LA VERA RIVOLUZIONE: “IOCISTO” LA PRIMA LIBRERIA DI TUTTI

martedì 23rd, dicembre 2014 / 10:10
LA VERA RIVOLUZIONE: “IOCISTO” LA PRIMA LIBRERIA DI TUTTI
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Sono tempi bui. La crisi stagnante annichilisce, sopprime le ragioni del cuore, fomenta rabbia e aggressività. Si esulta quando polizia e manifestanti se le danno di santa ragione al grido di “era ora”. Oppure si stalla, nel conforto della lagna e dell’ autocommiserazione, in attesa del qualcuno che “farà qualcosa”, magari la rivoluzione checivorrebbeproprio, chissà.

Ma (c’è sempre un Ma) è proprio in tempo di crisi che nasce e cresce il germe della creatività, la voglia di fare invece di attendere il deus ex machina. La Fenice risorge dalle ceneri, non dal fuoco caldo e scoppiettante. Così, se da una parte il sano egoismo rinverdisce- chissenefrega, pensiamo a noi che agli altri ci penserà Dio- dall’altra il seme dell’azione collettiva germoglia- chissenefrega, pensiamo tutti insieme che qualcosa di buono esce-

A Napoli, qualcosa di molto buono è uscito. Si chiama Iocisto ed è la prima libreria ad azionariato popolare d’Italia. Cioè, la prima libreria fondata e finanziata da cittadini-soci.

L’embrione di Iocisto viene concepito il 13 maggio di quest’anno nel mondo virtuale, da un post lanciato su Facebook da Ciro Sabatino, giornalista ed ex editore napoletano, in seguito alla chiusura di Guida e Loffredo, due librerie storiche della città:

“Ah… Ma mica ce la vogliamo aprire noi una libreria meravigliosa? Se avete soldi (qualsiasi cifra) e ci volete pensare fatemelo sapere. Io ci sto”.

Quella di Sabatino è una provocazione, forse neanche lui immagina che la cosa possa avere un seguito. Invece, il giorno dopo, 66 persone hanno già aderito entusiasti al progetto e il 14 maggio nasce il gruppo Iocisto. Il 15 maggio gli “iocistiani” diventano 101.

Il progetto della libreria di tutti prende il volo precipitevolissimevolmente. I soci versano la quota di cinquanta euro, organizzano riunioni, confrontano idee, ragionano sulla forma giuridica da adottare fino ad arrivare ad acquisirla e a firmare il contratto di fitto della sede, che segna definitivamente  il salto dal virtuale al reale. Nel cammino, gradualmente, Ansa, Il Mattino, il Fatto Quotidiano, il Corriere del Mezzogiorno e altre testate (anche straniere) dedicano spazio all’iniziativa.

Il 21 luglio, sessantaquattro giorni dopo il post di Sabatino, si inaugura la libreria Iocisto nel quartiere Vomero di Napoli. A festeggiarla ci sono 3000 persone. Oggi, i soci sono 700. Gli aficionados della pagina facebook sono più di 13mila.

A poca distanza da quel famoso 13 maggio, Iocisto è già più che una libreria. È uno spazio condiviso e da condividere non solo da chi desidera comprare un libro ma da chiunque abbia voglia anche solo di studiare in un bel posto, o chiacchierare di libri. Per la raccolta dei fondi, gli Iocistiani sono attivissimi, un vulcano che erutta idee e iniziative senza sosta. Ogni giorno se ne inventano una, come la vincita di una cena a lume di candela nel locale, in mezzo ai libri.

Un vulcano di creatività che ha trasformato un’idea apparentemente folle in un progetto reale e concreto, partendo dall’azione collettiva dei cittadini sovrani in nome di quel vecchio binomio di cui nessuno si ricorda più: Bene Comune.

La vera rivoluzione non sarà questa?

Elda Cannarsa

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