STAZIONE ALTA VELOCITA’: BUFALA ERA E BUFALA RIMANE. LA POLITICA DICE SI’, I CITTADINI RISPONDONO MEGLIO DI NO…

STAZIONE ALTA VELOCITA’: BUFALA ERA E BUFALA RIMANE. LA POLITICA DICE SI’, I CITTADINI RISPONDONO MEGLIO DI NO…
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CHIUSI –  Un paio di risultati, forse tre, con l’iniziativa pubblica di ieri al Mascagni, Stefano Scaramelli li ha ottenuti: 1) ha riempito il teatro e se l’iniziativa doveva servire come lancio della sua possibile candidatura alla Regione Toscana (molto probabile quella per un seggio in Consiglio, meno probabile e forse fuori portata quella per la corsa alla Presidenza) può legittimamente segnare un punto a suo favore; 2) ha incassato l’adesione e il sostegno alla candidatura di Chiusi come location di una ipotetica stazione per l’alta velocità da parte di buona parte della politica e delle istituzioni senesi e umbre. Per la parte toscana solo quelle senesi per la verità (altri non si son visti né sentiti), mentre l’Umbria era presente in massa con due consiglieri regionali, molti sindaci e assessori, dirigenti del Pd. 3) ha riaperto il dialogo e rilanciato in qualche modo un ragionamento politico di area tra i comuni del sud senese e quelli dell’Orvietano, del Trasimeno, del perugino…

Ovviamente la Stazione in linea per l’alta velocità è ancora materia da libro dei sogni. Ma intanto gli umbri che avevano “candidato” Ponticelli  si sono accodati alla proposta di una possibile ubicazione a Chiusi, area ex centro carni, zona industriale elle Biffe, al confine con Città della Pieve e a 5-6 km di distanza dal punto previsto per l’eventuale location a Ponticelli. La differenza sarebbe davvero irrisoria. Ma l’adesione e la convergenza su Chiusi non era scontata in partenza. Ora è stata messa nero su bianco. La battaglia dunque sarà comune, su un unico obiettivo e non in concorrenza l’uno con l’altro…

L’assemblea di ieri naturalmente non segna l’avvio del percorso per la realizzazione della nuova stazione sull’alta velocità. E’ semplicemente la proposta di una “candidatura”, quella di Chiusi, come snodo di un’area più vasta della Valdichiana.

Lo stesso progetto di massima presentato dagli architetti dello studio Pediconi, in forma del tutto gratuita e filantropica, ha precisato il sindaco Scaramelli, in questa fase è apparso come una fuga in avanti, abbastanza inutile e pomposa.  Però ha fornito elementi utili di valutazione. Ha fatto capire che non si tratterebbe di un’opera di poco conto, ma di una infrastruttura molto complessa che, al di là dell’involucro in ferro, legno e vetro, in stile avveniristico, dovrebbe prevedere anche due binari su viadotto da affiancare ai due della linea AV attuali per consentire la frenata e la fermata in direzione sud e in direzione nord, ascensori per la salita e la discesa dei passeggeri, essendo i binari e la stazione costruiti in “sopraelevata”, a 9 metri di altezza rispetto al piano stradale della Fondovalle. Non si è capito dall’esposizione dei tecnici se è stato considerato il fatto che a poche centinaia di metri dall’area centro carni in cui sorgerebbe la stazione, in direzione nord c’è una galleria…  stazione nuova

Non sono stati forniti dati sull’utenza, né sul numero delle fermate previste e se qualcosa alla fine è emerso è perché alcuni interventi della platea hanno posto l’accento su questi aspetti. Ed è singolare che se  le istituzioni e la politica si sono mostrate unite e compatte nel sostenere il progetto,con l’eccezione dei 5 Stelle,  tutti gli interventi del pubblico (rappresentanti dei pendolari, docenti, ferrovieri, giornalisti…) hanno espresso dubbi, perplessità se non contrarietà vera e propria.  Portando dati e non per pregiudizio ideologico. Il sindaco di Orvieto Germani ha anche sgombrato il campo da un equivoco di fondo: quello che la nuova ipotetica stazione sarebbe una manna per i pendolari… “la necessità di intercettare l’alta velocità e quella di dare ai pendolari treni più veloci, più puliti, in orari più consoni, sono due battaglie diverse e separate”. L’alta velocità non è per i pendolari, questo è chiaro.

