SALVE LE BCC. LA RIFORMA VARATA DAL GOVERNO RIGUARDERA’ SOLO LE 10 POPOLARI PIU’ GRANDI

mercoledì 21st, gennaio 2015 / 12:02
SALVE LE BCC. LA RIFORMA VARATA DAL GOVERNO RIGUARDERA’ SOLO LE 10 POPOLARI PIU’ GRANDI
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ROMA  – Renzi e il Governo fanno marcia indietro. E ridimensionano il provvedimento sulla riforma delle Banche popolari e di Credito coooperativo.  L’annunciato obbligo di trasformazione in Spa non riguarderà tutte le popolari e tutte le Bcc, ma solo 10 istituti.  Quelli di maggiori dimensioni, con bilanci superiori agli 8 miliardi di euro.

Dalla riforma sono escluse le Banche di Credito Cooperativo, che dunque restano come sono. Evidentemente le barricate alzate dai vescovi e da una parte del Pd che consideravano il provvedimento un attacco alla finanza cattolica e all’economia dei territori, ma anche dei sindacati che paventavano un aumento degli “esuberi” e quindi un taglio ai livelli occupazionali, hanno avuto effetto.

Nel dettaglio,  gli istituti coinvolti dovrebbero essere (nell’ordine dal più grande al più piccolo): Banco Popolare, Ubi, Bper, Bpm, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Popolare di Sondrio, Creval, Banca Etruria e Popolare di Bari.

Nel complesso, il sistema delle Popolari conta 70 istituti (quindi 60 sono fuori dalla riforma) con 1,34 milioni di soci e un totale di attivi da 450 miliardi.

E’ stato lo steso premier Renzi a specificare che l’intervento arriva dopo “20 anni di dibattito”, e che le Bcc sono fuori da questo intervento e anche le popolari più piccole. Il provvedimento, che costituisce l’articolo 1 del decreto legge approvato, offre ai dieci istituti coinvolti “18 mesi di tempo” per superare il voto capitario e “trasformarsi in spa”. Fino ad ora, in assemblea per le popolari vigeva il principio “una testa un voto”, per il quale ogni socio ha lo stesso peso indipendentemente dalla quota di capitale azionario detenuta.

Il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, ha giustificato la scelta di porre il limite a 8 miliardi di attivi come giusta soglia per “dare una scossa” al sistema del credito, ma non ha escluso che possano esserci in futuro, “nuovi suggerimenti e ritocchi ai modelli di governo delle piccole banche, anche per rispondere al nuovo scenario di mercato europeo”. Insomma per ora le Banche di Credito Cooperativo e le popolari più piccole si sono salvate. Ma più avanti non si sa…

Nel nostro territorio, a cavallo tra Umbria e Toscana l’unica banca coinvolta dal provvedimento dovrebbe essere Banca Etruria, già Popolare dell’Etruria e del Lazio che ha molte filiali in Valdichiana e anche nella zona Perugia e del Trasimeno.

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