SCANDALO MPS: CONDANNA A 3 ANNI E MEZZO PER MUSSARI, VIGNI E BALDASSARRI. IL GOVERNATORE TOSCANO ROSSI SCRIVE A RENZI: “SALVIAMO LA BANCA E LA SUA SENESITA'”

sabato 01st, novembre 2014 / 12:38
SCANDALO MPS: CONDANNA A 3 ANNI E MEZZO PER MUSSARI, VIGNI E BALDASSARRI. IL GOVERNATORE TOSCANO ROSSI SCRIVE A RENZI: “SALVIAMO LA BANCA E LA SUA SENESITA'”
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SIENA – Il Tribunale di Siena ha condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione l’ex presidente di Banca Mps Giuseppe Mussari, l’ex direttore generale Antonio Vigni e l’ex direttore dell’area finanza Gianluca Baldassarri, tutti imputati per ostacolo alle funzioni dell’Autorità di vigilanza (la Banca d’Italia), in relazione all’occultamento del contratto stipulato da Monte dei Paschi di Siena con la banca giapponese Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria.MUSSARI
Dimezzate le richieste avanzate dai pm. La pubblica accusa aveva chiesto 7 anni per Mussari e 6 anni per Vigni e Baldassarri. Per tutti e tre i condannati è stata decretata l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Si tratta della sentenza che chiuse solo il primo processo relativo alla scandalo Mps. Cioè è solo un capitolodel filone principale d’indagine sull’acquisizione di Banca Antonveneta, che è stata trasferita  al Tribunale di Milano, dove i fascicoli sono ancora aperti. I restanti processi, dunque, saranno celebrati nel capoluogo lombardo.

Il processo era iniziato a Siena il 26 settembre 2013. L’accusa ha sempre sostenuto che i tre imputati hanno nascosto agli ispettori della Banca d’Italia e agli organismi interni di Mps, l’accordo con Nomura,  perché erano consapevoli che l’operazione sarebbe stato un disastro per Rocca Salimbeni.
In sostanza, Mussari, Vigni e Baldassarri sono considerati colpevoli di aver nascosto nella cassaforte personale dell’ex direttore generale della Banca a Rocca Salimbeni il ‘mandate agreement’, ovvero il contratto, che fissava i termini della ristrutturazione di ‘Alexandria’ con Nomura, in modo da evitare di iscrivere nel bilancio 2009 la perdita del derivato, poi costata alla nuova gestione della banca circa 500 milioni di euro. Un contratto che contribuì a creare il ‘buco’ nei conti della banca senese, indebitatasi oltre misura per l’acquisizione di Banca Antonveneta.
Il contratto occultato venne ritrovato solo nell’ottobre 2012 dall’attuale amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, nella cassaforte che era nell’ufficio privato di Vigni e consegnato alla magistratura.

Tre anni e mezzo di reclusione non sono quella che si dice una “condanna esemplare”.  Ai tre dirigenti Mps non è andata male, in fondo, visto che i Pm avevano chiesto il doppio della pena, ma resta pur sempre una condanna che sancisce l’avvenuta malversazione e certifica la disinvoltura della gestione Mps nell’era Mussari. L’era della “Siena da bere”, verrebbe da dire… Ed è solo l’inizio.

E la sentenza è arrivata a pochi giorni dalla bocciatura del Monte dei Paschi da parte della Bce, dopo lo “stress test”. E a questo proposito c’è da registrare una dichiarazione del presidente della Toscana Enrico Rossi che sulla questione ha inviato una lettera al premier Renzi. Così il governatore toscano riassume il contenuto della lettera al capo del governo: rossi enrico

“Sarebbe una disgrazia per la Toscana e per il Paese se, per meno di un miliardo, si facesse un’aggregazione in cui il Monte dei Paschi sparisse. “E’ la banca più  antica del mondo, la più’ longeva, fu costruita per aiutare i poveri della città. Ci sono colpe nella gestione passata, chi ha sbagliato deve pagare, ma le colpe non possono ricadere su un’intera città’, su un’intera regione e sui lavoratori a causa di uno stress test fuori dal probabile. Credo che non si debba lasciare nulla di intentato per salvare l’autonomia e l’indipendenza del Monte dei Paschi e la permanenza della direzione nella città di Siena. Il sistema italiano è stato sottoposto a stress test eccessivi, che prefigurano uno scenario catastrofico per i prossimi anni. La banca Mps era sulla strada del risanamento, grazie alle ristrutturazioni accettate dalla città e dai lavoratori proposte da un management efficace e serio composto da Alessandro Profumo e da Fabrizio Viola. Chiedo al governo di intervenire; lo sta già facendo Padoan dilazionando il pagamento dei Monti bond e quindi dei 2 miliardi che vanno recuperati entro il 10 novembre. Un miliardo circa potrà essere recuperato in questo modo. Forse Mps può vendere alcuni asset che non sono strategici, rimane meno di un miliardo. Questa situazione di incertezza rischia di portare Mps ad uno stato di coma dal quale sarà difficile riprendersi. Bisogna ridare fiducia all’attuale management, lo si deve fare a livello nazionale. Faccio un appello a tutto il governo a Matteo Renzi in modo particolare: si intervenga quanto prima per tutelare il lavoro”. 

Si tratta di un appello, a difesa della banca, della sua “senesità”, del patrimonio che Mps rappresenta per Siena e per la Toscana e per l’Italia, a difesa dei livelli occupazionali della banca… Si attende la risposta di Renzi.

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