RADICOFANI, UN ECOMOSTRICIATTOLO AI PIEDI DELLA ROCCA DI GHINO

martedì 26th, agosto 2014 / 12:33
RADICOFANI, UN ECOMOSTRICIATTOLO AI PIEDI DELLA ROCCA DI GHINO
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RADICOFANI –  Quella rocca, con la sua torre, che domina la Valdorcia si vede da decine di chilometri. E’ il punto più alto tra il Monte Cetona e il Monte Amiata.  E’ stata per secoli fortezza strategica per il controllo della via Francigena, una delle “autostrade” dell’antichità e del Medio evo… Usata da Papa Adriano IV per fermare l’avanzata di Federico Barbarossa, fu poi il “fortino” di Ghino di Tacco che da lassù taglieggiava chiunque passasse sulla Cassia, infine avamposto della Repubblica di Siena, assediata dai lanzichenecchi di Carlo V… Insomma uno dei luoghi simbolo, tra i più suggestivi ed evocativi della celebratissima Valdorcia, Patrimonio dell’Umanità, secondo l’Unesco.

Di “ferite” nei secoli ne ha subite parecchie la Rocca di Radicofani, ma è sempre rimasta in piedi, sentinella vigile e fiera su un paesaggio che molti hanno definito addirittura “commovente”…

Di recente però di fronte alla rocca, a pochi metri dal bastione e dalla base torre è spuntata una “superfetazione” che deturpa e ferisce l’occhio del visitatore, più delle “brecce” aperte dalle catapulte. Si tratta di un “casotto” in muratura, di colore chiaro che ospita un “braciere” per servire salsicce, galletti e carne alla brace.  Come se non bastasse, il casotto è pure dotato di distributore automatico di birra e coca cola e circondato da  ammennicoli vari di servizio: secchi, stracci, scatoloni, scope. ecomostro radicofani

Già c’era di fronte alla rocca, qualche metro più indietro, la doppia “baita” che ospita un bar panoramico. Ma quella almeno è di legno e di colore scuro. E comunque , un minimo di servizio di ristoro a chi arriva lassù lo devi dare. Il casotto-grill non è, tra l’altro, mitigato o nascosto alla vista. E’ al contrario, la prima cosa che si vede accedendo al piazzale dalla scaletta segnalata come ingresso.

Lo “scempio” è piccolo. Ma è sempre uno scempio. E ben visibile. Viene da chiedersi chi abbia autorizzato quella costruzione. Naturalmente per costruire quel casotto in muratura sarà stata necessaria una concessione edilizia. E la Soprintendenza, attentissima – come è giusto che sia – ai comignoli e alle finestre dei poderi, come può aver consentito una “innesto” del genere in un contesto così delicato e magico come la Rocca di Radicofani? Anche il Comune dovrà spiegare la faccenda. Lo stesso servizio poteva essere garantito, crediamo, con interventi meno impattanti.

Visto che migliaia di persone si sono giustamente preoccupate per la rottura di un ramo della storica Quercia delle Checche, così come successe per le famigerate “villette” di Monticchiello, sempre in Valdorcia, ciò vuol dire che in Valdorcia l’attenzione al paesaggio e alle sue singolarità è decisamente alta. E’ plausibile pensare si parlerà anche dell’ecomostriciattolo ai piedi della Rocca di Ghino.

M.L.

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