LA MANIFESTAZIONE DEGLI ISLAMICI A CHIUSI: UN PASSO AVANTI

lunedì 19th, gennaio 2015 / 16:29
LA MANIFESTAZIONE DEGLI ISLAMICI A CHIUSI: UN PASSO AVANTI
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CHIUSI – Per la prima volta hanno preso pubblicamente la parola. Hanno preso la parola, in piazza, per condannare il terrorismo, per dire che l’Islam non è una religione che predica violenza, per dire che loro si sentono vittime essi stessi degli attentati e delle stragi dell’Isis, che vogliono vivere in pace e nel rispetto del Paese che li ospita……

Parliamo della Comunità islamica di Chiusi che sabato scorso ha tenuto una manifestazione in piazza Garibaldi. Una presa di posizione importante, significativa. Soprattutto perché spontanea e non richiesta, dopo i gravi fatti di Parigi. Certo, non erano molti i cittadini islamici presenti. Erano di più gli italiani e forse anche i carabinieri e i poliziotti, molti dei quali in borghese, che hanno presenziato con discrezione, ma con occhio vigile, alla manifestazione.

L’iniziativa era indetta dal centro culturale “Al Fajer”, ovvero il centro di ritrovo e di aggregazione che si trova in via Pasubio, a pochi passi da piazza Garibaldi e va detto che dei frequentatori abituali del luogo, solo una manciata si son fatti vedere.Molti sono rimasti defilati.

Questo non significa che gli assenti non fossero d’accordo con le parole d’ordine e il senso della manifestazione. Non significa che gli assenti siano, al contrario dei promotori, favorevoli alle posizioni jihadiste e fondamentaliste. Forse, semplicemente, molti non se la son sentita di metterci la faccia, di farsi vedere. Ma è innegabile che all’iniziativa di sabato ha partecipato solo una piccola minoranza di uomini e donne di religione e cultura musulmana. Quasi tutti di origine nordafricana.

Nonostante questo l’iniziativa ha segnato un passo avanti, ha posto forse una pietra miliare nel rapporto tra una parte dei “nuovi cittadini” e la comunità locale chiusina.

La presenza e le parole del Vicesindaco Sonnini e dell’assessore Micheletti, così come la presenza della segretaria del Pd Pamela Fatighenti e del capogruppo della Primavera Cioncoloni, di alcuni esponenti 5 Stelle, della Cgil,  hanno suggellato questo piccolo, ma significativo passo avanti. Il sindaco non si è visto. Come non si è visto nessuno del centro destra.

Ora sarà necessario proseguire su questa strada sia da parte della comunità islamica, sia da parte della cittadinanza, della associazioni, delle istituzioni, della politica locale. Serviranno altre iniziative, anche per capire se quella minoranza che sabato si è esposta in prima persona, è “solo quella” o ha una base più ampia che stavolta è rimasta sottotraccia, ma può uscire allo scoperto.

Si deve capire (e sapere) se chi si è tenuto alla larga, lo ha fatto per indifferenza, per discrezione, per paura o per precisa scelta politica, in polemica e in contrapposizione ai promotori. Sarà importante capirlo, anche per i promotori stessi, che comunque sono rimasti soddisfatti della partecipazione e della vicinanza dimostrata da tanti cittadini chiusini. E adesso, lo hanno detto più volte, sabato, si sentono un po’ più integrati, più chiusini pure loro, sebbene qualcuno sia in Italia e in questa zona da venti o trent’ anni e magari già presta la propria opera nell’associazionismo al servizio della comunità… Gli steccati, le diffidenze, sono dure a morire…

Insomma, c’è tanta gente ancora in mezzo al guado, ma un piccolo ponte è stato costruito.

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