CHIUSI NELLA DANZA, UN FLOP. TUTTA COLPA DELLA PIOGGIA?

martedì 15th, luglio 2014 / 13:07
CHIUSI NELLA DANZA, UN FLOP. TUTTA COLPA DELLA PIOGGIA?
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CHIUSI – Si è conclusa senza acuti la seconda edizione di Chiusi nella danza. La pioggia ha bersagliato la manifestazione con la precisione di un cecchino limitando o impendendo le performances in piazza. La concomitanza della serata finale con la finale dei Mondiali Germania-Argentina ha fatto il resto (e questa forse poteva essere evitata, la data della finale mundial si sapeva da mesi).  Risultato: un festival in sordina, di cui pochi a Chiusi si sono accorti. Eppure il cartellone proponeva serate di qualità oltre a vari momenti didattici per gli appassionati e addetti ai lavori. Il gran finale con i balli nelle piazze poteva recuperare un po’ di clima festivaliero, ma ci si è messo di mezzo Giove Pluvio, costringendo tutti, artisti, spettatori, ballerini delle domenica, passanti a fughe precipitose in cerca di riparo…

Peccato anche per la mostra a cielo aperto di alcuni artisti locali che ha subito la stessa sorte.

Ma, al di là dei capricci del tempo, delle temperature certamente “inferiori alle medie stagionali”, per non dire novembrine,  resta il fatto che il Festival Chiusi Nella Danza non è riuscito a ripetere il successo “nonostante la pioggia” del Lars Rock Fest, anche quello spostato dalla location prescelta al Teatro Mascagni. Si dirà che il rock ha più fans della danza, che richiama di più… Ma il Mascagni è più adatto alla danza che al rock…

Insomma questa seconda edizione del festival di danza è stato un flop. Inutile girarci intorno e cercare le attenuanti, che pure ci sono. E quando una manifestazione fa flop (come aveva fatto flop il festival rock nel 2013), non può essere solo colpa del tempo.  E qualche riflessione gli organizzatori e soprattutto il Comune che ci mette i soldi, la dovranno pur fare. Perché, al di là della pioggia, del freddo e della concomitanza con la finale dei Mondiali di calcio, il festival di danza è passato quasi inosservato, nell’indifferenza generale della popolazione. E questo è il primo dato su cui riflettere. Domenica pomeriggio c’erano più chiusini alla “fiera del centro storico” di Città della Pieve (una fiera normalissima, come ce ne sono tante) che a Chiusi Città ad assistere alle iniziative proposte da Samuel Peron. Altro dato poco incoraggiante e a suo modo significativo.

Tra qualche settimana aprirà il sipario il festival Orizzonti. Speriamo non piova.

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