CHIUSI, SCARAMELLI PRONTO A LASCIARE IL COMUNE? SE IN PRIMAVERA SI CANDIDA ALLA REGIONE…

mercoledì 03rd, settembre 2014 / 16:33
CHIUSI, SCARAMELLI PRONTO A LASCIARE IL COMUNE?  SE IN PRIMAVERA SI CANDIDA ALLA REGIONE…
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SIENA – A Siena  è in corso la festa de l’Unità provinciale. Il fatto che l’Unità abbia chiuso i battenti e non sia più nelle edicole conta poco anche in quella che era la “provincia più rossa d’Italia”: ora c’è Renzi che annuncia una riforma al giorno. Poi magari non le fa, ma questo è secondario. Quel che conta è l’annuncio.  Ma nel Pd senese c’è anche una certa fibrillazione. Si discute in questi giorni di chi dovrà ricoprire l’incarico di Presidente della Provincia, dopo la riforma Renzi che ha abolito le elezioni provinciali e stabilito che d’ora in poi il presidente sarà uno dei sindaci e il consiglio formato da 10 consiglieri comunali votati dai consigli comunali stessi. Tradotto significa che, siccome in Provincia di Siena il Pd  “gestisce” 31 comuni su 36 (qualcuno ne ha perso nell’ultima  tornata elettorale: Chianciano, Colle Val d’Elsa, Pienza, Piancastagnaio, Casole…), la scelta del presidente spetta alla direzione provinciale del Pd . Gli altri assistono.

Il sindaco di Torrita di Siena Grazi spezza oggi una lancia a favore del collega chiusino Stefano Scaramelli, leader dei renziani senesi e membro della direzione nazionale del Pd.

L’ipotesi non è campata in aria. Scaramelli è al momento il dirigente Pd senese “più in ascesa”, forte anche dell’amicizia personale con il premier e segretario nazionale Matteo Renzi.  Ma la candidatura alla presidenza della Provincia, carica assolutamente gratuita, cioè senza compensi, rischia di trasformarsi in un boomerang, una vera e propria trappola per il sindaco di Chiusi. Sì perché, in questo momento nel Pd senese non si discute solo della presidenza della Provincia, ma anche delle candidature alle elezioni regionali della prossima primavera. E Stefano Scaramelli, a quanto si sa, sarebbe in lizza anche lì. Siena nelle ultime tornate regionali ha sempre eletto due consiglieri. Attualmente siedono in Consiglio a Firenze Marco Spinelli, ex sindaco di Colle Val d’Elsa e Rosanna Pugnalini ex sindaco di Sarteano. Quest’ultima ha già fatto due mandati e quindi si farà da parte. Spinelli è al primo e dunque sarà con tutta probabilità riconfermato.

Il posto vacante è uno, dunque. Con Scaramelli sarebbero in corsa pure il segretario provinciale Nicolò Guicciardini e il giovane poliziano Andrea Biagianti, vicesegretario regionale. Fra i tre, però sembra essere proprio Scaramelli il cavallo in vantaggio.

Ma, delle due l’una: o presidente della Provincia (senza compenso) o candidato con certezza di elezione alla Regione (con stipendio di circa 10 mila euro al mese) e visibilità maggiore, magari pure co la possibilità di far parte del nuovo Senato “a chiamata”…

Nel caso la scelta cada sulla presidenza della Provincia Scaramelli potrebbe, anzi dovrebbe, continuare a fare il sindaco di Chiusi , mentre invece se la scelta cadrà sulla candidatura regionale (per ovvie e umanissime ragioni, peraltro), lo stesso Scaramelli dovrebbe lasciare la guida del Comune di Chiusi come fece Ceccobao nel 2010, quando fu chiamato a fare l’assessore, costringendo la città ad un annetto di “reggenza” da parte del vicesindaco, per poi andare al voto alla scadenza naturale del mandato nel 2016. E anche a questo proposito già nel Pd, c’è chi affila le armi per la successione. Il vicesindaco Sonnini è tra i pochi “non renziani” del Pd chiusino e quindi non si esclude che si vada ad un “rimpasto preventivo” con l’assessore Juri Bettollini e il capogruppo Alessandro Brilli pronti a prenderne il testimone in vista della reggenza. Il sindaco può nominare e revocare gli assessori e le deleghe quando e come vuole. E con Bettollini e Brilli pure la giovane segretaria del partito Pamela Fatighenti, fin troppo silenziosa, ma anche lei in ascesa. Poi c’è Andrea Micheletti che era in area Sel ma ora, dopo lo strappo dei senesi rispetto al partito di Vendola, è anche lui in orbita Pd e quindi tra i tanti litiganti potrebbe spuntarla, almeno per la reggenza, come figura super partes o fuori dai giochi.

Certo, poi la candidatura a sindaco sarà tutt’altra cosa. In un anno di “vacatio” e di reggenza può succedere di tutto, possono spuntare fuori degli outsiders e per il Pd non sarà comunque facile spiegare ai cittadini l’ennesima “fuga” del sindaco per lidi più importanti, con il Comune usato solo come trampolino di lancio.  Tra l’altro con Ceccobao si è visto come è finita (e conta assai poco dire, oggi, noi l’avevamo detto).  Naturalmente Scaramelli potrebbe anche decidere di accettare la Provincia e rimanere sindaco di Chiusi in attesa che si apra la corsa per un seggio al Parlamento. Ma quel traguardo è lontano e la fila dei pretendenti piuttosto lunga (ci sarà da sistemare anche i senatori rimasti appiedati e i posti disponibili non saranno molti). In politica, si sa, i treni non passano mai due volte…

Insomma se a Siena c’è fibrillazione, a Chiusi ce n’è di più.  E se in questi giorni si “ruzza”, tra una settimana o poco più si potrebbe cominciare a entrare in un autunno politicamente caldisssimo. Sempre che questi “giochetti” tutti interni al Pd riescano ancora a scaldare qualcosa e qualcuno. Non è detto.

m.l.

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