NICHEL, PER LA ASL IL CASO ERA CHIUSO. MA FORSE DOVRA’ TORNARE SULL’ARGOMENTO

lunedì 06th, ottobre 2014 / 11:35
NICHEL, PER LA ASL IL CASO ERA CHIUSO. MA FORSE DOVRA’ TORNARE SULL’ARGOMENTO
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CHIUSI – In attesa di sapere cosa deciderà di fare la magistratura dopo la denuncia presentata dalla polizia Municipale di Chiusi in merito alla presunta causa della contaminazione da nichel della falda di Fondovalle (come è noto è partita una denuncia penale  a carico della ditta Nigi e dell’agenzia governativa Agea, per lo sversamento di materiale inquinato e inquinante durante lo stoccaggio e la rimozione di contenitori ammassati appunto presso i capannoni ex Nigi alle Biffe), abbiamo ricevuto dall’amministrazione comunale la nota della Asl sulla base della quale già all’inizio di luglio veniva dichiarata l’assenza di rischi per la popolazione.

La documentazione, richiesta con procedura di accesso agli atti lo scorso 29 agosto ci è stata consegnata venerdì 3 ottobre con qualche giorno di ritardo sui termini previsti, ma alla fine è arrivata.  Rispetto a questa comunicazione della Asl, la decisione di denunciare per inquinamento i due soggetti che avrebbero – secondo quanto  stato appurato sul campo – causato la contaminazione con una cattiva gestione di un sito di stoccaggio provvisorio di materiale potenzialmente pericoloso (e come tale più volte “attenzionato” sia da questo giornale che dalla stessa amministrazione comunale dal 2001 al 2008), sposta in avanti la questione e apre un nuove fronte.

Riteniamo però utile rendere comunque nota la comunicazione della  Asl, anche perché, francamente, ci sembra spieghi poco e tenda a liquidare la questione troppo frettolosamente, per il solo fatto che il pozzo con valori di nichel superiori alla soglia non viene utilizzato ai fini idropotabili.  Questo si sapeva fin dall’inizio. Nessun pozzo della zona è utilizzato, ufficialmente per fini idropotabili, né la falda approvvigiona acquedotti… ma… Qualche “ma”, rimane.

Non spiega ad esempio, la nota Asl se l’acqua dei pozzi situati nella zona contaminata può essere usata per innaffiare orti o per abbeverare animali – come ha chiesto anche il Prefetto – se i prodotti agricoli e la selvaggina della zona di Fondovalle che potenzialmente possono attingere o bere acqua contaminata siano commestibili oppure no… Secondo noi, insomma, la risposta del Capo di Gabinetto del Prefetto ai firmatari dell’esposto e la denuncia penale presentata dalla Polizia Municipale, lasciano aperta la questione e forse anche la Asl dovrà tornare sull’argomento. Questo il testo della comunicazione della Asl alla Polizia Municipale di Chiusi:

Torrita di Siena, 27 Giugno 2014 Al Comando Polizia Municipale del Comune di CHIUSI

OGGETTO: Concentrazione di Nichel nelle acque sotterranee.

In riferimento all’oggetto si comunica che nei campioni (di cui si allegano certificati), eseguiti in data 29/05/2014 in vari pozzi, individuati di concerto con il Vs. Personale , solo 1 caso ha evidenziato il superamento del limite dei range previsti dal D.Lgs.vo 31/1. Da informazioni apprese durante il campionamento il pozzo risulta superficiale (8 mt) e non impermeabilizzato e non utilizzato ai fini idropotabili. Dalla valutazione dei dati in nostro possesso, integrati da quelli forniti dal C.F.S. e P.M., al momento, visti i valori e l’utilizzo dei siti sottoposti al controllo, non si rilevano situazioni di rischio per la salute pubblica.

Si resta a disposizione per qualsiasi ulteriore approfondimento anche in considerazione che stanno proseguendo le indagini da parte degli altri Enti coinvolti.

Il Responsabile S.O.T.

Dr. Gerardo Provvisiero Azienda USL7 di Siena – sede legale: Piazza Rosselli n.26 53100 Siena

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