IMPIANTI A BIOMASSE, PROTESTE A FABRO E CASTIGLIONE DEL LAGO

sabato 07th, marzo 2015 / 16:07
IMPIANTI A BIOMASSE, PROTESTE A FABRO  E CASTIGLIONE DEL LAGO
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Ogni tanto la questione rispunta fuori in un punto o l’altro del territorio. E ogni volta scatena polemiche, proteste, barricate… E rispunta fuori anche la sindrome “Nimby” (Not in my back yard: non nel mio cortile).

Parliamo degli impianti a biomasse per la produzione di energia a mezzo di incenerimento di rifiuti organici e vegetali. Non sono inceneritori nel senso ampio del termine, non possono trattare e bruciare rifiuti industriali pericolosi, ma fanno paura lo stesso. E la gente, generalmente non li vuole. Non intorno a casa, quantomeno.

Se ne parla molto in questi giorni a Fabro e a Castiglione del Lago.

A Fabro un impianto a biomasse dovrebbe sorgere nella nuova zona produttiva nei pressi del casello autostradale. Dovrebbe trattare rifiuti provenienti dall’agricoltura e dallo sfalcio e pulizia delle sponde fluviali. A costruirlo sarebbe una società che fa capo all’ex sindaco di Orvieto Stefano Cimicchi. Ed è questo lo scoglio principale. Cimicchi infatti ha, nella sua storia politica e amministrativa, anche la vicenda della discarica delle Crete, ad Orvieto, che “ospitò”  a suo tempo i rifiuti della Campana ed è finita sotto inchiesta più volte. Primapagina negli anni ’90 ne ha parlato a lungo facendone quasi un tormentone. Oggi la questione riemerge per il fatto che sarebbe lo stesso Cimicchi a proporre il nuovo impianto di Fabro… Sui social network è già sorto un “comitato  contro”. I sindaci dei paesi limitrofi a Fabro sembrano tutti contrari, Maurizio Terzino, primo cittadino fabrese si trova, al momento, tra l’incudine e il martello. Cioè tra un sì, dovuto per appartenenza e disciplina di partito, e un no dovuto alle pressioni della piazza… Ma la piazza è in “ebollizione”.

A Castiglione del Lago, dove già nel 2013 fu “stoppato” a furor di popolo il progetto di un impianto a biomasse in località Le Coste, al confine con Chiusi e Città della Pieve, il problema si riaffaccia adesso, in località Lacaioli dove è previsto un impianto della società Trasimeno Srl. In Consiglio comunale il gruppo di opposizione Progetto Democratico ha votato contro, lamentando la mancata risposta ad alcune domande, da parte dell’Amministrazione Batino. Domande riguardanti sia il merito che il… metodo. E anche nelle località limitrofe al luogo individuato per l’impianto, sta montando la protesta popolare e l’opposizione al progetto.  Sia Progetto Democratico che la popolazione della zona interessata si chiedono come farà a funzionare l’impianto se la quantità di materiale organico e vegetale garantito dal territorio non fosse sufficiente; dove e in che modo si recupererà la quota mancante e perché “si è scelto un percorso autorizzativo  poco trasparente e poco partecipato”.

Stavolta non ci sarà il sindaco di Chiusi Scaramelli a minacciare, come nel 2013, le barricate e l’occupazione del comune castiglionese, ma di certo la questione sta scaldando il clima politico locale. E la battaglia sembra essere solo all’inizio.

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