ACQUA ROSSA NEL LAGO DI CHIUSI, ARPAT: “E’ COLPA DI UN’ALGA. NESSUN RISCHIO”

martedì 30th, settembre 2014 / 11:45
ACQUA ROSSA NEL LAGO DI CHIUSI, ARPAT: “E’ COLPA DI UN’ALGA. NESSUN RISCHIO”
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SIENA – A distanza di 3 settimane dalla comparsa del fenomeno e dall’allarme dato da pescatori e canottieri e dopo 2 settimane dal sopralluogo  effettuato il 16 settembre, l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana), sede di Siena,  fornisce oggi una prima spiegazione circa la “polvere rossa” nell’acqua del Lago di Chiusi.

Secondo i tecnici Arpat il fenomeno sarebbe attribuibile ad una fioritura di un tipo particolare di alga, non tossica, dovuta a particolari condizioni di temperatura, luce  e nutrienti favorevoli.

Questo il comunicato ARPAT diffuso oggi, 30 settembre 2014:

A seguito di comunicazione della Polizia Provinciale di Siena, che segnalava la presenza di una colorazione rossa nelle acque del lago di Chiusi operatori del Dipartimento ARPAT di Siena, sono intervenuti in collaborazione con la stessa polizia Provinciale, che ha messo a disposizione l’imbarcazione, e con la Polizia Municipale, per effettuare un prelievo di acque nel lago.

Il prelievo è stato effettuato il giorno 16 settembre, al centro lago ed il campione di acqua è stato sottoposto oltre alle prove in campo ad analisi sia chimica che biologica presso il laboratorio di ARPAT. Dall’osservazione al microscopico del vetrino opportunamente preparato, è stata rilevata la presenza di organismi algali appartenenti al genere Ceratium (phylum Dinoflagellata ).

Il quantitativo rilevato è risultato piuttosto modesto, tuttavia questo tipo di alga, unicellulare, non tossica, appartenente al fitoplancton di acque, sia dolci che salate, può conferire una colorazione bruno/rossastra alle acque quando è presente in quantitativi elevati. Le analisi chimiche hanno rilevato concentrazioni di ossigeno e degli altri parametri rilevati in campo, temperatura, pH e conducibilità, rappresentativi di una buona situazione delle acque dell’invaso ed una concentrazione di azoto e fosforo (normali nutrienti dei microrganismi di questo tipo) al di sotto dei limiti di rilevabilità compatibili con la scarsa presenza di alghe al momento del prelievo.

Pertanto la presenza di questi organismi è da mettere in correlazione con il fenomeno osservato nei giorni precedenti e che ha destato l’allarme dei frequentatori dello specchio di acqua per la presenza di “sostanze rosse”, avvenuto probabilmente in coincidenza con un periodo durante il quale si è avuta una elevate concentrazioni di alghe in corrispondenza della loro maggior fioritura, dovuta a condizioni di temperatura luce e nutrienti più favorevoli per la loro crescita“.

Insomma si tratterebbe di fenomeno naturale dovuto a particolari condizioni di temperatura, luce e nutrienti (azoto, fosforo ecc., comunque sotto ai livelli di guardia) che hanno favorito la crescita e la fioritura dell’alga dando poi origine alla colorazione rossastra notata nell’acqua. Acqua che comunque, dalle analisi effettuate, risulterebbe “in una buona situazione”.

L’Arpat non fa cenno a possibili alterazioni o rischi per l’acqua che dal Chiaro arriva all’acquedotto comunale e quindi nelle case dei cittadini di Chiusi. Evidentemente rischi non sono stati rilevati, del resto il monitoraggio dell’impianto non ha segnalato anomalie. Né sono state segnalate morìe di pesci.

Non dice l’Arpat se la fioritura dell’alga può essere messa in relazione con un afflusso nel lago di “nutrienti” dovuto a prodotti usati in agricoltura. Ma i parametri relativi a fosforo e azoto sono risultati “al di sotto dei limiti di rilevabilità”  e questo fa pensare che l’agricoltura questa volta non c’entri.

In ogni caso l’allarme aveva una sua ragione ed è stato giusto verificare. Sarebbe opportuno che anche il Comune informasse la cittadinanza. Magari ha pure qualcosa da aggiungere rispetto alla nota dell’Arpat.

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