IL DRAMMA DEL NEPAL CANCELLERA’ LA SUA BELLEZZA ?

giovedì 30th, aprile 2015 / 11:25
IL DRAMMA DEL NEPAL CANCELLERA’ LA SUA BELLEZZA ?
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di Carlo Sacco

Il tema dei ‘’ limiti dello sviluppo’’ che contrassegnò nel 1972 l’importante pubblicazione del Club di Roma,credo che alla luce odierna -se volessimo ritracciare una rivalutazione dei parametri impiegati- quest’ultimi si debbano arricchire di un altro dato e di un altro peso permanente,che non proviene direttamente dalla natura dello sviluppo, ma proprio dalla natura stessa: Il terremoto che guarda caso colpisce i paesi più poveri della terra .La catastrofe sismica che ha colpito il vecchio regno dei ‘’ Malla ‘’ non ha quasi precedenti nella storia conosciuta di quel paese,che uscito dalla guerra civile e dal cambio di regime politico avvenuto pochi anni or sono, si dibatte ancora fra miseria della popolazione e mafie politiche. Nulla di nuovo sotto il sole,tutto un ‘’ deja vu’’.Un dejà vu che fa mancare all’appello circa 10 mila persone rimaste sotto le macerie nella capitale ed ancora tantissimi nei villaggi sperduti delle sue alte colline. Un luogo ed un paese di assoluta bellezza che ebbi la fortuna di visitare come fotografo ben nel lontano 1971 e che allora si stava aprendo al turismo occidentale. Chi non ricorda di quel periodo il soggiorno dei Beatles e di Allen Ginsberg.
All’ombra dell’himalaya del Nepal, quando accompagnati ognuno dal proprio Guru tracciavano all’occidente la nuova via della rivoluzione individuale pavimentata da musica, hashish, oppio ed altro ? La velocità con la quale si sarebbero poi dissolti tali ‘’templi’’si sarebbe accentuata sempre di più ed oggi in quei luogo nulla ricorda il passaggio delle orde degli hippies che pienavano gli ‘’Inn Eden’’ della Durbar Square. Oggi dopo decenni si è imposta la presenza del turismo di una nuova società globalizzata, che usa carte di credito, zaini firmati, che parla in maniera multilingue, dal Cinese, Giapponese, Inglese, Francese, Hindi ed anche altro. Sono per lo più queste le categorie che adesso saranno costrette a disertare un luogo incredibile chiamato Nepal, un luogo dove una gran parte degli edifici della sua capitale sono andati polverizzati da uno schiaffo che ha cancellato secoli di storia e che ha mietuto migliaia di vite. Tutto è grande in quella zona del mondo e quando succedono tali catastrofi pure queste sono grandi, come grandi sono le sue montagne.I l Nepal era rimasto un paese chiuso per secoli fra India e Cina, un paese che fino al dominio inglese era quasi impenetrabile, secondo solo per impenetrabilità al Tibet ed al Sikkim. Nelle sue vallate etnie sconosciute si sono alternate nello stanziamento per secoli. Divenuto poi uno stato relazionante con quell’India asservita agli Inglesi è anch’ esso stato penetrato dall’occidente via via che il tempo passava ed è stato proprio l’occidente con il suo nuovo e diverso modo di vita l’elemento scardinante della sua cultura. Un grande Italiano, il Prof.Giuseppe Tucci ne ha esplorato le parti più segrete del suo territorio a partire dagli anni 30 del 1900 riuscendo ad entrare nei monasteri buddisti ed a leggere i testi sacri ivi contenuti che nemmeno gli stessi monaci sapevano decifrare.Lo sviluppo del turismo ha comportato l’apertura progressiva al mondo, la caduta della casa regnante, l’avvento del regime comunista-maoista sul modello cinese, dopo una lunga guerriglia contro tutti e tutto ed anche contro la stessa India. Oggi questa realtà in evoluzione veloce si è fermata all’improvviso, portandosi via migliaia di vite umane, portando morte e distruzione dappertutto, scuotendo gli unici ‘’ottomila’’e facendo precipitare a valle e sulle morene una quantità inimmaginabile di ghiaccio, roccia e neve, causando anche lì morte. Forse ci siamo un po’ meravigliati a sentire le notizie della TV che raccontavano di centinaia di scalatori attestati al Campo Base e luoghi limitrofi quasi fossero parte di una catena umana, spiegabile solo con l’avvento del turismo di massa di una società globalizzata che ha perso i propri parametri di dialogo con la natura, che non sa più stare in mezzo ad essa e che spende migliaia di dollari per percorrere in una raffigurazione di un ‘’ serpente continuo’’ il tentativo di farsi pubblicità e di sentirsi integrati
in un mondo che ti può valutare solo se compi atti fuori del comune. Tempi diversi erano quelli dei conquistatori dell’Everest: Sir Edmund Hillary e Tenzing Norkay da me stesso conosciuti nel 1974 a Darjeeling in India dove conducevano un meraviglioso e piccolo museo di arte himalayana. Oggi tali tempi non ritornano più ma l’ascesa all’Everest ha avuto da sempre una propria storia ed una propria indimenticabile letteratura, ne potrei letteralmente parlare per settimane tanto è stato il fascino che ha avuto su di me nel tempo.alba nepal

A proposito di Darjeeling, una vecchia foto supposta di Samuel Bourne fa parte dell’esposizione di vecchie foto all’albumina nella mostra alla Saletta del Teatro a Chiusi visitabile nei giorni 1-2-3 Maggio. E’ quella del ‘’Toy Train’’ che s’inerpica sulle pendici della pre-himalaya del Sikkim che portava gli Inglesi da Siliguri a Darjeeling. Da lì vicino, alla destinazione finale, si può alle 4 del mattino scorgere l’alba sull’Everest e vi assicuro che vedere gli ottomila colorarsi di rosa e uscire fuori dalle tenebre del regno dei Malla ed osservarli dall’India, sapendo che dietro di loro c’è la Cina quando tutto è immerso nella notte  stellata è un tuffo della mente nel paradiso, che se esiste è quello, ne sono sicuro!! Spero che il grande schiaffo del terremoto non possa cancellare la possibilità di fruire di certe immagini da parte degli uomini. Sono immagini che rimangono una vita negli occhi di chi le osserva…..

 

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