sergio Batino,  sindaco di Castiglione e che ha fatto gli onori di casa.

«Siamo ad illustrare un’opera importante e strategica – ha dichiarato Fabio Lunardi – per il settore agricolo e per il positivo impatto ambientale che ha nel territorio. L’intervento riguarda l’adduzione, l’invaso e poi la distribuzione all’utenza finale di un primo tratto. L’augurio è che l’intervento venga presto completato nella sua interezza, per dare compimento all’idea originale: rimettere in moto il comparto produttivo con la garanzia di continuità negli approvvigionamenti idrici. I lavori si sono svolti quasi interamente nel 2013 con il collaudo effettuato nello scorso febbraio ma il tutto è partito 15 anni fa, a seguito delle gravi emergenze idriche del Trasimeno di quegli anni. La Regione Umbria e i governi nazionali hanno messo in campo grossi finanziamenti, puntando tutto e poi vincendo una scommessa che sembrava persa». Anche perché, diciamolo, la diga di Montedoglio qualche problemino lo ha avuto negli anni. Primo fra tutti il crollo di una paratia alta diverse decine di metri, nel 2010, con conseguente “grande paura” che pere fortuna è rimasta solo una grande paura.crollo diga

L’operazione del sistema di adduzione è stata lunga, imponente e costosa. E non è finita.

La diga di Montedoglio si trova nei pressi di Anghiari nell’alto Tevere e da lì parte un “tubone” che arriva fino in Valdichiana senese-aretina.
Il tratto che dalla Valdichiana viene verso Castiglione del Lago ha 2 diramazioni, una verso Laviano (tra Pozzuolo, Montepulciano e Cortona) e l’altra verso Sanfatucchio.  Questi tratti sono stati realizzati da un pool di imprese umbre, capeggiate dalla Calzoni s.p.a., per un costo complessivo finale di circa 22 milioni di euro. Sono stati realizzati circa 31 chilometri di tubazioni, nella prima parte di 180 cm. di diametro, per scendere a 50 cm. nella parte finale; scavi per circa 1 milione di metri cubi di materiale, 3 vasche di compensazione con una grandezza media di circa 15.000 mc. essenziali per la distribuzione dell’acqua. E poi 12 attraversamenti di strade comunali, provinciali e regionali e infine 2 impianti di scarico, uno nel torrente Paganico vicino a Castiglione, per disporre ed indirizzare nel Trasimeno eventuali surplus nei momenti di piena di Montedoglio.
«Il nostro sistema idrico regionale è all’avanguardia in Italia – ha affermato con orgoglio l’assessore all’agricoltura Fernanda Cecchini – anche rispetto a regioni più ricche della nostra, sia per l’uso potabile che per quello irriguo. Ora abbiamo Montedoglio che serve soprattutto l’Umbria nelle zone dell’Alto Tevere, Nord Perugia e il Trasimeno, forse perché per ora la Toscana ne ha meno bisogno: poi stiamo lavorando per la diga del Chiascio, consolidando l’invaso, per servire tutta un’altra grande zona dell’Umbria ma anche per un nuovo collegamento con il Trasimeno, opera da 50 milioni di euro e che è tra le 4/5 priorità regionali da noi inviate al Governo. Ma oggi siamo davanti ad una delle più grandi opere irrigue eseguite in Italia negli ultimi decenni: finalmente un’opera promessa e completata brillantemente. L’Umbria è in questo settore una regione virtuosa, che presenta progetti, ottiene finanziamenti e li cofinanzia, portando alla fine risultati lusinghieri, anche migliori rispetto a regioni a noi vicine».

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