GRETA, VANESSA E I FUNERALI DI CHARB…

venerdì 16th, gennaio 2015 / 18:08
GRETA, VANESSA E I FUNERALI DI CHARB…
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Ho visto in tv i funerali di Stephane Charbonnier, detto Charb, il direttore di Charlie Hebdo caduto nella strage del 7 gennaio e anche quelli del suo collega Tignous. Ho visto tanti pugni alzati e ho sentito i presenti suonare L’Internazionale e cantare Bella Ciao (in italiano)… L’ultima volta che mi era capitato di ascoltare quelle note e vedere quei pugni in tv era stata per le esequie del brigatista Prospero Gallinari nel gennaio del 2013… Certo né Charb, né Tignous erano dei brigatisti. E se Gallinari voleva fare la rivoluzione con la skorpion, loro hanno provato a farla con la matita e con il sarcasmo di una risata… Oggi mi sento più Charlie di qualche giorno fa… Charb Funeral Service in Montreuil

Mi sento invece invece con lo stomaco in rivolta per certi titoli e certi commenti affidati ai social network sulla liberazione avvenuta ieri, delle due giovani cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria nel luglio scorso e rimaste 6 mesi in mano ai sequestratori. Commenti del tipo “se l’erano andata a cercare” e soprattutto sul riscatto che sarebbe stato pagato dallo Stato Italiano per riportarle a casa. Dodici milioni di dollari, secondo alcuni quotidiani. Una bella cifra che, sempre secondo alcuni commentatori scandalizzati andrebbe a finanziare il terrorismo islamico…  Le stesse ragazze liberate sono state etichettate, come due stupidarelle che “facevano i selfie con i terroristi”, come “cooperanti sprovvedute” e poco consapevoli dei rischi cui andavano incontro, come due estremiste (di sinistra) che sono andate a cacciarsi nei guai, costringendo lo Stato a tirar fuori i soldi con cui i Jihadisti compreranno 12 mila Kalashnikov e amenità del genere. In testa al coro il leghista Salvini che ha parlato addirittura di “schifo”, lasciando intendere che lui Greta a Vanessa le avrebbe lasciate volentieri laggiù, perché nessuno aveva imposto loro di andarci in Siria…

Insomma sui social, più insulti e reprimende per le due ragazze, che gioia per la loro liberazione. Per molti il problema, più della vita delle cooperanti, è quello dei soldi spesi (forse, perché il Governo, ufficialmente ha smentito), per il riscatto.

In Italia c’è gente che non contempla, nel proprio orizzonte umano, la possibilità che qualcuno possa finire nei guai per dare una mano a qualcun altro… Tantomeno a qualcuno che vive in territori devastati dalla guerra e magari combatte per avere una patria, una terra, una vita dignitosa… E se qualcuno lo fa o è uno sprovveduto, un cretino, o, peggio uno che sta coi terroristi…

Non sarebbe la prima volta che viene pagato un riscatto da parte dello Stato per liberare cittadini italiani ostaggio di guerriglieri  bande di tagliagole. E’ già successo. E fa specie, che in un Paese in cui lo Stato ha intavolato trattative con la mafia si faccia gli schizzinosi sulla liberazione di due ragazze rapite…  Fossero pure sprovvedute e esaltate…

Probabilmente per quelli che ora insultano le due cooperanti, anche Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, o Vittorio Arrigoni se l’erano andata a cercare, e Antonio Russo che ci andò a fare in Cecenia? o Maria Grazia Cutuli in Afghanistan? I due Marò, no… quelli sono eroi da riportare subito in patria…

Se le due giovani rapite fossero tornate sgozzate ora saremmo tutti Greta e Vanessa… Per fortuna son tornate vive e siamo solo Charlie…

E Bella Ciao la cantano in Francia. Da noi non va più di moda.

m.l.

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