MONTE CETONA, LA CROCE ILLUMINATA? I COMUNI DICONO NO GRAZIE

martedì 17th, febbraio 2015 / 19:06
MONTE CETONA, LA CROCE ILLUMINATA? I COMUNI DICONO NO GRAZIE
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SIENA – I comuni di Cetona e Sarteano hanno bocciato la proposta di illuminare la croce posta sulla sommità del Monte Cetona. La proposta, avanzata da un mecenate privato che avrebbe pagato di tasca propria l’illuminazione, come contributo alla valorizzazione del luogo, ha trovato invece accoglienza nel consigliere di minoranza in Provincia Andrea Corsi, che chiede che le due amministrazioni locali spieghino meglio i motivi del diniego, poco convinto della motivazione relativa al vincolo paesaggistico. Certo la croce illuminata sarebbe certamente molto visibile, anche da decine di chilometri di distanza (in autostrada da poco dopo Arezzo scendendo da nord a Sud e da Orvieto salendo a nord…), con un impatto non indifferente. Forse troppo, secondo i vincoli che gravano sul Monte Cetona. E giustamente, finora l’illuminazione è sempre stata un’ipotesi neanche presa in considerazione. Anche se la Croce del Cetona una volta è già stata illuminata. Successe  il 28 Giugno 1968, quando ad accenderla fu direttamente Papa Paolo VI, dal Vaticano. Nell’occasione il pontefice rivolse anche un discorso  alle popolazioni del Cetona, in diretta radio.  Ma fu un fatto eccezionale. Una tantum.  Una cosa simile si era verificata nel 1946 quando Papa Pio XII aveva illuminato la restaurata Croce del Monte Amiata. La Croce del Cetona era stata eretta, per volontà del vescovo di Chiusi e Pienza Mons. Baldini e dall’Azione Cattolica, l’anno prima dell’illuminazione,  nel 1967. Ad inaugurarla vennero l’arcivescovo di Siena mons. Castellano e il presidente della Camera dei Deputati On. Brunetto Bucciarelli Ducci.

Da segnalare come lo stesso Papa Paolo VI nel discorso radiofonico non mancò di sottolineare la particolare delicatezza del  territorio del Cetona. “Un territorio che racchiude memorie di arte e fede incastonate nell’attrattiva di una splendida cornice naturale”. Proprio così disse. monte cetona

Ed è chiaro che l’illuminazione perenne andrebbe a modificare quell’equilibrio e quella delicatezza. Tra l’altro andando a “forzare” ulteriormente un simbolo religioso che, posto sulla sommità di un monte, che è territorio pubblico, di tutti, e non su un luogo di culto,  già di per sè rappresenta una forzatura già così molto evidente.

Negli anni ’70 qualcuno tentò pure di segarla alla base, per abbatterla, la croce del Cetona, ma quelli erano anni duri, densi di passioni e di contrapposizioni. Adesso nessuno probabilmente arriverebbe a tanto.  La croce c’è e nessuno ci fa caso, fa parte ormai del paesaggio, come i ripetitori che si trovano poco più in basso, che sono anche più brutti e impattanti…

Secondo noi, dunque bene hanno fatto le amministrazioni di Cetona e Sarteano a dire no all’illuminazione. E il mecenate privato se proprio vuole dare una mano al territorio, trovi un’altra destinazione alla sua donazione. Di luoghi o opere da salvare, tutelare o valorizzare ce ne sono a centinaia, nella zona.

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