REGIONE TOSCANA, UNA TASK FORCE PER CONTROLLI A TAPPETO NELLE AZIENDE CINESI (MA SOLO NELLA ZONA DI PRATO-FIRENZE)

martedì 02nd, settembre 2014 / 11:07
REGIONE TOSCANA, UNA TASK FORCE PER CONTROLLI A TAPPETO NELLE AZIENDE CINESI (MA SOLO NELLA ZONA DI PRATO-FIRENZE)
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FIRENZE –  La Regione Toscana ha istituito una task force per controllare le aziende cinesi: 74 nuovi ispettori e un impegno per 13 milioni di euro. Il Piano straordinario di controlli è partito ieri, lunedì 1° settembre e riguarda per ora 7.700 aziende cinesi, quelle presenti nel solo territorio di Prato e dell’area vasta Firenze-Empoli- Pistoia. La “stretta” è stata decisa dopo l’incendio che nel dicembre scorso devastò la fabbrichetta “Tersa Mode”  di Prato, uccidendo nel sonno 7 persone che lì lavoravano, mangiavano, dormivano…

Non sarà facile il compito dei nuovi ispettori che faranno capo alle Asl: le aziende cinesi spuntano come i funghi, ma nascono, muoiono  a cambiano di mano con estrema facilità. Molte si rendono irreperibili nel giro di poche ore.  I macchinari “leggeri” – perlopiù macchine da cucire – possono rapidamente essere spostati da un luogo a un altro. Chiaro che  in un quadro del genere, il controllo a tappeto per debellare illegalità e condizioni di lavoro insicure sia molto complicato. Il mercato illegale dell’abbigliamento low cost prodotto da aziende cinesi dell’area pratese è stimato in oltre 2 miliardi di euro.

Per facilitare l’emersione delle aziende cinesi di Prato e area metropolitana fiorentina,  la Regione ha lanciato anche un “Patto fiduciario per la sicurezza”: chi firmerà il patto, accettando «l’identificazione del vero titolare dell’azienda e l’individuazione di un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza», sarà tra gli ultimi ad essere controllato dagli ispettori. L’adesione al Patto potrà essere patrocinata da un’associazione di categoria che, in collaborazione con gli ordini professionali, potrà aiutare le aziende in questo percorso con un supporto professionale qualificato e a costi sostenibili.

Naturalmente le aziende cinesi non sono solo a Prato, Firenze e Pistoia, ma anche in altre parti del territorio regionale, dalla costa tirrenica all’aretino, al senese… Nella Valdichiana senese e aretina per esempio sono decine le aziende cinesi, per lo più di tipo commerciale (Bazar, ristoranti, bar), ma cresce anche il numero di imprese di produzione, quasi tutte del settore abbigliamento e pelletteria. Moltissimi gli ambulanti cinesi che popolano fiere e mercati. A Chiusi c’è una fabbrica che produce pelletteria ed occupa quasi esclusivamente manodopera cinese che in buona parte arriva ogni mattina con un pullman, proprio dalla zona di Firenze…

Non si sa se i controlli a tappeto decisi per la zona di Prato-Firenze-Pistoia saranno in seguito estesi anche agli altri territori. Per ora no, il Piano straordinario si ferma lì. Perché è lì la concentrazione maggiore. Ed è lì che sono presenti le situazioni di rischio e le contraddizioni più stridenti…

C’è chi, malignamente, vede nella stretta sulle aziende cinesi non solo un’azione di tutela della sicurezza, ma anche un’operazione mediatica in funzione elettoralistica. In Toscana si voterà per la Regione nella prossima Primavera ed Enrico Rossi sarà con tutta probabilità di nuovo il candidato del Pd. L’operazione “Chinatown” insomma potrebbe tornargli utile per mantenere il consenso del suo elettorato tradizionale, messo a dura prova dalla crisi e dalla concorrenza non sempre legale e trasparente dei cinesi, spuntando le armi anche alla destra più autarchica e più dura nei confronti dell’immigrazione di qualunque tipo.

Il Piano straordinario di controlli durerà tre anni…  Vedremo che effetti avrà e se in seguito sarà esteso anche al resto della regione.

 

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