SABATO 28 LA MANIFESTAZIONE FIOM CONTRO IL JOBS ACT. E LA COALIZIONE SOCIALE DI LANDINI MUOVE I PRIMI PASSI IN TOSCANA E UMBRIA

SABATO 28 LA MANIFESTAZIONE FIOM CONTRO IL JOBS ACT. E LA COALIZIONE SOCIALE DI LANDINI MUOVE I PRIMI PASSI IN TOSCANA E UMBRIA
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In vista della manifestazione nazionale della Fiom contro il jobs Act, in  programma per sabato 28 marzo, Maurizio Landini ha presentato ieri a Firenze al teatro Puccini (stracolmo di gente) la sua idea di “coalizione sociale”. Che per ora non è un soggetto politico vero e proprio, ma potrebbe diventarlo. Il soggetto politico che potrebbe rimettere insieme quel poco che è rimasto della sinistra  e della “cultura della sinistra”, partendo non dai partiti e dal Parlamento, ma dalla società, dal lavoro, dalle lotte sociali, dalla difesa della Costituzione, della legalità, della rappresentanza sindacale. Diciamo qualcosa di molto simile a “Podemos” in Spagna e a Syriza in Grecia.

Con Landini sul palco c’erano Daniele Calosi, Segretario della Fiom fiorentina; Francesca Chiavacci, Presidente Nazionale ARCI; Sandra Bonsanti, Presidente di Libertà e Giustizia; Silvano Sarti, Presidente dell’ANPI di Firenze; Don Andrea Bigalli, Coordinatore di Libera Toscana; Marianna Nardi studentessa universitaria del collettivo Sinistra Per.

“Stiamo assistendo a una crisi totale della rappresentanza, sindacale e politica e allo smantellamento dei diritti, in nome del solo interesse del mercato”. Se il sindacato non allarga la sua rappresentanza è destinato a finire. Bisogna unire ciò che stanno dividendo” ha detto Landini. Che propone dunque una ricompattazione sociale per riaffermare “quei diritti alla base della nostra Costituzione, che nemmeno Berlusconi era riuscito a smantellare. Ci sta riuscendo il Pd di Renzi, quel Pd che rappresenta soltanto il 15% del corpo elettorale”.

“Oggi si è persa la distinzione ‘garantiti’ e ‘non garantiti’ perché oggi “tutti siamo senza diritti. “Si sta mettendo in crisi la tenuta democratica di questo paese e di tutta l’Europa. Stiamo perdendo pezzi interi del nostro sistema industriale e stiamo svendendo un patrimonio in termini di conoscenze e di competenze. Gli studenti di oggi, domani non avranno un futuro”, incalza la studentessa Marianna Nardi e la sala si scalda, mentre alla fine dell’intervento  del partigiano Sarti  intona “Bella ciao”.

Il clima è caldo, compatto, anche fuori le persone ascoltano attente. “Manutenzione del territorio, lotta alla criminalità organizzata e all’evasione fiscale!” questi tre temi caldi su cui lavorare per costruire la coalizione sociale. E a chi lo accusa di voler fondare un nuovo partito risponde così: “Qualsiasi azione che fai è politica se la fai in termini collettivi! Qui non si intende fare nessun partito, ma provare a rimettere in campo le forze civili e sociali, tutte insieme. La coalizione sociale non si decide e costruisce a tavolino, occorre una battaglia comune in ogni luogo, per la difesa della costituzione e del territorio, per il diritto al lavoro, alla scuola pubblica, per la lotta alla criminalità. C’è bisogno di ricostruire una cultura, c’è bisogno di ricostruire una politica”. C’era un bel clima al Puccini di Firenze. Ma anche molto disincanto, delusione, amarezza nei confronti del Pd, ma anche del sindacato e della stessa Cgil che dell’ipotesi di un “novo soggetto politico” non ne vuol sapere.

Anche a Perugia, la Fiom ha incontrato in questi giorni vari movimenti e soggetti per preparare insieme la manifestazione “Unions” del 28 a Roma, ma anche per sondare il terreno e lanciare la Coalizione sociale proposta da Landini. Alla riunione hanno partecipato, insieme alla segreteria della Fiom di Perugia, Emergency, Collettivo autonomo ex Tabacchificio Marsciano, Giovani con Tsipras, Arci e Umbrialeft. Oltre ai presenti diverse altre realtà, tra le quali Libera, Rete degli Studenti e Udu, hanno manifestato interesse per l’iniziativa della Fiom, rendendosi disponibili ad una collaborazione sui temi della piattaforma sindacale (Costituzione rappresentanza, reddito, legalità, lavoro…) .

Nel presentare la manifestazione, la Fiom ha ricordato la drammaticità del quadro economico e sociale sul territorio umbro: 51mila disoccupati, 23mila scoraggiati, 22mila cassaintegrati, 41mila rapporti di lavoro connotati da alti livelli di precarietà, 165 vertenze aziendali aperte. “Di fronte alla gravità del quadro generale – ha detto il segretario della Fiom di Perugia, Maurizio Maurizi – crediamo che sia necessario un sforzo ulteriore, accanto alla tradizionale attività sindacale, che parta dalla società civile e dai luoghi di lavoro per rivendicare un reale cambiamento delle politiche economiche e sociali del paese. Questo è il senso della coalazione sociale che vogliamo costruire anche nel nostro territorio. Nulla a che vedere – ha concluso Maurizi – con nuovi partiti o sortite elettorali. Noi facciamo politica perché siamo sindacato e dobbiamo tutelare gli interessi dei lavoratori e delle fasce più deboli del paese”.

Ma sulle schede elettorali i lavoratori e le fasce deboli di cui parlano Landini e Maurizi, chi le rappresenta? E in parlamento chi si batterà per i diritti di rappresentanza sindacale, per la difesa della Costituzione, per politiche economiche che ripartano dal lavoro e non dai licenziamenti?

E’ vero che una “coalizione sociale” deve partire dal basso, dai territori, dai luoghi di lavoro, dai movimenti, ma questo è un nodo che prima o poi Landini chi sta con lui dovranno sciogliere. Checché ne pensino e dicano Susanna Camusso, la Cgil e il Pd. E, nei territori, chiunque pensi che la “coalizione sociale” di Landini o qualcos’altro che possa ridare voce e rappresentanza a chi non si rassegna a morire democristiano (né grillino) e continua a pensare che ‘qualcosa di sinistra’ serva ancora, cominci a pensarci e a mettere in campo qualche idea. Perché lasciare tutto il campo a Renzi, da quanto si è visto finora, non è una buona idea.

m.l.

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