I MASSACRI DI CIVILI E L’INDIFFERENZA DELLA POLITICA. GIOVANI LEONI DEL PD, SE CI SIETE BATTETE UN COLPO!

venerdì 18th, luglio 2014 / 16:15
I MASSACRI DI CIVILI E L’INDIFFERENZA DELLA POLITICA. GIOVANI LEONI DEL PD, SE CI SIETE BATTETE UN COLPO!
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di Marco Lorenzoni

“Dopo 10 giorni di martellanti raid aerei in risposta ai razzi di Hamas, l’esercito israeliano è entrato stasera in forze nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato un portavoce militare con queste parole: «L’operazione Margine Protettivo è entrata in una nuova fase».


Il teatro delle operazioni è l’area nord della Striscia, al momento sotto l’attacco principale di tank e fanteria israeliana, anche se spari e esplosioni si sentono un pò dovunque. Testimoni riferiscono di non sapere dove fuggire. E già sono segnalati dai media palestinesi oltre 25 feriti e le prime vittime del fuoco dei carri armati: almeno due persone, incluso un bebè, affermano a caldo i servizi medici di Gaza.

Fonti locali descrivono la sensazione di un attacco massiccio. L’obiettivo, secondo quanto si riesce a intuire sul posto in queste prime ore, potrebbe essere quello di dividere in due la Striscia. Dalla zona all’estremo nord, dove vivono 100mila persone, non si vede nessuna via di fuga per la gente che – riferiscono le stesse fonti – non sa dove andare: l’unica possibilità è di restare a casa, lontano dalle finestre e dalla strada e chi può cerca di spostarsi nei seminterrati.

Secondo il portavoce militare israeliano, l’operazione si svolge senza risparmio di mezzi: fanteria, carri armati, artiglieria, ingegneri e intelligence sul campo sono fra le forze entrate a Gaza. A loro sostegno – ha aggiunto il portavoce – forze aree, navali e altre unità di sicurezza”.

Così descrivono i giornali di oggi e i loro siti web la situazione a Gaza. L’escalation dell intervento israeliano. Il brano sopra riportato è tratto dal Messaggero on line.

E l’abbattimento di un aereo di linea con un missile terra aria sul cielo dell’Ucraina al confine con la Russia (come a Ustica nell’81), getta ulteriore benzina sul fuoco.Aereo malese cade in Ucraina

Ieri su questo sito (www.primapaginachiusi.it) abbiamo pubblicato un appello di Emergency, con un commento sul silenzio del Governo, del partito di maggioranza, dei militanti stessi del Pd e della coalizione di centro sinistra. La destra, si sa, è filoisraeliana a prescindere e anche un po’ più guerrafondaia. Diciamo meno sensibile a certi temi, quando sono in gioco, almeno, interessi politici, economici, commerciali. Questo per dire, insomma che è il silenzio e l’indifferenza della sinistra che stride con la sua stessa storia, e lascia perplessi.

Ci sono in giro anche nella zona parecchie Feste democratiche (Torrita, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Chiusi… per citarne alcune), ma  nessuna propone un minimo di attenzione a quanto sta succedendo a Gaza e in Palestina (ma anche in Siria, per esempio…).  Possibile che i giovani leoni del Pd non sentano la necessità di dire una parola sulla questione palestinese o sull’Ucraina? Su quei massacri a due passi da casa nostra?

Sulla questione palestinese sarebbe già qualcosa se dicessero che stanno dalla parte degli israeliani.  Sarebbe almeno una posizione. E’ l’indifferenza, il silenzio,  che lascia sconcertati.

Dico i giovani leoni del Pd, perché sono l’unica squadra in campo, il resto non esiste. La sinistra a sinistra del Pd è scomparsa, disciolta come neve al sole. I 5 Stelle prediligono evidentemente altri terreni e anche loro, finita la bagarre elettorale, sono un po’… latenti. O distratti.

Ricordo benissimo un episodio: nell’agosto del 1976 a Chiusi era in corso la festa dei giovani comunisti. La prima festa in grande stile con l’utilizzo per intero dei guardini pubblici, con due palchi per gli spettacoli, uno per gli incontri politici, concerti di artisti di nome come Tony Esposito e Stormy Six, con questi ultimi che fecero piangere i vecchi militanti con le loro canzoni sui partigiani, gli scioperi del ’43 e  Stalingrado.

 Il 13 agosto arrivò la notizia del massacro di Tel Al Zaatar, un campo palestinese in Libano. La situazione in Libano era controversa e anche i palestinesi avevano le loro responsabilità nell’escalation di violenza. Ma quel massacro fu un epilogo feroce. La festa si fermò: facemmo un grande “murale” dipinto su quel massacro, per richiamare l’attenzione anche visiva della gente, organizzammo all’impronta una discussione sull’argomento, chiamando “con procedura d’urgenza” un esponente nazionale.

La sera a parlare di Tel Al Zaatar e della guerra in Libano c’erano mille persone… Quel dirigente venuto da Roma in tutta fretta non era Berlinguer, era un giornalista esperto di politica estera, ma sconosciuto ai più… … Non fu lui, per intenderci, a richiamare la folla. E nessuno ebbe da ridire sul fatto che quella sera il ballo liscio, il rock e anche il ristorante, dovettero lasciare il posto alla politica. Allo sdegno per una carneficina.

Altri tempi? Altri tempi, certo.  Ma le guerre e i massacri hanno lo stesso odore di allora…

 

 

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