Si è capito – ma Scaramelli lo aveva già detto nell’intervista a Primapagina rilasciata alla vigilia dell’incontro – che nella nuova ipotetica stazione fermerebbero al massimo 8 coppie di treni al giorno. Quanti ne fermano attualmente nella Media Padana di Reggio Emilia, che però ha un bacino di utenza tre volte maggiore di quello che avrebbe la Media Etruria…  Quindi è pensabile che non sarebbe facile nemmeno averne 8 di treni, magari qualcuno meno…  Trenta milioni di euro per 8 treni al giorno, quando almeno 3 o 4 treni potrebbero tranquillamente fermare da subito nella attuale stazione di Chiusi utilizzando le connessioni di Ponticelli a sud e Montallese a nord sembra veramente una follia. Quantomeno una cosa su cui riflettere.  Tra l’altro la perdita di tempo stimata sarebbe solo di 5-10 minuti in più rispetto alla fermata nella nuova stazione in linea…

E come mai il Pd che è così compatto nel chiedere la nuova stazione, non si muove con altrettanta compattezza per ottenere qualche fermata da subito alla stazione di Chiusi? Magari in via temporanea, nell’attesa di capire se a nuova stazione di farà o no? Il Pd esprime i governatori delle due regioni, i presidenti delle tre province (Siena, Perugia, Terni), la stragrande maggioranza dei sindaci del territorio, oltre al presidente del Consiglio che è toscano pure lui. Che cosa serve di più ai parlamentari toscani e umbri, ai consiglieri regionali per farsi sentire su un’ipotesi del genere?

Nell’intervista a Primapagina Scaramelli ha detto che la stazione di Chiusi dovrebbe essere “adeguata” con opere per circa un milione di euro. Bene.  Tra un milione e 30 milioni c’è una bella differenza. E sarebbe comunque meno di quanto si è speso per uno stadio che non nascerà mai, per un centro merci che non esiste, per una pensilina inutile….

Nessuno all’assemblea di ieri, tranne qualcuno del pubblico, ha parlato della situazione pietosa delle strade che servirebbero a raggiungere la stazione Media Etruria: dalla Fondovalle, alla 146, dalla 71 alla 326… Che senso ha battersi e spendere un pacco di milioni di euro per ridurre i tempi di percorrenza dei treni e poi perdere mezz’ora per andare da Chiusi a Fabro o da Chiusi a Chianciano a causa di buche, limiti di 30 km orari, frane e semafori?

Insomma l’assemblea pubblica ha fatto incassare un po’ di applausi a Scaramelli, che dal suo punto di vista fa bene a farsene forte, ma ha anche acceso i riflettori, in pubblico (e questa è cosa buona e giusta. E utile) su quella che per noi era, è e resta più che una “grande opportunità per intercettare in futuro”, una bufala colossale che sarebbe meglio evitare. O, se proprio se ne vuol parlare, che almeno si faccia con dati alla mano sul traffico passeggeri, sulle tratte più frequentate, sui tempi di percorrenza e di fermata, sul numero dei treni, sull’impatto ambientale di quei viadotti, sui costi e sui benefici. Ieri, in qualche misura si è cominciato a fare. Il sindaco di Chiusi in conclusione ha sottolineato l’importanza del dibattito e l’apertura dimostrata anche verso le opinioni critiche che hanno avuto spazio e cittadinanza. Perché, poteva essere altrimenti? L’iniziativa era organizzata dal Comune di Chiusi. Il comune non è la casa di tutti?

m.l.

 

 

 

 

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