ELEZIONI REGIONALI: SCARAMELLI IN TOUR CON LA PAURA DELL’ASTENSIONE

lunedì 27th, aprile 2015 / 19:45
ELEZIONI REGIONALI: SCARAMELLI IN TOUR CON LA PAURA DELL’ASTENSIONE
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Gli elettori di Chiusi si son visti recapitare nei giorni scorsi una lettera del Comune. La lettera  invita i cittadini-elettori a rinnovare le tessera elettorale, nel caso in cui fosse scaduta. Un invito singolare che fa pensare ad una “pubblicità subliminale”. Un invito a rinnovare la tessera elettorale che equivale ad un invito ad andare a votare il 31 maggio. E’ la prima volta che il Comune di Chiusi prende una iniziativa del genere. E guarda caso tra  candidati alle elezioni regionali el 31 maggio c’è anche il sindaco di Chiusi Scaramelli, capolista Pd nella circoscrizione di Siena. Deve aver fiutato il vento Scaramelli. Perché i sondaggi delle principali agenzie demoscopiche, dicono che il 31 maggio a votare potrebbero andarci in pochi. Anzi in pochissimi. E per uno che deve prendere un bel po’ di preferenze, potrebbe essere un bel problema. Forse il problema principale. Da qui, probabilmente l’iniziativa delle lettera-invito al rinnovo della tessera per votare in cui si ricorda anche la data delle elezioni. Tante volte uno si dimenticasse…

Dicevamo dei sondaggi. L’ultimo, dell’agenzia Demopolis, registra un “clima di crescente disaffezione dell’elettorato”, che rischia di pesare in modo significativo sull’affluenza alle urne. Solo il 37% degli elettori si dichiara sicuro di andare a votare  mentre  il 18% pensa di recarsi alle urne, ma non è del tutto sicuro e potrebbe cambiare idea. 45 cittadini su 100 manifestano invece la chiara intenzione di non votare. Quello dell’astensione dichiarata sarebbe insomma il primo partito. Già alle regionali in  Emilia Romagna votò meno del 50%. E anche alle Europee non  che sia andata molto meglio…

E’ vero che meno gente vota più si alza la percentuale dei partiti presenti sulla scheda (il famoso 41% di Renzi e del Pd alle Europee di fatto è poco più della metà, avendo votato solo il 60% degli elettori) e quindi gli stessi partiti non è che si dannino l’anima per recuperare votanti, ma alla lunga, l’astensione crescente e la scarsa partecipazione al voto può diventare un problema. Un problema di “tenuta democratica” del sistema Italia.  E, come accennato in precedenza, laddove per essere eletti servano le preferenze, la scarsa affluenza potrebbe anche giocare brutti scherzi, anche a chi è, sulla carta almeno, sicuro di farcela. Come il sindaco di Chiusi e candidato Pd Stefano Scaramelli.

Sulla carta non dovrebbe avere problemi a conquistare un seggio in regione. La “concorrenza interna” è tutta spostata sull’area nord della provincia, quella “esterna”(altri partiti)  è pressoché inesistente, quantomeno deboluccia sia a destra che a sinistra. Però Scaramelli gira come una trottola con il suo camper elettorale appositamente equipaggiato. In pochi giorni ha già visitato Colle Val d’Elsa, San Gimignano, Siena, Montalcino, Sinalunga, Cetona… I fedelissimi su facebook postano in continuo la cronaca “tutto il camper minuto per minuto” comprese le pause caffè e i pit stop al distributore.  pit stop scara

Ma c’è anche chi polemizza. A Chiusi, la lista di opposizione de La Primavera  scrive: “Vorremmo ricordare al sindaco Scaramelli e ai suoi accoliti che i cittadini pagano il suo stipendio per occuparsi dei loro problemi e non per girare la provincia in auto o in camper come fa da mesi, per promuovere la propria carriera. Se avesse un po’ di coerenza dovrebbe rinunciare allo stipendio da sindaco di questi ultimi mesi, da quando cioè pensa prevalentemente ai suoi affari”.  Parole piuttosto pesanti. Da opposizione.

Ma il problema sussiste. Scaramelli il sindaco ormai lo fa poco o niente, essendo sempre in tour… E’ giusto, è normale, è politicamente corretto?

E c’è anche qualcuno che si chiede chi è che paga la campagna elettorale (manifesti, gadget, manifestazioni, ecc.)  e il tour di Scaramelli che certo, se non altro di carburante, un costo ce l’ha. Probabilmente il grosso ce lo metterà di tasca, visto che il Pd di Chiusi ha stanziato una cifra di 3 mila euro. Cifra che di sicuro non basterà e che molti, anche nello stesso Pd, avrebbero speso volentieri in altro modo.

M.L.

 

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