CANDIDATURE REGIONALI: IL PD SENESE “TAGLIA” PIERO RICCI. SCARAMELLI RESTA IN CORSA.

giovedì 09th, aprile 2015 / 12:47
CANDIDATURE REGIONALI: IL PD SENESE “TAGLIA” PIERO RICCI. SCARAMELLI RESTA IN CORSA.
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LA TERZA DONNA LA DECIDERA’ LA DIREZIONE REGIONALE

SIENA  – La direzione provinciale del Pd ha deciso. E il nodo del candidato da “tagliare” (i 4 candidati uomini dovevano e devono essere solo 3 e altrettante le donne) lo ha sciolto. Ha tagliato il nome di Piero Ricci. L’ultimo arrivato. Quello che avrebbe potuto anche scardinare i giochi. I nomi approvati dal parlamentino senese del Pd sono dunque quelli di Marco Spinelli, ex sindaco di Colle, ex membro Fondazione Mps e consigliere uscente; Simone Bezzini ex presidente della Provincia, valdelsano pure lui; Stefano Scaramelli , sindaco di Chiusi e leader dei renziani senesi; Alice Raspanti, consigliera comunale a Montepulciano e Angela Pagni, capogruppo Pd a Monteroni d’Arbia. La terza donna la deciderà la Direzione regionale, già programmata per il 17 aprile. Dunque è saltato, come dicevamo, il nome di Piero Ricci, l’unico espressione di Siena città. E anche espressione di Confindustria, di cui era direttore; della Mens Sana Basket di cui è il nuovo presidente pronto a riportare la squadra in serie A2 già dalla prossima stagione (e a portare a Siena anche il volley con la Emma Villas). Ed espressione anche della corrente del Pd che fa capo ai potentissimi fratelli Alberto e Alfredo Monaci, l’anima democristiana del partito.

Probabilmente la terza donna, per rispettare i dettami del regolamento che prevede parità di genere tra i candidati, sarà ancora un nome in quota Monaci. La decisione spetta al livello regionale del partito. Ma già la “procedura” scelta dal vertice senese lascia qualche strascico polemico. Il leader dei civatiani, Di Meo, aha affidato a facebok un amarissimo commento. Titolo: “CRONACA DI UNA DIREZIONE PROVINCIALE CHE È ANDATA… OLTRE”. Ecco il testo:
Art. 2 del Regolamento Regionale per le candidature alle elezioni regionali: “Ogni direzione territoriale deve deliberare un numero di candidature pari al massimo dei candidati”.
Dunque la Direzione Provinciale di Siena deve deliberare sei candidature, tre uomini e tre donne. Nessun dubbio in merito o interpetazioni varie.
Invece non solo si porta in votazione una proposta che prevede cinque nomi invece che sei, in attesa che una corrente del partito faccia nei prossimi giorni il sesto nome (la cosiddetta “minoranza monaciana”), ma si boccia un emendamento presentato da me, e sostenuto dal Presidente regionale del partito, in cui si cerca di ripristinare il rispetto del Regolamento riportando a sei i nomi in approvazione.
E a chi ha fatto osservare che si stava violando il regolamento, è stato risposto che la politica deve avere il buon senso di andare oltre i regolamenti e le norme in nome dei cittadini.
Ecco per me la politica non solo non deve andare “oltre” nessuna regola, nemmeno la più insignificante, ma deve tenersene ben al di qua, star ben lontano dalla soglia della violazione, rispettando con sacralità tutte le leggi e le norme vigenti.
Questo deve il PD ad un Paese sventrato dal malaffare e la corruzione. Altro che andare oltre!”. 

Il Pd insomma sta diventando una gabbia stretta per molti. E Fabio Di Meo è uno di quelli che ci sta dentro sempre più stretto. E non lo nasconde. Vedremo se le polemiche finiranno una volta approvate definitivamente le candidature o se avranno ulteriori strascichi nel…  segreto delle urne. Con vendette, sgambetti, ostruzionismo latente e sotterraneo… Guerra per bande, insomma, a cui il Pd peraltro è abituato. Anzi la guerra per bande è ormai endemica nel partito di Renzi che litiga e si divide su tutto. A livello nazionale e anche nelle periferie. E anche sui nomi litiga spesso, anche se a dire il vero, sotto questo aspetto, il Pd appare come un partito di bocca buona che raccoglie di tutto. Molto spesso anche candidati che fino a poco prima stavano dall’altra parte. Perfino Bondi e la Repetto dopo aver abbandonato il Cavaliere, hanno dichiarato di pensare ad un progetto politico con Renzi… E se arriva anche Bondi a dare una mano, viene da chiedersi cosa ci stia a fare Di Meo.

M.L.

 

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