CHIUSI, SE IL SINDACO “FIRMA” ANCHE I CARTELLI INDICATORI…

martedì 21st, ottobre 2014 / 17:08
CHIUSI, SE IL SINDACO “FIRMA” ANCHE I CARTELLI INDICATORI…
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CHIUSI – Questa ci mancava. Ne abbiamo viste tante sia con Ceccobao che con Scaramelli di iniziative singolari dal punto di vista della comunicazione. Ma ai “cartelli griffati” non ci  avevamo mai pensato. Né pensavamo di arrivare a vederli. Che avete capito? No, non cartelli che segnalano una donazione o  un contributo significativo  da parte di questa o quell’azienda, di una banca o una Fondazione… Du quelli qualcuno in giro ce n’è. Parliamo dei cartelli indicatori. Quelli che il Comune pone davanti ad un luogo particolare per spiegare al visitatore dove si trova e cosa sta guardando. Ecco, nel luglio scorso il Comune ha risistemato l’area antistante le catacombe di Santa Mustiola, antica  e preziosissima testimonianza dell’epoca paleocristiana. Sul muro del cosiddetto “Camposanto vecchio”, nei pressi di un tavolo per pic-nic, è stato posto un bel cartello in metallico che spiega le origini, la vita e la storia di Santa Mustiola e delle catacombe. E ciò è cosa buona e giusta. Utile ai visitatori. E’ anche un segno di rispetto e di attenzione per quel luogo certamente importante e significativo per la città.

Ma la cosa singolare è che il cartello è appunto “griffato” cioè firmato personalmente dal sindaco Stefano Scaramelli. Anzi, Scaramelli Stefano. “In memoria di Santa Mustiola e dell’intervento di riqualificazione dell’area antistante la catacomba”. Così c’è scritto.mustila griffata1

Se fosse firmato “L’amministrazione Comunale”,  potrebbe anche andare. Ma che bisogno c’era di autografare personalmente quel cartello? L’ha voluto, pagato, posto in opera direttamente il sindaco? E gli altri assessori non c’entrano nulla con l’opera e con quel cartello?

Stefano Scaramelli è un bravo ragazzo, educato, disponibile, in qualche caso si è mostrato pure coraggioso, in altri un po’ incosciente, comunque animato da buoni propositi, ma a volte pensa di essere il messia e sull’uso della propaganda esagera e sempre più spesso trascende dai buoni propositi e sconfina in territori pericolosi, scivolosi, avventurandosi nell’esaltazione di se stesso e dello stile Renzi, tutte chiacchiere e distintivo e poco arrosto…

Il cartello griffato ne è un esempio. Ma non l’unico. Quella fila di inaugurazioni di marciapiedi, parchi giochi, vespasiani e posteggi sempre con la fanfara, la claque delle associazioni e i bambini plaudenti, come ai tempi dei Balilla e dei figli della lupa, lascia francamente perplessi. E lascia perplessi ancora di più il fatto che nessuno nella scuola abbia nulla da dire sullo “sfruttamento minorile” (degli alunni) a scopi propagandistici e che nessuno abbia nulla da dire sui cartelli firmati, sui #siinaugura, sui #dettofatto postati su facebook anche quando non ha fatto niente di niente e a fare è qualcun altro (vedi il film che si sta girando a Chiusi in questi giorni).

Insomma qualcuno nel Pd, nella Giunta, nel gruppo consiliare glielo dovrebbe dire al sindaco, che questa sovraesposizione personale anche laddove e quando non c’è alcun bisogno, stona. E non lo aiuta. La carriera politica la farà lo stesso. In Regione o al Parlamento ci andrà ugualmente. Ma se continua a voler strafare, rischia di sbattere il naso da qualche parte. Perché questo non è il verso giusto.

Già: “Prendi il verso giusto” è lo slogan della nuova stagione del Teatro Mascagni che si chiuderà con uno spettacolo di Paolo Rossi, dal titolo inequivocabile: “L’importante è non cadere dal palco“.  Messaggi subliminali.

m.l.

 

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